La raccolta netta del private banking rallenta il ritmo di crescita nel secondo trimestre, ma resta positiva e porta le masse totali gestite dal settore a 1.196 miliardi, in aumento del 2,2% rispetto a fine marzo e dell’8,5% da inizio anno. All’interno del dato, l’effetto mercato ha avuto un peso modesto (pari allo 0,3%, corrispondenti a 4 miliardi), mentre la raccolta netta è aumentata dell’1,5% (+18 miliardi) e un altro 0,3% è derivato dall’estensione a nuovi player nel campione osservato. Nel secondo trimestre, infatti, si sono unite al mercato Private nuove banche, per un controvalore pari a 28 miliardi di euro in termini di masse.
I dati del semestre, grazie a una prima parte dell’anno più esuberante, risultano ancora più favorevoli: da inizio anno le masse sono salite dell’8,5%, di cui un 2,7% riconducibile alla raccolta netta.
Il risparmio amministrato ora ha meno slancio
Fra le pieghe dei dati si scorge un’importante evoluzione nel secondo trimestre, in quanto la raccolta amministrata è cresciuta poco più di quella gestita, 2,6% contro 2,4%. È segno di un netto rallentamento nell’acquisto di Btp e altri titoli da parte dei clienti Private nel corso dell’anno: infatti, se l’orizzonte di osservazione si estende al primo semestre, includendo quindi anche i primi tre mesi del 2024, la crescita dell’amministrato supera di quasi due punti percentuali quella del gestito.
Nel dettaglio del secondo trimestre, la raccolta diretta cresce del 2,7% a 173 miliardi: un incremento distribuito in egual misura tra obbligazioni bancarie proprie (+2,5%) e liquidità (+2,7%), facendo rimanere stabile la composizione del comparto. La raccolta amministrata aumenta in maniera rilevante, trainata dai titoli a tasso fisso (obbligazioni +4,8% e titoli di stato +5%), mentre le azioni calano leggermente (-0,6%), perdendo 4 punti percentuali in 12 mesi in termini di peso sul comparto.
Nel secondo trimestre aumentano le masse soprattutto dei prodotti obbligazionari (+9,3 miliardi), seguiti dai fondi comuni (+5,7 miliardi) e dalle gestioni patrimoniali (+3,8 miliardi). Anche la liquidità torna a crescere (+4 miliardi), mentre i prodotti assicurativi vedono una variazione minima (+1,6 miliardi), seguita da quella di ETF/ETN/ETC (+1,4 miliardi). In leggera diminuzione, invece, le azioni (-0,8 miliardi).

La composizione del portafoglio dei clienti Private non ha subito nuove rivoluzioni in questo primo semestre, dopo le forti variazioni in favore dei bond osservate nel 2023: tutti i comparti crescono di circa il 2,5%, ad eccezione dell’assicurativo che si ferma a +0,7%. Nel secondo trimestre, in particolare, sono aumentate le masse delle obbligazioni (+9,3 miliardi), i fondi comuni (+5,7 miliardi), la liquidità (+4 miliardi) e le gestioni patrimoniali (+3,8 miliardi). Meno brillanti i +1,6 miliardi registrati dai prodotti assicurativi, mentre gli ETP hanno registrato un incremento di 1,4 miliardi.
Ad oggi, i fondi costituiscono il 22% del portafoglio Private, mentre le polizze vita valgono circa il 18%, la liquidità il 13%, così come le gestioni patrimoniali; i titoli di Stato si attestano all’11%, a pari quota con le azioni.
Per l’Associazione del Private Banking AIPB, è un bilancio di successo per la prima metà dell’anno, se si considera che l’obiettivo delle masse per fine dicembre era stato fissato a 1.184 miliardi, già superato. “Il Private Banking continua a crescere e si avvicina alla soglia dei 1.200 miliardi di masse, anticipando di sei mesi le aspettative per fine anno. Un risultato frutto di un modello di servizio distintivo e di successo, fondato sulla consulenza professionale e la centralità del Banker, come testimonia l’importante ingresso di nuovi player e una raccolta netta in forte aumento”, ha commentato Andrea Ragaini, Presidente dell’AIPB.

