Longevity e patrimonio: perché secondo UniCredit pianificare non è più rimandabile

Una donna con i capelli corti e gli occhiali sorride, in piedi con le braccia incrociate. Indossa un blazer scuro, una collana a catena e un orologio: la sua posa sicura incarna lo stile senza tempo e la longevità della moda classica su uno sfondo nero uniforme.

Con UniCredit, la longevità diventa un’opportunità da pianificare
Vivere più a lungo significa scegliere con consapevolezza: ecco come trasformare la longevity in un progetto di valore

Quando si affrontano con i clienti i temi legati all’aumento delle aspettative di vita, emergono due atteggiamenti contrastanti: da un lato la crescente preoccupazione di vivere più a lungo delle proprie risorse o di perdere la capacità di autodeterminarsi, dall’altro, la tendenza a rimandare decisioni cruciali legate alla pianificazione patrimoniale.

I numeri parlano chiaro: in Italia solo poco più del 10% delle successioni è regolato da testamento, uno strumento semplice ma essenziale per pianificare il futuro. E appena il 2% delle imprese familiari affronta annualmente il passaggio generazionale.

Il tema si intreccia con i profondi cambiamenti sociali e familiari in corso. I matrimoni nella fascia di età 25-30 anni sono in calo, mentre quelli tra over 50 sono quasi triplicati negli ultimi dieci anni, passando dal 4% al 15%. Crescono le famiglie mononucleari, le persone sole, le coppie senza figli e le situazioni complesse, come nuclei con figli da relazioni diverse o genitori anziani con figli ancora giovani. Tutti segnali di un cambiamento epocale innescato dalla longevity. Un megatrend strutturale, con effetti concreti anche sulle strategie di wealth planning, che devono essere riviste periodicamente per rispondere con efficacia a necessità personali e familiari in continua evoluzione.

In UniCredit Wealth Advisory la longevity è diventata da tempo una chiave interpretativa fondamentale della pianificazione patrimoniale. Non riguarda solo chi si avvicina alla terza età, ma anche le generazioni più giovani che iniziano a strutturare il proprio patrimonio e a prendere decisioni su investimenti, previdenza e indebitamento familiare.

Con l’avanzare dell’età, può venir meno la determinazione necessaria per affrontare scelte complesse come la trasmissione del patrimonio o la protezione in caso di non autosufficienza. Per questo in UniCredit suggeriamo ai nostri clienti di definire in anticipo gli obiettivi di medio-lungo termine, quando si pongono le basi patrimoniali e si allarga il nucleo familiare.

Agire per tempo, consente di scegliere gli strumenti più adatti a ogni situazione, specialmente in presenza di soggetti fragili o persone sole. In questi casi, soluzioni finanziarie, assicurative e giuridiche si intersecano e integrano fra loro. Stiamo assistendo a una crescente diffusione del trust, uno strumento flessibile che consente di personalizzare la trasmissione del patrimonio, tutelare il disponente in caso di incapacità futura e, in molti casi, perseguire anche a scopi filantropici.

La longevity, dunque, non è solo una sfida, ma anche una grande opportunità: offre più tempo per costruire, progettare e tramandare. Ma richiede consapevolezza, visione e, soprattutto, un approccio strategico. In questo contesto riteniamo che interpretare i bisogni specifici di ogni fase della vita e trasformarli in soluzioni concrete sia oggi più che mai essenziale. Per questo il nostro obiettivo è accompagnare i nostri clienti lungo tutto il percorso, aiutandoli a dare valore al tempo e stabilità al futuro.

Domande frequenti su Longevity e patrimonio: perché secondo UniCredit pianificare non è più rimandabile

Quali sono le principali preoccupazioni dei clienti di UniCredit riguardo all'aumento dell'aspettativa di vita?

I clienti di UniCredit manifestano principalmente due timori: la possibilità di esaurire le proprie risorse finanziarie durante la vecchiaia e la paura di perdere la propria autonomia decisionale. Queste preoccupazioni spesso coesistono con una tendenza a procrastinare la pianificazione patrimoniale.

Qual è la percentuale di successioni in Italia che vengono regolate tramite testamento, secondo l'articolo?

Secondo l'articolo, in Italia solo poco più del 10% delle successioni è regolato da testamento. Questo dato evidenzia una scarsa propensione all'utilizzo di questo strumento per la pianificazione successoria.

Qual è l'atteggiamento prevalente dei clienti di fronte alla necessità di pianificare il proprio patrimonio in relazione alla longevità?

L'articolo evidenzia una tendenza a rimandare decisioni cruciali legate alla pianificazione patrimoniale. Questo atteggiamento di procrastinazione può avere conseguenze negative sulla gestione del patrimonio nel lungo periodo.

Quali sono le implicazioni della bassa percentuale di testamenti in Italia?

La bassa percentuale di testamenti implica che la maggior parte delle successioni avviene secondo le norme di legge, che potrebbero non riflettere le volontà del defunto. Questo può portare a complicazioni e potenziali conflitti tra gli eredi.

Quale strumento viene menzionato come semplice ma essenziale per la pianificazione successoria?

L'articolo menziona il testamento come uno strumento semplice ma essenziale per la pianificazione successoria. Nonostante la sua semplicità, viene sottoutilizzato in Italia.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

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