La variabile "tempo" nelle scelte di investimento: la riduzione del rischio

Rita Annunziata
8.5.2019
Tempo: 3'
Quanto conta per un investitore programmare le proprie scelte di investimento? Risponde Michele Cicoria di EtheneaE' essenziale che un investitore abbia sotto controllo una programmazione e una pianificazione finanziaria corretta. Questo pone due risultati-obiettivo: innanzitutto disciplinare la metodologia d'investimento e fare le scelte più adatte e, in secondo luogo, non subire l'emotività dettata dai mercati finanziari.

Come educare gli investitori a gestire la variabile "tempo"?

L'investitore non è in grado in maniera genetica di gestire i propri risparmi e la variabile "tempo" nella pianificazione. E' opportuno, dunque, che abbia un buon consulente ma, soprattutto, che vengano adoperati gli strumenti giusti. Una gestione attiva efficace - come quella che adoperiamo in Ethenea - è un giusto coadiuvante all'attività di pianificazione che il professionista deve erogare all'investitore.

In questo modo, è possibile ridurre i rischi? Se sì, come?

Senza dubbio in questa maniera il risultato complessivo è completamente a vantaggio dell'investitore. Basti pensare, ad esempio, a tutta una serie di dibattiti politici e di rischi legati all'economia che mettono sotto revisione le opportunità oppure le minacce da parte dell'investimento con un grado di rischio più elevato, come quello del mercato azionario. Attraverso una disciplina comportamentale e quindi un'educazione alle logiche che muovono i mercati finanziari, l'investitore è più consapevole, più preparato e più gratificato dal risultato finale. Questo dà un grande aiuto anche alla comprensione del costo che necessariamente deve affrontare il cliente perché nessun servizio, soprattutto se di qualità, è fatto ed erogato in maniera gratuita. Pensiamo ad esempio a una diagnosi medica. Il professionista con un certo background ha un certo costo e, inevitabilmente, deve utilizzare delle metodologie nuove e adeguate ai processi scientifici, ma anche una diagnostica e degli strumenti che siano adeguati ai bisogni del proprio paziente. Da questo punto di vista, noi rappresentiamo più il mondo farmaceutico. In altre parole, diamo una delle soluzioni che possono essere adoperate dal consulente, a patto che il principio attivo sia davvero adeguato alle esigenze dell'investitore.
Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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