I 7 segreti che rendono il vino un investimento*

Orazio Vagnozzi
Orazio Vagnozzi
2.8.2022
Tempo di lettura: 3'
Molti vini sono buoni, se non ottimi. Ma non tutti sono adatti per gli investimenti. Qui le caratteristiche irrinunciabili per fare un acquisto finanziariamente rilevante

Alla scoperta dei segreti che rendono il vino un investimento

1. Prestigio del brand e zona d’origine

Le regioni che producono in modo costante vini di alta qualità fanno nascere le opportunità di investimento più interessanti. Alle zone che tradizionalmente hanno prodotto vini da investimento, come Bordeaux e Borgogna, ultimamente si sono aggiunte Toscana, Piemonte e Napa Valley. Attenzione però, non bisogna generalizzare parlando solo di zone e denominazioni, perché all’interno di queste zone i vini da investimento sono poco più di una manciata di singoli brand. La buona notizia è che si tratta di un numero in aumento sia per quanto attiene le zone di produzione che per i brand che si stanno affermando, il che vuol dire che sapere interpretare e intercettare nuovi trend potrebbe dare grandissime soddisfazioni.

2. Potenziale di invecchiamento

Il vino evolve sin dalla sua nascita, passando per un eccezionale momento di maturità, fino ad arrivare ad un declino. Un ciclo che per la maggior parte dei vini è di pochi anni, ma che per certi vini, può essere di molti decenni. I grandi vini hanno l’incredibile qualità di reagire in modo estremamente positivo al processo di invecchiamento, una fase di maturazione che lentamente accompagna il vino per quello che per alcuni grandi vini è un lunghissimo periodo. Una condizione necessaria per un vino d’investimento è la sua ottima capacità di invecchiamento. 

3. Alti punteggi della critica

Un elevato punteggio assegnato a un vino dalla critica internazionale è un ingrediente determinante nel successo di un vino da investimento. Il punteggio delle guide internazionali è una conferma della qualità del vino. Inoltre molti critici si esprimono anche sulla capacità di invecchiamento dello stesso. Un elevato punteggio e una valutazione sulla grande longevità del vino sono parametri essenziali per gli investitori. 

4. Annata

Influenza notevolmente il valore del vino. Per ogni tipo di vino ci sono classificazioni delle annate tra quelle più o meno buone. Come regola da seguire a livello generale, i vini di grandi annate sono preferibili rispetto ad annate meno importanti. L’esperienza dimostra che a volte ci vuole tempo per giudicare un’annata e che le valutazioni iniziali spesso vengono smentite.

5. Rarità

Non basta che il vino abbia alti punteggi attribuiti dalla critica. È necessario che sia raro. Alla rarità contribuiscono due elementi: una produzione iniziale limitata e una progressiva rarefazione determinata dal consumo. Banalmente, le bottiglie di ogni vino di una determinata annata sono prodotte in numero chiuso e, poiché col tempo le bottiglie vengono aperte e consumate, si genera una naturale e progressiva diminuzione dell’offerta col passare del tempo. 

6. Quantità degli scambi

Non è sufficiente che un vino venga da un’azienda prestigiosa, sia raro, sia di ottima annata e abbia ricevuto alti punteggi. È importante che il vino sia desiderato e quindi scambiato. Analizzare quanto un vino sia scambiato può richiedere analisi di tipo specialistico, ma è possibile. Tra le fonti di informazione la più nota è il Liv-ex (che sta per London International Vintners Exchange), a cui si accede per abbonamento. 

7. Provenienza e conservazione della bottiglia

Last but not least: qual è il percorso che ha fatto la bottiglia dopo essere uscita dalla cantina del produttore? Come è stata conservata la bottiglia? Non sempre le bottiglie passano direttamente dalla cantina del produttore a quella del collezionista. Spesso una bottiglia è oggetto di molte transazioni con trasporti in tutto il mondo e permanenza in diverse cantine.

Una conservazione impropria può alterare drasticamente la qualità del vino e, col passare del tempo, potrebbe rovinare del tutto l’investimento fatto. Non solo, come abbiamo appreso anche dalla cronaca, il settore non è immune dalla piaga dei falsi. Se si vogliono evitare rischi è bene comprare i vini da venditori certificati o soggetti professionali che abbiano fatto un’analisi della provenienza e dello stato di conservazione delle bottiglie. La capacità di capire se il vino è stato conservato correttamente, senza contare il rischio di falsi, impone una valutazione fatta da esperti. Non è un caso che un vino nella sua confezione originale e proveniente direttamente dal produttore abbia più probabilità di spuntare prezzi più elevati.

*questo articolo è tratto da Investire in vino - Un guadagno da bere

Opinione personale dell’autore
Il presente articolo costituisce e riflette un’opinione e una valutazione personale esclusiva del suo Autore; esso non sostituisce e non si può ritenere equiparabile in alcun modo a una consulenza professionale sul tema oggetto dell'articolo. WeWealth esercita sugli articoli presenti sul Sito un controllo esclusivamente formale; pertanto, WeWealth non garantisce in alcun modo la loro veridicità e/o accuratezza, e non potrà in alcun modo essere ritenuta responsabile delle opinioni e/o dei contenuti espressi negli articoli dagli Autori e/o delle conseguenze che potrebbero derivare dall’osservare le indicazioni ivi rappresentate.
Direttore della sezione vini di Passione Gourmet e angel investor, Orazio, dopo oltre vent’anni come partner di una multinazionale della consulenza direzionale decide di dedicarsi al cibo ed al vino, le sue passioni. Autodidatta, degustatore professionista, ha frequentato dal 2002, quale membro del Grand Jury Européen, alcuni dei più noti esperti di vino del pianeta ed ha allestito negli anni una cantina che ospita 15.000 bottiglie. Effettua valutazioni di bottiglie pregiate e nel tempo libero ama condividere con gli amici i vini della sua cantina.

Cosa vorresti fare?

X
I Cookies aiutano a migliorare l'esperienza sul sito.
Utilizzando il nostro sito, accetti le condizioni.
Consenti