L’innovazione non come traguardo fine a se stesso, ma come percorso per mettere la tecnologia al servizio delle persone e della relazione unica tra private banker e cliente. È questa la bussola che guida il viaggio di Banca Generali nello sviluppo e implementazione di soluzioni di digital banking a supporto della rete di consulenza, tra cui quelle basate sull’Intelligenza Artificiale.
Ultimo passo di questo cammino è la versione aggiornata dell’app mobile banking, lanciata a inizio 2026 per offrire alla clientela uno strumento sempre più veloce, intuitivo e centrato sulle esigenze dell’utente. L’applicazione è stata rinnovata, riprogettando l’interfaccia per permettere ai clienti maggior personalizzazione. Sempre al centro la sicurezza, con il nuovo sistema di Mobile Token per un’autenticazione avanzata, integrata con sistemi biometrici, assicurando un approccio conforme ai più alti standard di cybersecurity e privacy.
Il lancio dell’App si inserisce nel più ampio percorso di innovazione della banca del Leone, che ha come obiettivo l’utilizzo di soluzioni digitali avanzate al servizio dei banker.
“Alla base del private banking ci sono i clienti, le loro storie, famiglie e il rapporto di fiducia che costruiscono negli anni con il professionista che sta al loro fianco”, spiega Riccardo Renna, Chief Operation Officer & Innovation di Banca Generali, sottolineando come “in Banca Generali crediamo che l’utilizzo di queste tecnologie e dell’Intelligenza Artificiale nella nostra industria debba essere diretto a rafforzare questi paradigmi di centralità delle persone, non a sostituirsi ad essi”.
In particolare, nell’uso dell’ultima frontiera del settore, l’AI, il viaggio della private bank del Leone già oggi sta modificando il modo in cui i servizi di private banking vengono erogati.
“Abbiamo iniziato innovando le piattaforme interne, attraverso cui i consulenti si interfacciano con la struttura di banca, per passare alle soluzioni in grado di liberare tempo, migliorare l’efficienza e consentire ai professionisti di fornire un servizio più completo, personalizzato e tempestivo alla clientela”, prosegue Renna.
La banca ha adottato un approccio sistemico, mettendo a disposizione del personale Microsoft Co-Pilot, l’assistente progettato per aiutare le aziende a migliorare produttività ed efficienza.
Parallelamente, “l’utilizzo integrato degli strumenti più avanzati e dell’Intelligenza Artificiale all’interno delle reti di consulenza richiede un cambiamento di mentalità”, sottolinea il manager.
Per realizzare questo progresso culturale la banca del Leone ha tracciato un percorso di change management interno, promuovendo l’utilizzo degli strumenti AI per svolgere anche attività quotidiane più generiche, non solo strettamente operative, promosso academy interne, creato una rete di AI Ambassador tra i dipendenti e organizzato hackaton.
Per formare i private banker, Banca Generali si è avvalsa di una metodologia integrata, che considera le peculiarità del settore e le specifiche necessità della professione.
“Il nostro scopo finale non è fare dei consulenti degli esperti di machine learning o data science, ma dare loro gli strumenti adeguati a formulare domande pertinenti all’AI e valorizzarne l’analisi. Il tutto a vantaggio della relazione e del servizio al cliente”, spiega Renna.
Il primo passo in questa direzione è stato quello di fornire un supporto all’operatività quotidiana, con lo sviluppo di strumenti e applicazioni per aiutare nelle attività giornaliere. Dalla piattaforma di consulenza costruita interamente in house, agli strumenti di supporto per gestire digitalmente i processi operativi, fino alle soluzioni per le simulazioni di portafogli e informazioni sui prodotti.
Da ultima, è arrivata GRACE, un chatbot sviluppato internamente per assistere i professionisti della rete di Banca Generali nel reperire rapidamente informazioni e dati, liberando tempo da dedicare alla consulenza personalizzata.
“Vogliamo affiancare e aiutare i private banker in tutti i momenti della giornata, dalla raccolta di informazioni, all’organizzazione pratica del calendario, passando per la gestione operativa, affinché l’AI diventi un alleato quotidiano nella relazione con il cliente”, prosegue Renna.
La stella polare di questo percorso di innovazione, per Banca Generali, è la consapevolezza che l’AI permette di raccogliere e analizzare un enorme volume di dati in tempi brevi, ma solo un consulente formato e di esperienza potrà interpretare e sfruttare tali informazioni nella quotidianità.
“Le soluzioni di AI permettono di offrire servizi altamente personalizzati, rafforzando la fiducia tra il banker e il cliente”, spiega il manager, indicando come gli strumenti possano fornire una visione completa del patrimonio familiare, interpretano i comportamenti dei clienti e facilitano strategie di marketing più precise, utilizzando ad esempio dati sui consumi.
“Questo permette di disporre di più risorse per comunicare in modo più efficace e diretto”, precisa Renna.
Esempi possibili sono la preparazione di briefing e reportistica in modo automatico, un rendiconto delle posizioni di portafoglio in cui le scelte d’investimento sono analizzate in modo più approfondito in base al profilo del cliente. L’elenco di possibili applicazioni è ancora più lungo e coinvolge potenzialmente anche la gestione del rischio e, in futuro, il supporto alla gestione di portafoglio.
Tuttavia, quando si naviga uno scenario denso di incertezze e variabili come quello dei mercati, “è insostituibile la capacità di interagire con le persone in modo tempestivo e su misura, adattando offerta e consulenza ai bisogni specifici. Un’attività in cui la capacità di relazione umana di un professionista del private banking è ancora insostituibile”, conclude Renna.
(Articolo tratto dal magazine n.87 di febbraio 2026 di We Wealth)
