Proprietà, vantaggi e adozione delle valute digitali di Stato

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Sempre più banche centrali stando studiando la fattibilità di introdurre una propria Cdbc. Ecco le  proprietà, i vantaggi e lo stato attuale dell’adozione delle valute digitali di Stato

Indice

VisualCapitalist, sito di informazione economico finanziaria, ha prodotto un’infografica analizzando proprietà, vantaggi e adozione delle valute digitali di Stato, le Cbdc

Il 60% delle banche centrali sta conducendo esperimenti circa le Cbdc (dal 42% nel 2019) e il 14% di queste è già in fase di sviluppo e di adozione

Nel 1694, la Bank of England cambiò per sempre il sistema finanziario, introducendo un innovazione assoluta per quel tempo: la cartamoneta. Oggi dopo tre secoli, le banche centrali di tutto il mondo potrebbero essere vicine a una svolta della stessa portata, con l’implementazione delle Cbdc, acronimo che sta per central banking digital currency. Sulla falsariga dell’esplosione crittografica, le autorità monetarie hanno iniziato a sviluppare propri progetti di valuta digitale che potrebbero essere presto realtà. A fare il punto è un’infografica di VisualCapitalist.

L’Abc delle Cbdc

Per capire meglio cosa si intenda per Cbdc, è bene partire dalle sue proprietà. A livello di accessibilità, queste valute digitali, al pari del denaro, sono considerate ampiamente accessibili. Per quanto riguarda invece la forma, proprietà che incide sulla distribuzione e il potenziale di diluizione, le future valute saranno emesse completamente a livello digitale. Rispetto alle criptovalute cambia l’emittente. Se nel primo caso non ci sono affiliazioni governative, i Cbdc sono emessi dalla banca centrale e sostenuti dai rispettivi governi. Infine a livello tecnologico, gli attuali progetti di Cbdc si dividono in due categorie: quelli token-based e quelli account-based. Un Cbdc basato su token funziona come le banconote oggi, dove le tue informazioni non sono conosciute né necessarie al fine del pagamento. Una Cdbc basata sul conto, invece, richiede un’autorizzazione e dunque è più simile al pagamento con una carta bancaria.

I benefici dell’emissione di una Cbdc

Ci sono diversi vantaggi per quanto riguarda l’emissione di un Cbdc rispetto all’utilizzo di altre valute. In primo luogo, aiuterebbe a ridurre il costo dei pagamenti al dettaglio. Negli Stati Uniti questo costo è stimato tra lo 0,5% e lo 0,9% dei 20 mila miliardi di dollari di Pil del paese. Le valute digitali possono fluire molto più efficacemente tra le parti, aiutando a ridurre queste spese di transazione. In secondo luogo, gran parte della popolazione globale sono ancora considerate sprovviste di un conto bancario. In questo caso, un Cbdc apre alle persone la possibilità di accedere al sistema finanziario globale senza una banca. Ancora oggi, il 6% degli americani non ha un conto corrente. Altre motivazioni per un l’implementazione di una Cbdc sono afferenti a: stabilità finanziaria, maggiore sicurezza ed efficienza, limitazione della attività illecite, maggior velocità di trasmissione della politica monetaria.

Stato attuale delle Cbdc

Anche se l’adozione diffusa dei Cbdc è ancora lontana, si stanno facendo notevoli passi avanti in tal senso.

  • Gli 81 paesi che stanno valutando una sua adozione rappresentano il 90% del pil globale.
  • Negli ultimi 4 anni, la quota di banche centrali attivamente impegnate in tali progetti ha raggiunto l’86%
  • Il 60% delle banche centrali sta conducendo esperimenti sui Cbdc (dal 42% nel 2019) e il 14% di queste è già in fase di sviluppo
  • Le Bahamas sono uno dei cinque paesi che attualmente lavorano con un Cbdc – il Bahamian Sand Dollar.
  • La Svezia e l’Uruguay hanno mostrato interesse in una valuta digitale. La Svezia ha iniziato a testare una “e-krona” nel 2020, e l’Uruguay ha annunciato test per emettere pesos digitali uruguaiani già nel 2017.
  • La People’s Bank of China sta conducendo test Cbdc dall’aprile 2020. In tutto, decine di migliaia di cittadini hanno partecipato, spendendo 2 miliardi di yuan, e il paese è pronto per essere il primo a lanciare una Cbdc
  • La banca centrale del Regno Unito è meno ottimista sul lancio di una Cdbc nel prossimo futuro. La moneta digitale proposta, chiamata “Britcoin”, è improbabile che arrivi prima del 2025.

di Lorenzo Magnani

Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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