Torna Barolo en primeur, l’asta benefica dove il vino è protagonista

Giulia Bacelle
Giulia Bacelle
30.9.2022
Tempo di lettura: 3'
L’asta benefica Barolo en primeur scalda i motori (o meglio, affina i palati) per la seconda edizione. Alcune novità, insieme ad altrettante riconferme, caratterizzano l’iniziativa solidale

Tra poco meno di un mese, nelle sale del Castello di Grinzane Cavour, tra i dolci e brumosi pendii delle Langhe, un’eccellenza del made in Italy verrà battuta all’asta da Christie’s. Sullo sfondo, i colori dorati dell’autunno; in sala, quelli dai toni granati di uno tra i migliori fine wine italiani. Ad ammaliare i partecipanti (filantropi, collezionisti, investitori e cultori), presenti sia in sala che nella sede newyorkese della casa d’aste tramite diretta, una danza di offerte e controfferte dall’unico obiettivo: raccogliere quanti più fondi possibile da devolvere a progetti e iniziative di utilità sociale, alcuni selezionati dagli organizzatori, altri scelti dagli stessi benefattori. 


Quella che andrà in scena il prossimo 28 ottobre sarà infatti la seconda edizione di Barolo en primeur, primo e unico progetto in Italia che intreccia il vino ai valori della solidarietà, del territorio, dell’arte e della finanza sociale, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo in collaborazione con la Fondazione CRC Donare e il Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani. I protagonisti della serata? Il Barolo, per l’occasione appunto en primeur (ovvero, ancora in affinamento), ma anche il territorio che ne rende possibile la produzione, le Langhe-Roero e Monferrato, dal 2014 patrimonio mondiale Unesco. 


La gara di beneficienza coinvolgerà 15 barriques (di cui una andrà all’incanto il prossimo 13 novembre nel corso dell’Asta Mondiale del Tartufo Bianco di Alba, in contemporanea con Hong Kong) della vendemmia 2021 di Vigna Gustava, vigneto di proprietà della Fondazione CRC dal 2019 e già amato possedimento del Conte Camillo Benso di Cavour, situato alle pendici del Castello di Grinzane Cavour. Nel 2025, al termine di un passaggio obbligatorio in legno lungo 48 mesi, da ciascuna barrique sarà possibile ricavare 300 bottiglie. Le bottiglie che ne deriveranno saranno quindi non solo limitate nel numero, ma presenteranno anche delle caratteristiche peculiari, che non troveranno riscontro in nessun’altra bottiglia in futuro in virtù di un apposito metodo di coltivazione, maturazione, vinificazione e affinamento, oltre che delle diverse particolarità delle quattro macro-particelle di terreno in cui è suddivisa la vigna Gustava. Non solo barriques, tuttavia: novità assoluta dell’edizione 2022 è infatti la possibilità per i partecipanti di sfidarsi anche per circa 1200 bottiglie en primeur di Barolo e Barbaresco (sempre di vendemmia 2021) in esclusivi formati da collezione, messe a disposizione da oltre 70 produttori locali e raggruppate in 10 lotti comunali. In questo modo, il progetto di Barolo en primeur si rende accessibile a una più ampia platea di donatori. I proventi dei lotti comunali saranno devoluti alla Scuola Enologica di Alba, che da sempre utilizza la vigna Gustava per la formazione sul campo dei nuovi talenti dell’enologia italiana. 


Così, i più fortunati potranno non solo partecipare a un’esclusiva iniziativa benefica, ma anche aggiudicarsi prodotti di prestigio, destinati ad accrescere il proprio valore sia dal punto di vista qualitativo che economico. Inoltre, tutte le bottiglie, sia provenienti dalle barriques che dai lotti comunali, saranno impreziosite da un’esclusiva etichetta d’artista raffigurante la “Rosa del Terzo Paradiso”, opera disegnata ad hoc dal biellese Michelangelo Pistoletto, tra i principali artisti italiani e protagonista del movimento dell’arte povera, fervente corrente artistica che vide protagonista la natura (e il Piemonte) negli anni Sessanta. Pistoletto raccoglie l’eredità di Giuseppe Penone, artista torinese anch’esso esponente dell’arte povera, coinvolto nell’edizione 2021 di Barolo en primeur. 


A rendere ancora più preziosa la materia prima sarà una squadra d’eccezione, che si riconferma dopo la strepitosa edizione 2021: lo scorso ottobre, infatti, Barolo en primeur aveva raccolto 666 mila euro, che erano stati in seguito devoluti a 17 cause benefiche. A partire da Donato Lanati, l’enologo-scienziato che, insieme al suo Laboratorio ENOSIS Meraviglia, ha guidato l’intero percorso tecnico delle 15 barriques di Barolo. Ritorna inoltre anche Antonio Galloni, wine critic e Ceo di Vinous, in sala a New York il 28 ottobre, che presenterà in video le singole caratteristiche e le differenze delle barriques (cui ha già affidato un punteggio medio che va da 92 a 94 su 100). Tornerà infine anche l’abilità di banditore e la magia di Cristiano De Lorenzo, Direttore di Christie’s Italia


La base d’asta per le barriques sarà definita a ridosso dell’evento (lo scorso anno era stata fissata a 15 mila euro), mentre per i lotti comunali questa varierà dai 2 mila ai 18 mila euro. Così come lo scorso anno, la Fondazione CRC Donare si prenderà carico di tutte le spese relative alle donazioni. 




Clicca qui per scoprire le particolarità delle barriques e dei singoli lotti

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