Un viaggio coast-to-coast alla scoperta dei vini “born in the Usa”

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Filari di vigneti verdeggianti si estendono in lontananza, conducendo a dolci colline sullo sfondo. Lussureggianti viti verdi ricoprono i tralicci e la luce del sole inonda il tranquillo paesaggio rurale, evidenziando la bellezza naturale della campagna.

Dalla east alla west coast degli Usa alla scoperta della variegata scena vitivinicola americana, dalla storica Napa Valley agli emergenti vigneti di Oregon e Washington State, esplorando come e perchè il vino USA si sta guadagnando un posto d’onore sul palcoscenico mondiale

Indice

In Europa e nel Belpaese la conoscenza del vino statunitense e delle sue numerose zone di produzione rimane sorprendentemente limitata tra gli appassionati nonostante l’America, nota principalmente come il più grande mercato di consumo e di esportazione per il vino italiano, nasconda un tesoro di vigneti che si estendono oltre i confini della celebre Napa Valley.
Viaggiando dalle coste occidentali fino alle meno esplorate regioni orientali è possibile infatti scoprire come gli Usa siano diventati una delle nazioni vitivinicole più dinamiche e innovative del mondo, producendo vini che meritano di essere scoperti e apprezzati anche oltre oceano.

Usa: non più solo consumatori

Sebbene sia noto ai più che gli Usa rappresentano il primo mercato del vino al mondo nonché il primo mercato di esportazione per il vino italiano, meno sanno che questi ultimi siano anche il quarto produttore di vino dopo i tre grandi, Italia, Francia e Spagna (che da soli producono circa il 60% del vino del pianeta). Nonostante tutto, parlare di vini americani in Europa, peraltro, non è certo difficile come qualche anno fa. I vini della costa Ovest del paese, ad esempio, come gli chardonnay e tagli bordolesi a base di cabernet sauvignon californiani della Napa Valley o i pinot neri del nord della California, dell’Oregon e di Washington State sono ormai noti in tutto il mondo.

Una prima svolta mediatica nacque con una degustazione fatta nel 1976, che divenne nota con il nome di “Giudizio di Parigi”, un’epica disfida organizzata dall’inglese Steven Spurrier, in cui all’Hotel Intercontinental si assaggiarono, alla cieca, vini americani e vini francesi a base di cabernet sauvignon e chardonnay, con giuria di esperti esclusivamente francese: due vini americani, Chateau Montelena 1973 e Stag’s Leap 1973 si piazzarono al primo posto rispettivamente di vini bianchi e rossi.

Tra sdoganamenti e nuove bpossbili dogane

Oggi la produzione di vini pesanti e caratterizzati da eccesso di estrazione, dove spesso la concentrazione derivava da pratiche enologiche, per quanto ammesse, piuttosto che dalla qualità dell’uva, non è più la cifra distintiva dei vini marcati USA, diventati sempre più bevibili, snelli ed eleganti.  Anche le guide internazionali hanno “sdoganato” il vino americano che ha ormai raggiunto vertici qualitativi ragguardevoli.

A proposito della parola “sdoganare” apro una parentesi che spero non evochi scenari malauguranti: tutti ricorderanno come l’agroalimentare europeo era finito nel mirino dell’ex presidente statunitense Trump con tariffe aggiuntive del 25% poi sospese dal suo successore Biden. Evidentemente, viste le imminenti elezioni, la questione dei dazi statunitensi sul vino europeo, che sembrava storia passata, non è risolta, tanto che le principali associazioni italiane sono in allerta. Da novembre tutto potrebbe cambiare. Vedremo.

Un’impressionante ricchezza

Ma torniamo al vino americano. Oggi, negli USA, si contano 268 AVA (American Viticultural Area o “regione vitivinicola designata”, simili alle denominazioni di origine che abbiamo in Europa), suddivise in ben 34 Stati. Solo in California ce ne sono 139. In effetti l’area più blasonata e conosciuta è la West Coast, restringendo la zona a tre Stati: California, Oregon e Washington State che pur con caratteristiche e produzioni diverse tra loro si assomigliano per la predisposizione del loro territorio a coltivare la vite, non avendo nulla da invidiare rispetto alle migliori aree produttive della Francia, dell’Italia o di altre zone d’eccellenza vitivinicola nel mondo.

California, non solo Napa Valley

La California va distinta, come detto, in numerose aree produttive tra cui Napa Valley, Sonoma County, Central Coast, Mendocino, South of the Bay e Lodi. Di queste aree sicuramente la Napa Valley è quella più nota. La Napa Valley si divide in diverse zone, ognuna con caratteristiche proprie e in grado di produrre vini di alto livello. Tra le più note Howell Mountain, Oakville Appellation, Atlas Peak, Stags’ Leap, Rutherford Hill, Saint Helena.

A fianco della Napa Valley, a nord di San Francisco, c’è la Sonoma County che si divide tra Alexander Valley, Russian River Valley e Sonoma Valley. Napa e Sonoma sono note per la produzione di cabernet, merlot, e bordeaux blend per i rossi, chardonnay e sauvignon per i bianchi.

