Dopo la maratona negoziale di due giorni a Ginevra, Stati Uniti e Cina hanno trovato un accordo che è andato ben oltre le aspettative con una riduzione significativa dei dazi, se non un reset totale negoziato in modo amichevole e costruttivo. L’accordo USA-Cina si è tradotto anche in un rialzo generalizzato dei rendimenti, sia in Eurozona che negli Stati Uniti, con il movimento che ha interessato più la parte a breve della curva. Il tutto è legato al deciso repricing sulle attese di tagli da parte delle banche centrali. Nonostante l’accordo riduca drasticamente l’ammontare dei dazi, secondo Kugler e Goolsbee, membri della Federal Reserve, il quadro non sembra essere cambiato. Entrambi hanno ribadito il messaggio di Powell di attesa per l’evoluzione del quadro macro vista l’elevata incertezza che continua a essere rpesente, segnalando che comunque rimangono elevati i rischi di stagflazione.
In questo momento di forza per i mercati obbligazionari, UniCredit torna sul mercato con una nuova emissione bond a tasso fisso, in negoziazione diretta sul mercato Mot e Bond-X di Borsa Italiana a partire da oggi, 13 maggio 2025.
La nuova obbligazione, in offerta fino al 13 giugno e con scadenza prevista al 13 maggio 2032, è emessa e negoziata in dollari. Pertanto, il valore dell’investimento in euro è esposto al rischio di fluttuazioni del tasso di cambio tra i dollari statunitensi e l’euro.
Dalla teoria alla pratica: come funziona la nuova emissione
In un periodo caratterizzato ancora da incertezze sui tassi e da una discesa del dollaro statunitense contro l’euro (che ha perso da inizio anno oltre l’8.50% sull’euro) la nuova obbligazione retail è stata concepita per offrire una soluzione che garantisca una protezione del capitale e un rendimento interessante, combinati con una durata più bassa rispetto alle ultime emissioni che andavano dai dieci ai tredici anni.
Il nuovo bond (ISIN: IT0005650335), acquistabile fino al 13 giugno 2025 per il suo valore nominale di 2.000 dollari statunitensi, prevede un tasso fisso del 4,75% annuo lordo. Quindi, a partire da maggio 2026, l’obbligazione pagherà cedole fisse annuali e, a scadenza (13 maggio 2032), l’importo di rimborso sarà pari al 100% del valore nominale, ovvero 2.000 dollari statunitensi. Nel pratico, a maggio di ogni anno l’investitore otterrà 95 dollari lordi e, nel caso in cui terrà il bond fino a scadenza, l’importo di rimborso sarà pari al valore nominale (2.000 dollari statunitensi) oltre a un importo pari al valore del tasso annuo lordo moltiplicato per sette anni, pari quindi al 33,25% (665 dollari), per un incasso totale di 2.665 dollari.
Se a maggio 2032, l’importo di rimborso sarà pari al 100% del valore nominale, ovvero 2.000 dollari statunitensi, durante la vita dell’obbligazione il prezzo seguirà le condizioni di mercato e potrà essere differente rispetto al valore nominale. É infatti importante ricordare che i prezzi dei bond dipendono da vari fattori, come i tassi di interesse e il merito creditizio dell’emittente. In tal senso, le quotazioni varieranno in base alle condizioni di mercato e, pertanto, potranno essere differenti rispetto al valore nominale: nel caso di vendita sul mercato secondario prima del 13 maggio 2032 il prezzo delle obbligazioni potrebbe essere significativamente inferiore al prezzo di acquisto.
Se, ad esempio, i tassi di interesse dovessero muoversi al rialzo, anche se non è previsto un simile movimento nel breve termine, ne conseguirebbe una diminuzione del prezzo sul mercato secondario delle obbligazioni.
Per sua natura, la nuova obbligazione è soggetta al rischio di credito dell’emittente e al rischio di fluttuazioni di prezzo sul mercato secondario. Nel caso in cui UniCredit non sia in grado di adempiere agli obblighi connessi, gli investitori potrebbero perdere in parte o del tutto il capitale investito.
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