Tancredi il pittore, dall’esclusiva Guggenheim al mancato archivio

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Come muoversi quando si vuole vendere o comprare un’opera di artista moderno (“moderno” così come inteso dalle case d’asta) se non esistono archivi e/o fondazioni dedicate al suo lavoro? Il caso di Tancredi Parmeggiani, l’unico pittore italiano con il quale Peggy Guggenheim abbia firmato un contratto di esclusiva, insegna molto. Anche rispetto al lavoro meritorio di alcuni galleristi e collezionisti

Indice

La convinzione più diffusa è che il mercato dell’arte moderna presenti meno insidie e difficoltà di quello dell’arte antica. In effetti, almeno nella maggior parte dei casi, gli artisti sono tutelati da organismi ben strutturati e competenti, in grado di garantire l’autenticità di un’opera e di fornire tutte le informazioni relative alla storia e alla provenienza. Ci sono però degli artisti per i quali non esiste questo fondamentale punto di riferimento, fatto che non ha mancato di avere ripercussioni negative anche sul loro mercato. Questo è il caso di Tancredi Parmeggiani (Feltre, 25 settembre 1927 – Roma, 27 settembre 1964), l’unico pittore italiano con il quale Peggy Guggenheim abbia firmato un contratto di esclusiva.

Tancredi, Untitled, Diari paesani, 1961. Tutte le foto sono cortesia di Matteo Lampertico ML Fine Art

Il pittore Tancredi Parmeggiani e il problema del mancato archivio

Dopo la pubblicazione nel 1997 di un volume che Marisa Dalai Emiliani ha curato in modo impeccabile, infatti, gli eredi di Tancredi non hanno promosso la creazione di un archivio/fondazione dedicato alle sue opere. Per questo motivo chi intende commercializzare i suoi dipinti deve muoversi in modo autonomo, svolgendo ricerche sulla provenienza e sulla storia espositiva di ogni opera, soprattutto se non inclusa nella già citata monografia del 1997.

Tancredi, Evento solare, 1960

La scoperta di sei opere inedite, grazie a un minuzioso lavoro di ricerca

Nel breve video che qui accludo ho sintetizzato le ricerche che ho portato avanti negli ultimi dieci anni, a partire dalla mia mostra del 2001, in cui ho presentato per la prima volta un gruppo di sei opere inedite, ipotizzando che fossero state esposte nel 1958 presso la Saidenberg Gallery di New York. Grazie al fortunoso rinvenimento di un catalogo di questa mostra, nel quale un anonimo visitatore ha annotato meticolosamente il numero, l’epoca di esecuzione e la tecnica delle opere esposte, questa mia ipotesi ha preso ulteriore consistenza.

Tancredi, Untitled, 1957 ca.

Le scoperte più interessanti sono state tuttavia rese possibili grazie ad uno spoglio sistematico degli elenchi dei collezionisti e dei musei che già negli anni Cinquanta avevano acquistato un’opera di Tancredi. I loro nomi si possono infatti leggere nei cataloghi delle mostre che si tenevano presso la galleria del Cavallino prima ed in seguito presso la Galleria dell’Ariete.

Grazie a queste ricerche, è stato possibile individuare ben cinque quadri finora inediti, conservati in musei europei e americani. Anche le fotografie che furono scattate a Tancredi durante la sua vita, si sono rivelate particolarmente utili, in quanto hanno consentito di confermare in modo incontrovertibile l’autenticità di alcune opere che avevo esposto presso la mia galleria. Sono convinto che, negli anni a venire, verranno alla luce altri elementi utili a completare questo quadro ancora provvisorio, in attesa che finalmente si formi un organismo dedicato a questa finalità.

Tancredi Parmeggiani, noto semplicemente come Tancredi, è stato un pittore e artista di collage italiano. Noto per le sue opere liricamente astratte, Tancredi ha fatto parte del Movimento spaziale (1947-60), avviato da Lucio Fontana a Milano.

di Matteo Lampertico

Laureato in storia dell’arte, Matteo Lampertico ha lavorato per oltre dieci anni nella case d’asta, prima a Finarte e poi a Christie’s, come esperto di arte moderna e contemporanea. Nel 2007 ha aperto una galleria a Milano e nel 2015 uno spazio a Londra in Old Bond Street., con le quali ha partecipato ad alcune delle più importanti fiere del settore, sia in Italia che all’estero. Ha collaborato a lungo con il Giornale dell’arte , per il quale ha tenuto una rubrica specializzata sul mercato.

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