Banche, ecco le più bacchettate dall’arbitro (Abf) nel 2024

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Nel 2024 l’Abf ha ricevuto circa 14.000 ricorsi da parte dei clienti, con un tasso di accoglimento del 48% e 16 milioni di euro riconosciuti in rimborsi

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Nel 2024 sono stati circa 14.000 i ricorsi presentati dai clienti all’Arbitro Bancario Finanziario (Abf) della Banca d’Italia per contestare le condotte dei propri istituti di credito. Nel 48% dei casi, la decisione è risultata favorevole al cliente: una percentuale che si è tradotta in 16 milioni di euro di rimborsi, di cui 10 milioni già effettivamente restituiti – in calo rispetto ai 17,3 milioni deliberati e ai 12,3 milioni effettivamente rimborsati nel 2023.

La flessione, ha spiegato l’Abf nella sua ultima relazione annuale, “è dovuta prevalentemente alle controversie sulla cessione del quinto, per le quali nel 2024 si è osservato un alto numero di inadempimenti alle decisioni”. Il ricorso all’Abf, infatti, non costituisce una via giudiziaria vincolante, ma rappresenta uno strumento di risoluzione stragiudiziale delle controversie pensato per ridurre il ricorso al contenzioso legale. Nella grande maggioranza dei casi, le banche si adeguano alla decisione dell’arbitro. Solo nel 2,8% dei casi si passa a un’azione giudiziaria successiva, e nel 95% delle situazioni è il cliente – e non la banca – ad adire il giudice civile.

Con quasi 4.800 istanze presentate nel corso dell’anno, pari al 34% del totale, la cessione del quinto dello stipendio o della pensione (CQS) si conferma la materia più ricorrente nei ricorsi all’Abf. Tuttavia, il volume del contenzioso in quest’ambito ha registrato una flessione del 19% rispetto all’anno precedente, anche in ragione di una minore incidenza di inadempimenti da parte degli intermediari.

In controtendenza, crescono del 18% i ricorsi relativi ai conti correnti, oggi pari al 12% del totale. Le contestazioni hanno riguardato in particolare operazioni fraudolente non autorizzate dai correntisti, ma anche questioni legate a successioni, chiusure o blocchi del conto. In forte aumento anche i ricorsi relativi ai bonifici, cresciuti del 64% e arrivati a superare le 1.000 unità, pari al 7% del totale.

Quanto all’esito delle controversie, la cessione del quinto conferma un tasso di accoglimento straordinariamente elevato: nel 2024, il 92% dei ricorsi si è concluso a favore del cliente, in linea con il 90% registrato l’anno precedente. All’opposto, i buoni fruttiferi postali (BFP) continuano a rappresentare la categoria con il più basso tasso di successo per i clienti: solo il 14% dei ricorsi è stato accolto o si è chiuso con un accordo, in calo rispetto al 23% del 2023.

Stabili invece le percentuali relative a bancomat e carte di pagamento (credito e debito), che hanno visto un esito favorevole o una cessazione della controversia nel 59% dei casi, rispetto al 63% dell’anno precedente. Più incerto l’esito nei casi di utilizzo fraudolento degli strumenti di pagamento: il 43% dei ricorsi è stato accolto, il 18% si è concluso con un accordo e il restante 39% è stato respinto.

Chi soccombe di più: il confronto tra i principali gruppi bancari

Guardando ai dieci gruppi bancari più coinvolti in termini di ricorsi presentati nel 2024, emergono forti differenze nei tassi di soccombenza. In testa per numero di casi si conferma Intesa Sanpaolo, con oltre 1.000 ricorsi, ma con un tasso di soccombenza contenuto al 47%. A sorprendere è invece IBL Banca, che pur registrando meno ricorsi (890) soccombe nel 97% dei casi, evidenziando una particolare esposizione nella gestione della cessione del quinto. Percentuali elevate anche per Santander Consumer Bank (88%) e La Cassa di Ravenna (98%), entrambe coinvolte in controversie dall’esito quasi sempre favorevole al cliente.

All’opposto, Findomestic – pur coinvolta in 370 ricorsi – ha visto respinto oltre metà dei casi, con una percentuale di soccombenza al 46%, in linea con Intesa e UniCredit. Tra le altre realtà rilevanti figurano Banco Desio (91% di soccombenza), Mediobanca (68%) e Banca Nazionale del Lavoro (58%), confermando come il tasso di accoglimento non dipenda solo dal numero di ricorsi ricevuti, ma anche dalla tipologia dei prodotti e dai comportamenti contestati.

Domande frequenti su Banche, ecco le più bacchettate dall’arbitro (Abf) nel 2024

Quanti ricorsi sono stati presentati all'Arbitro Bancario Finanziario (Abf) nel 2024?

Nel 2024, i clienti hanno presentato circa 14.000 ricorsi all'Arbitro Bancario Finanziario (Abf) per contestare le condotte dei propri istituti di credito. Questo dato indica un numero significativo di dispute tra clienti e banche gestite dall'organo di risoluzione stragiudiziale.

Qual è stata la percentuale di decisioni favorevoli ai clienti nel 2024?

Nel 2024, il 48% delle decisioni prese dall'Abf è risultato favorevole ai clienti. Questa percentuale si è tradotta in una somma considerevole di rimborsi deliberati a favore dei consumatori.

Qual è l'ammontare dei rimborsi deliberati e effettivamente restituiti nel 2024?

Nel 2024, sono stati deliberati 16 milioni di euro in rimborsi a favore dei clienti, di cui 10 milioni sono stati effettivamente restituiti. Si osserva una flessione rispetto all'anno precedente in termini di importi totali.

Come si confrontano i rimborsi del 2024 con quelli del 2023?

Nel 2024, i rimborsi deliberati sono stati 16 milioni di euro (10 milioni effettivamente restituiti), in calo rispetto ai 17,3 milioni deliberati e ai 12,3 milioni effettivamente rimborsati nel 2023. Questa diminuzione indica una tendenza al ribasso negli importi restituiti.

Qual è il ruolo dell'Arbitro Bancario Finanziario (Abf) della Banca d’Italia?

L'Arbitro Bancario Finanziario (Abf) della Banca d’Italia è l'organo a cui i clienti si rivolgono per presentare ricorsi e contestare le condotte dei propri istituti di credito. La sua funzione è quella di risolvere le controversie in modo stragiudiziale.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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