Usa, quasi un consulente su due investe personalmente in crypto

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Secondo un sondaggio dei consulenti finanziari Usa il 47% della categoria ha acquistato criptovalute per proprio investimento personale

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La quota di consulenti che ha allocato una parte del portafoglio dei propri clienti in criptovalute è passata dal 9 al 15%, secondo quanto è emerso dall’ultimo Benchmark Survey of Financial Advisor Attitudes Toward Crypto Assets, condotto da Bitwise AM su oltre 600 consulenti finanziari americani

Più della metà (53%) dei consulenti crede che il prezzo del Bitcoin supererà i 100.000 dollari entro cinque anni

Le reticenze dei consulenti finanziari americani nei confronti delle criptovalute si sono ulteriormente ridotte nell’ultimo anno, mentre una quota crescente dei loro clienti li ha interrogati su questa nuova tipologia di prodotti. Il 94% degli advisor, infatti, ha ricevuto richieste sulle crypto da almeno una parte dei propri clienti, in crescita rispetto all’81% dell’anno precedente.

Nel frattempo, la quota di consulenti che ha allocato una parte del portafoglio dei propri clienti in criptovalute è passata dal 9 al 15%, con un incremento superiore, dunque, al 65%. Sono alcune delle evidenze emerse dall’ultimo Benchmark Survey of Financial Advisor Attitudes Toward Crypto Assets, condotto da Bitwise AM su oltre 600 consulenti finanziari americani (raggiunti online lo scorso dicembre).

Le criptovalute vengono utilizzate ancora da una minoranza dei consulenti, anche se, di anno in anno, la percentuale tende a salire. Nell’edizione del sondaggio pubblicata nel 2020 era solo il 6% dei consulenti ad averle includerle nella asset allocation dei propri clienti.

In parallelo, si è verificato anche un altro fenomeno: i consulenti che acquistano criptovalute per i propri investimenti personali, infatti, sono aumentati fino ad essere quasi la metà del totale. Se nel 2020 solo il 17% dei consulenti acquistava criptovalute per sé, nel 2022 la percentuale è salita al 47%. “Questo può essere un segno premonitore delle future allocazioni dei clienti“, si legge ne report, “Bitwise spesso vede che i consulenti allocano crypto prima nei loro portafogli personali prima di aggiungere l’esposizione nei conti dei clienti qualche tempo dopo”.

D’altro canto, più della metà (53%) degli intervistati crede che il prezzo del Bitcoin supererà i 100.000 dollari entro cinque anni.

Il peso che le criptovalute ricoprono negli investimenti dei clienti resta ancora molto contenuto. Nell’80% dei portafogli che include una componente crypto, quest’ultima risulta inferiore al 5%. Nel dettaglio, il 72% di coloro che hanno deciso di esporsi a questo mondo ha investito in Bitcoin, il 50% in Ethereum e il 16% in altre monete come Solana o Cardano.

Fra i consulenti, poi, sembra cresciuta la sensazione che i loro clienti stiano acquistando criptovalute senza il loro contributo professionale. Secondo gli intervistati, almeno due terzi dei clienti (67%) investono in crypto per conto proprio; nelle rilevazioni precedenti, gli advisor ritenevano che a farlo fosse poco più di un cliente su tre.

Criptovalute e consulenti: le prospettive verso il futuro

Fra i consulenti che finora non hanno allocato criptovalute nei portafogli dei clienti prevalgono ancora le cautele: nel complesso, il 60% di essi non esclude di cominciare a farlo quest’anno, anche se solo il 2% si dice decisamente sicuro in merito.

A frenare l’adozione delle criptovalute fra i consulenti finanziari sono, soprattutto due problematiche. L’incertezza dal punto di vista della regolamentazione, citata dal 60% degli intervistati, seguita dalla volatilità (53%). Perdono importanza rispetto ai precedenti sondaggi la difficoltà nel valutare le crypto (34%) e la mancanza di strumenti finanziari come gli Etf crypto (32%).

In merito a quest’ultimo aspetto, l’82% dei consulenti, potendo scegliere, preferirebbe acquistare un Etf direttamente esposto alle crypto, piuttosto che un prodotto analogo che investa in future ad esse collegati. Per il momento, tuttavia, le autorità americane hanno dato il via libera solo agli Etf appartenenti a questa seconda tipologia. Più in generale, il 58% dei consulenti preferirebbe esporsi alle criptovalute tramite Etf, piuttosto che tramite l’acquisto diretto (21%), o i fondi comuni tradizionali (13%).

Interrogati su quali sviluppi potrebbero incrementare la propria apertura al mondo crypto, i consulenti citano al primo posto una migliore regolamentazione (55%), seguite da migliori alternative per la custodia delle criptovalute (46%) e dal lancio di un Etf spot-based (44%).

“Ci stiamo avvicinando al punto di svolta per l’adozione diffusa delle criptovalute da parte dei consulenti finanziari”, ha detto Matt Hougan, cio di Bitwise Asset Management, “due anni fa, solo il 6% dei consulenti stava allocando criptovalute nei conti dei clienti; oggi è il 15% e la nostra indagine suggerisce che sarà quasi il 30% entro la fine dell’anno. Le implicazioni sono significative, poiché i consulenti finanziari dirigono la stragrande maggioranza della ricchezza privata individuale in America. L’impegno dei consulenti in questo spazio non sta solo crescendo… sta crescendo ad un ritmo sempre più rapido”.

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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