Le nuove regole europee sulle crypto: la fase applicativa

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entra in vigore la stretta sulle criptoattività

Dopo un lungo periodo di gestazione per Tfr, Dora  Mica arriva la prova sul campo. Ecco come funzionano lee normative e cosa cambiano

Indice

Tutto sommato, non si può sostenere che i Regolatori continentali e la stessa legislazione nazionale italiana, fiscale compresa, “abbiano dormito” di fronte alla prorompenza del fenomeno “crypto”. Lato Italia, già nel 2024 era stato normato il regime fiscale delle plusvalenze/rivalutazioni, confermato con poche modifiche per il 2025 nonché sancita l’obbligatorietà di iscrizione al Registro OAM per gli operatori operanti sul territorio nazionale. L’integrazione coi Regolamenti europei, T.F.R., D.O.R.A. e, vieppiù, M.I.C.A ha generato un combinato-disposto che, pur con inevitabili — peraltro marginali — punti deboli, mostra un impianto atto a costituire un supporto ragionevolmente strutturato rispetto al fenomeno regolato.

I due principali profili giuridici toccati riguardano le tipologie delle crypto attività regolate e gli operatori autorizzati ad operare nel settore.

Le tipologie di cripto e come sono regolate

Quanto alle prime troviamo tre categorie: “Art Referenced Token” (ART), cioè token con sottostanti materie prime, valute fiat e “composizioni” varie in questi ambiti; “E Money Token” (EMT), cioè token di moneta elettronica; “Other than”, cioè altre crypto attività regolamentate, quali gli utility token. Troviamo altresì per le prime due categorie identificati specifici “controller” nazionali, che in Italia sono Banca d’Italia e Consob per gli ART (Titolo II MiCA) e la sola Banca d’Italia per gli EMT (Titolo IV MiCA).

Passando agli operatori (persone giuridiche: quelle fisiche che non hanno chiesto la cancellazione verranno cancellate d’Autorità) già iscritti al Registro OAM entro il 27 dicembre 2024 (il che prevedeva, tra vari altri obblighi, già sin dall’inizio la predisposizione da parte di questi di invii trimestrali delle movimentazioni in forma massiva ed analitica all’Agenzia delle Entrate), è previsto un regime transitorio in “prorogatio” fino al 30 giugno 2025, data entro cui presentare l’Istanza MiCAR per continuare ad operare fino al 31 dicembre 2025 o fino alla decisione sull’autorizzazione. In carenza, l’operatore non sarà autorizzato ad operare.

Vasps e Casps: differenze e similarità

Come specificamente precisato dalla normativa: “Ai sensi del Decreto MiCAR, i soggetti sopra indicati, entro il 30 giugno 2025, potranno presentare istanza di autorizzazione ad operare come CASPs (già VASPs, come da normativa precedente, cioè Virtual Asset Service Providers che diventano “a nuovo” titolati come Crypto Assets Service Providers) alla Consob, ovvero, se in un altro Stato membro dell’Unione Europea, presso la corrispondente Autorità competente, dandone comunicazione all’Organismo, come previsto all’art. 45, comma 2 del Decreto MiCAR, ai fini del mantenimento dell’iscrizione nel Registro VASP. Analoga comunicazione dovrà essere resa all’OAM in caso di accoglimento o rigetto dell’istanza di autorizzazione presentata. In tal modo la società potrà continuare a operare nelle more dello svolgimento del procedimento di autorizzazione come CASP, fino alla data del rilascio o rifiuto dell’autorizzazione stessa, e comunque non potrà più operare come VASP oltre il 30 dicembre 2025. L’Organismo provvederà alla cancellazione dei soggetti ai quali sia stata rilasciata o negata l’autorizzazione”.

Domande frequenti su Le nuove regole europee sulle crypto: la fase applicativa

Quali sono i principali aspetti da considerare quando si investe in Le nuove regole europee sulle crypto: la fase applicativa?

Quando si investe in Le nuove regole europee sulle crypto: la fase applicativa, è fondamentale considerare diversi fattori chiave per una strategia efficace. Il primo elemento da valutare è il proprio orizzonte temporale, poiché investimenti a lungo termine permettono di affrontare meglio la volatilità e beneficiare dell interesse composto. La tolleranza al rischio personale è un altro aspetto cruciale, che determina l allocazione tra asset più aggressivi e quelli più conservativi.

Come posso iniziare a investire in Le nuove regole europee sulle crypto: la fase applicativa con un capitale limitato?

Iniziare a investire in Le nuove regole europee sulle crypto: la fase applicativa con capitale limitato è assolutamente possibile grazie a diverse strategie accessibili. I fondi comuni di investimento con versamenti minimi bassi rappresentano una ottima opzione per chi dispone di poche risorse iniziali, consentendo l accesso a portafogli diversificati con somme contenute, spesso a partire da 100-200 euro.

Quali sono i rischi principali associati a Le nuove regole europee sulle crypto: la fase applicativa?

I rischi associati a Le nuove regole europee sulle crypto: la fase applicativa sono molteplici e richiedono una attenta valutazione preventiva. La volatilità del mercato rappresenta il rischio più evidente, con fluttuazioni di valore che possono essere significative e improvvise, influenzate da fattori economici, geopolitici o settoriali.

Quali sono le prospettive future per Le nuove regole europee sulle crypto: la fase applicativa?

Le prospettive future per Le nuove regole europee sulle crypto: la fase applicativa sono influenzate da un complesso intreccio di fattori strutturali e congiunturali che richiedono una analisi approfondita. L evoluzione tecnologica rappresenta uno dei principali motori di cambiamento, con l intelligenza artificiale, l automazione e le tecnologie emergenti che stanno ridisegnando interi settori economici.

Come posso valutare la performance dei miei investimenti in Le nuove regole europee sulle crypto: la fase applicativa?

La valutazione della performance degli investimenti in Le nuove regole europee sulle crypto: la fase applicativa richiede un approccio multi-dimensionale che consideri diversi parametri oltre al semplice rendimento assoluto. Il rendimento totale è la metrica primaria da considerare, includendo sia le plusvalenze che i dividendi o interessi generati.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale
Un'illustrazione in bianco e nero di una persona con i capelli corti, che indossa una camicia con colletto e una giacca, e che guarda avanti con un'espressione neutra.

di Paolo Turati

Docente e presidente del comitato scientifico presso la Saa-School of Management dell’Università di Torino, Paolo Turati dal 2022 dirige il laboratorio di finanza decentralizzata della Saa e l’executive master in “DeFi, blockchain e fintech”. Ph.D. in economics of art, ha pubblicato “Economia dell’arte globale” (2021) e “Arte in vendita” (2009). Appassionato pianista, ha praticato alpino, ciclismo e motociclismo fuoristrada.

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