Trimestrali al via e Wall Street sui massimi: cosa può andare storto

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Gli analisti hanno rivisto decisamente al ribasso le attese sulla crescita degli utili negli ultimi mesi: serve una scossa per spingere oltre la Borsa

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La stagione delle trimestrali americane si affaccia su un mercato azionario già ai massimi storici, sul quale al momento prevale l’ottimismo. I dati occupazionali di venerdì scorso, con un incremento di 254mila nuovi posti di lavoro, di gran lunga superiore alle attese, hanno dato una nuova iniezione di fiducia per l’S&P 500, che da qualche tempo reagisce soprattutto alla salute del mercato del lavoro per capire quanto siano concrete le chance di un atterraggio duro dell’economia.

Con queste premesse, sarà importante per le imprese quotate sostenere le attese positive degli investitori con utili ancora robusti.
Gli appuntamenti con i risultati relativi al terzo trimestre 2024 cominciano martedì 8 ottobre con Pepsico, mentre nei giorni successivi si susseguiranno, fra gli altri, Delta Airlines (10 ottobre), JPMorgan Chase, Wells Fargo, BlackRock, Bank of New York Mellon (11 ottobre).
Il consenso degli analisti di FactSet indica che le aziende incluse nell’indice S&P 500 segneranno una crescita degli utili media del 4,6% rispetto allo stesso periodo di un anno fa: il che, se si concretizzasse, sarebbe il quinto trimestre di crescita consecutivo.


Il dato meno esaltante, parlando delle premesse di queste nuove trimestrali, è che la revisione al ribasso degli utili osservata dal 30 giugno al 30 settembre è stata pari al 3,9%. Una revisione al ribasso sugli utili durante il trimestre è molto comune, anche se l’ultima sforbiciata è superiore alla media degli ultimi 5, 10 e 15 anni, ha ricordato il senior earnings analyst di FactSet, John Butters. In particolare, nove settori su undici hanno visto un calo delle previsioni sugli utili per il terzo trimestre, con i settori Energia e Materiali a subire le riduzioni più importanti, rispettivamente del 19,2% e 9,4%. Unica eccezione notevole è la tecnologia, i cui profitti attesi sono stati rivisti leggermente al rialzo.


Considerando queste previsioni, solo forti sorprese in senso positivo potrebbero dare un nuovo impulso verso l’alto all’azionario USA: riuscire a portarle a casa potrebbe essere più facile, considerando il forte ribasso nelle previsioni sugli utili degli ultimi tre mesi. “Le stagioni degli utili sono tipicamente positive per le azioni, ma il forte rally e le posizioni superiori alla media in avvicinamento (a questa stagione degli utili) suggeriscono una reazione del mercato più contenuta”, ha sostenuto Binky Chadha, capo stratega azionario statunitense e globale di Deutsche Bank Securities, citato da Bloomberg.

Il taglio dei tassi d’interesse in corso dovrebbe, di per sé, aiutare l’outlook degli utili aziendali e, storicamente, queste fasi sono state favorevoli per l’azionario – specialmente quando ciò è avvenuto in assenza di una recessione.

Nuovo focus sul fattore inflazione

“Il buon rapporto occupazionale USA ha fatto riprezzare le attese di tagli dei tassi Fed, rimuovendo ogni ipotesi di taglio consistente per il prossimo anno e anche per novembre (probabilità di un taglio superiore a 50 punti base a zero)”, ha commentato l’advisory di Cassa Lombarda. “Il principale dato macro e market mover della settimana sarà l’indice di inflazione CPI americano di settembre (giovedì 10 ottobre)”.

“Questa settimana l’attenzione si sposta nuovamente sull’inflazione, con la pubblicazione del dato sull’indice dei prezzi al consumo (IPC) di settembre negli Stati Uniti, prevista per giovedì”, hanno sottolineato gli analisti di Ebury. “Ci vorrebbe una grossa sorpresa al rialzo per far slittare il taglio dei tassi d’interesse, che i mercati considerano ormai una certezza, alla prossima riunione della Fed di novembre”.

“La nostra visione rimane che il rally del mercato azionario sia ben supportato”, ha dichiarato UBS WM nella sua view giornaliera del 7 ottobre. “La nostra ipotesi di base è che la combinazione di un atterraggio morbido dell’economia e i tagli dei tassi della Fed aiuteranno l’indice a salire intorno a 5.900 entro la fine dell’anno e a 6.200 entro la metà del prossimo anno, rispetto ai 5.751 della chiusura di venerdì. Tuttavia, con il rallentamento della crescita economica, ci aspettiamo che le azioni delle aziende di qualità — quelle con bilanci solidi e una storia di crescita degli utili — superino le altre in termini di performance”.

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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