Gennaio 2026 segna un avvio d’anno articolato per il mercato delle polizze danni in Italia, con dinamiche differenziate tra i vari rami e un contesto ancora fortemente influenzato dall’inflazione residua, dall’aumento dei rischi climatici e dalla crescente sensibilità delle famiglie e delle imprese verso la protezione del patrimonio.
I primi dati di mercato indicano una crescita moderata delle sottoscrizioni complessive rispetto a gennaio 2025, ma con un cambio di composizione significativo all’interno del comparto. Il ramo auto continua a rappresentare la quota principale dei premi danni, ma mostra segnali di rallentamento in termini di nuove sottoscrizioni. Dopo gli aumenti tariffari degli ultimi due anni, legati al costo dei sinistri e dei ricambi, nel gennaio 2026 emerge una maggiore prudenza da parte delle famiglie, che tendono a rinnovare le coperture minime obbligatorie rinviando l’acquisto di garanzie accessorie.
La frequenza dei cambi di compagnia rimane elevata, segnale di una clientela sempre più attenta al prezzo e meno fidelizzata. Decisamente più dinamico il comparto delle polizze danni non auto, che registra una crescita superiore alla media. In particolare, le coperture per la casa e il patrimonio mostrano un aumento significativo delle nuove sottoscrizioni, trainate dall’attenzione ai rischi climatici estremi, agli eventi atmosferici intensi e ai danni da acqua.
Gennaio 2026 conferma una tendenza strutturale: la protezione dell’abitazione non è più percepita come accessoria, ma come elemento centrale della pianificazione finanziaria familiare. Buon andamento anche per le polizze infortuni e malattia, soprattutto nella componente individuale. Le famiglie, pur in un contesto di consumi ancora selettivi, mostrano una crescente propensione a coperture che tutelano il reddito e la capacità lavorativa.
Le sottoscrizioni risultano particolarmente concentrate nelle fasce di età centrali, con lavoratori autonomi e liberi professionisti che cercano soluzioni di protezione complementari rispetto al sistema pubblico. Sul fronte delle imprese, gennaio 2026 evidenzia una ripresa delle sottoscrizioni nei rami property e responsabilità civile, soprattutto tra le piccole e medie aziende. Il contesto economico incerto e la maggiore esposizione a rischi operativi spingono le imprese a rafforzare le coperture, anche se permane una forte attenzione ai costi e alle franchigie.
Cresce l’interesse per soluzioni modulari e personalizzate, capaci di adattarsi alle reali esigenze operative senza appesantire eccessivamente il bilancio. Dal punto di vista distributivo, continua a rafforzarsi il ruolo del canale bancario e digitale, soprattutto per le polizze danni retail a bassa complessità. Gennaio 2026 conferma che la banca viene sempre più percepita come punto di riferimento per una protezione integrata del patrimonio, mentre il digitale intercetta una clientela più giovane e price sensitive.
Nel complesso, l’andamento delle polizze danni a gennaio 2026 mostra un mercato in evoluzione: meno spinta sui prodotti obbligatori, più attenzione alla protezione consapevole. La crescita non è esplosiva, ma qualitativa, con un progressivo spostamento dalla logica del prezzo a quella del valore della copertura. Una tendenza destinata a consolidarsi nel corso dell’anno.

