Tesla: azione raddoppiata da inizio anno. Gli analisti: è da vendere

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La febbre dell’intelligenza artificiale avrebbe contagiato Tesla oltre misura, mentre si raffredda l’entusiasmo generale sul segmento growth

Indice

Il titolo Tesla quotato a New York, alla chiusura del 22 giugno ha totalizzato una performance da inizio anno del 114,82% a 260,23 dollari

Barclays e Morgan Stanley hanno pubblicato due report negativi sulle prospettive del titolo di qui in avanti, passando da rating positivo a neutrale

Le azioni Tesla, le più scambiate su alcune delle maggiori piattaforme di trading in Italia, sono arrivate a più che raddoppiare il proprio valore da inizio anno, approfittando del traino generale dell’intelligenza artificiale. Un calderone nel quale, secondo alcuni con un po’ di eccessi nell’entusiasmo, è stata inserita anche la compagnia automobilistica fondata da Elon Musk

Il titolo quotato a New York, alla chiusura del 22 giugno ha totalizzato una performance da inizio anno del 114,82% a 260,23 dollari, e il 20 giugno aveva raggiunto quota 273 dollari. Lo slancio del titolo è stato tale da aver suscitato alcune perplessità sulla correttezza delle nuove valutazioni di Tesla, considerazioni tutt’altro che nuove viste le grandi oscillazioni che storicamente lo accompagnano. “Tesla sta mostrando segni di correzione”, ha affermato a Bloomberg il chief market strategist di Miller Tabak, Matt Maley, secondo il quale il titolo è diventato “molto sopravvalutato”.

La rivista Barron’s ha titolato, con tono simile, che “tutto sta andando bene per l’azione Tesla, è il momento di venderla”. Nello specifico, ad aver colto abilmente lo spirito dei tempi e dell’avidità dei trader, sarebbe stata anche l’apertura, mercoledì scorso, di un nuovo profilo Twitter dedicato specificamente all’Ia: una mossa volta a valorizzare l’impegno di Tesla nell’elaborazione di sistemi di guida automatica.

L’analista automotive di Morgan Stanley, Adam Jonas, considerato il forte rally di Tesla ha deciso di annacquare la storica visione rialzista sul titolo, in un commento pubblicato il 22 giugno. Il nuovo prezzo obiettivo è stato abbassato a 250 dollari (più in basso dei 260 attuali) con un rating neutrale. Non sarebbe in altre parole un gran momento per incrementare, con ulteriori acquisti, l’esposizione sul titolo Tesla: “Anche se il team di Morgan Stanley ha sostenuto per tutto l’anno un rating overweight [raccomandazione d’acquisto] non vedevo questo rialzo del 111% da inizio anno in arrivo”.

“Anche se siamo d’accordo con i meriti della classificazione di Tesla come ‘azienda di Ia’, vorremmo invitare alla cautela nel raggruppare tutti gli aspetti dell’Ia in un unico secchio”, ha aggiunto Jonas nella sua nota, “di conseguenza, riteniamo che l’attuale valutazione di Tesla sia relativamente piena”.

Prima di Morgan Stanley, anche gli analisti di Barlclays aveno optato per un downgrade dell’azione Tesla sostenendo che “il recente rally del titolo può essere spiegato al meglio dall’attuale commercio tematico guidato dall’intelligenza artificiale, nonché dall’entusiasmo per i recenti annunci di apertura della rete di Supercharger di Tesla ad altri marchi”, come Rivian, ha dichiarato l’analista Dan Levy, “tuttavia, pur non essendo sorpresi che il titolo abbia partecipato al rally, riteniamo che sia prudente mettersi in disparte”.

Alcuni indicatori di analisi tecnica del titolo hanno cominciato a far vacillare le convinzioni su ulteriori slanci al rialzo di Tesla, ad esempio l’indice di forza relativa degli ultimi 14 giorni, ha ricordato l’agenzia Bloomberg. Il titolo, che nella seduta di venerdì a Wall Street è in calo di oltre due punti e mezzo, risulta complessivamente in fase di stallo: nelle ultime cinque sedute ha ceduto effettivamente l’1,3%. I commenti falco del presidente della Fed, Jerome Powell, che ha anticipato nuovi rialzi dopo la pausa decisa a giugno, non aiutano il gruppo di azioni caratterizzate da elevato debito (e potenziale di crescita) come Tesla – che beneficiano di condizioni di credito più favorevoli.

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“E’ difficile dire se il successo di Tesla sia stato sovradimensionato, considerando la sua natura volatile come titolo”, ha dichiarato il market analyst di eToro, Gabriel Debach, “è probabile che si possa assistere ad un rallentamento della crescita del titolo, anche se il giudizio medio degli analisti rimane positivo e inferiore alle quotazioni attuali. Ciò significa che potrebbero verificarsi dei nuovi upgrade che andrebbero a sostenere ulteriormente il titolo, come già accaduto in passato. Va inoltre sottolineato che il rapporto P/E (prezzo/utili) previsto per i prossimi 12 mesi si attesta a circa 69x, un valore decisamente superiore a quello del settore, e che evidenzia un’aspettativa ancora più elevata rispetto ad aziende come Nvidia, che beneficia del boom dell’intelligenza artificiale e presenta un rapporto P/E forward di circa 48x”.

Il comparto growth, slancio esaurito?

Secondo i dati di S&P indices, il comparto growth (che include le società tecnologiche innovative, ma non solo), che da inizio anno ha sovraperformato l’indice S&P 500 generale con una performance del 19%, contro il 14%. Tuttavia, da inizio giugno, i due indici si sono mossi in modo simile. Lo stesso indice value, da inizio giugno, ha sottoperformato di appena tre decimali l’indice growth – poco, considerando che fino a qualche settimana fa si sarebbero potute immaginare maggiori benefici dall’ipotesi di un tasso terminale Fed ormai raggiunto. In breve, il mercato aspetta di capire se nei prossimi mesi le tonalità falco, gli aumenti dei tassi, resteranno dominanti per la Fed.

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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