Nell’area di Mendocino troviamo pinot noir e chardonnay di eccellente livello. In Central Coast troviamo lo zinfandel, lo “zin” come lo chiamano spesso gli americani, un vino che ha lo stesso DNA del negroamaro pugliese, che in un aerale caratterizzato da temperature talvolta veramente elevate, si presenta con caratteristiche cromatiche e olfattive intense, denso, speziato e con alte gradazioni, ma normalmente molto ben bilanciato.

Nella zona di South of the Bay la produzione d’eccellenza è il pinot noir, in particolare in alcune zone come Santa Clara Valley e Santa Cruz Mountains. Il Lodi è invece conosciuta per la sua varietà produttiva, una zona in cui si possono trovare vigneti piantati a grenache, carignan, tempranillo, albariño, sangiovese, pinot con risultati a volte sorprendenti.

Oregon e Washington State

L’Oregon ha un clima molto più fresco rispetto a qualsiasi regione vinicola della California, il che lo rende perfetto per la coltivazione del pinot, non solo quello nero, che effettivamente è il vino più pregiato, ma anche di pinot bianco e grigio. Si producono anche ottimi riesling, chardonnay e gamay. La principale regione vinicola dell’Oregon è la Willamette Valley, che ha guadagnato una reputazione mondiale per i suoi straordinari vini a base di pinot noir. Interessante notare che la Willamette Valley si trova alla stessa latitudine della Borgogna.

Washington State si è affermata negli ultimi anni ottenendo riconoscimenti da riviste specializzate e critici famosi, grazie ai vini come riesling, chardonnay, merlot e syrah prodotti in regioni come Walla Walla, Columbia Valley e Champoux. Dal 1960, lo stato ha rapidamente aumentato le sue capacità produttive, con esportazioni di vino in oltre 40 paesi. Ora lo stato di Washington è il secondo in termini di produzione annuale di vino, superato solo dalla California.

Anche la West Coast ha i suoi vini: dal Nord

Ci sono altre aree del paese che si stanno affermando, come lo Stato di New York e in particolare la regione del North Fork e dei Finger Lakes. Il North Fork, che si trova vicino ai famosi Hamptons di Long Island, in cui si producono ottimi vini rossi, è diventata meta ambita per visitatori e vacanzieri durante i mesi estivi. Più a nord si trova la regione dei Finger Lakes, una striscia di terra caratterizzata da formazioni calcaree e saline su un terreno ricco di ardesia, tra undici laghi che fanno da termoregolatore, particolarmente votata alla viticoltura. È senza dubbio la patria della vinificazione sulla costa orientale, in cui si producono, tra gli altri, ottimi bianchi a base di riesling, rossi a base di lemberger (il blaufränkisch europeo) e vini spumanti, una destinazione imperdibile, non lontana dalle Cascate del Niagara.
L’Ohio ha tradizione vinicola  che risale agli inizi degli anni 1820. Noto per la produzione dell’uva catawba, è stato fino al 1860 uno degli stati leader, dopo il Missouri, nella produzione vinicola. Una cantina nota è Markko Vineyards.

Fino al Vecchio Sud

Il Missouri è noto per la “Rhineland del Missouri”, una regione vinicola abitata per la prima volta da immigrati tedeschi nel 1837. Verso la fine dell’800, il Missouri era la principale regione vinicola del paese: la Napa Valley della sua epoca. Oltre a ottimi riesling si produce un rosso a base del vitigno norton.
In Virginia, in cui la viticoltura fa parte della tradizione fin dall’era coloniale si trovano cantine di prima qualità come Barboursville Vineyards e Linden Vineyards.
In Texas Il clima secco e soleggiato della regione vinicola della Texas Hill Country, che si estende per 9 milioni di acri, rendendola la seconda più grande regione vinicola del paese, è ideale per la coltivazione di vitigni come tempranillo, syrah, albariño, cabernet sauvignon e zinfandel.

In conclusione

Un paese, gli Usa, in cui la produzione vitivinicola è in grande fermento e in cui non mancano esempi di eccellenze come Screaming Eagle Cabernet Sauvignon e Screaming Eagle Sauvignon Blanc, Harlan Estate,  Scarecrow Cabernet Sauvignon, Bryant Family Vineyard Cabernet Sauvignon, Opus One e Ghost Horse Vineyard nelle tre versioni Spectre, Apparition e Fantome per citare vini che per qualità, blasone, rarità, longevità ed elevate quotazioni oggi hanno le carte in regola per essere considerati anche vini da investimento.

di Orazio Vagnozzi

Direttore della sezione vini di Passione Gourmet e angel investor, Orazio, dopo oltre vent’anni come partner di una multinazionale della consulenza direzionale decide di dedicarsi al cibo ed al vino, le sue passioni. Autodidatta, degustatore professionista, ha frequentato dal 2002, quale membro del Grand Jury Européen, alcuni dei più noti esperti di vino del pianeta ed ha allestito negli anni una cantina che ospita 15.000 bottiglie. Effettua valutazioni di bottiglie pregiate e nel tempo libero ama condividere con gli amici i vini della sua cantina.

Anche i vini americani sono diventati protagonisti dei palcoscenici enologici mondiali. Uno sviluppo che porta con sé importanti opportunità per appassionati, collezionisti e investitori. Scopri come coglierle

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