Messina (Isp): “Noi, leader pure nel wealth con 900 mld di raccolta”

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Foto in bianco e nero di Carlo Messina, ceo di Intesa Sanpaolo.

“Con un utile netto di 8,7 miliardi di euro abbiamo appena concluso il miglior anno di sempre”, afferma il ceo di Intesa Sanpaolo. E alza ancora gli obiettivi per il 2025. Intanto, la divisione dedicata al wealth management tiene la leadership di raccolta e guarda al futuro con fabbriche prodotto “interamente controllate”

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Intesa Sanpaolo «ha chiuso il miglior anno di sempre» con un utile netto di 8,7 miliardi di euro, comunica il ceo Carlo Messina. Numero destinato a superare i 9 miliardi di euro nel 2025, secondo le previsioni. Un risultato cui ha contribuito anche l’eccellente performance della divisione wealth management, protection & advisory (nata a inizio 2024), capace di incamerare 900 miliardi di euro fra raccolta diretta e risparmio amministrato della clientela. Il wealth management ha fra l’altro avuto un forte impatto sulla voce commissioni, in aumento del 9,4% rispetto al 2023. In dettaglio, le commissioni sono cresciute del 12,5% per le attività di gestione, intermediazione e consulenza (risparmio gestito, prodotti assicurativi, collocamento titoli).

Nel suo discorso di presentazione dei risultati alla stampa, Messina ricorda che Isp si colloca in una posizione di leadership nell’attività di wealth management grazie a «una serie di fattori abilitanti» quali gli «strumenti digitali d’eccellenza», le «distintive reti di consulenza» (17.000 persone dedicate, che diventeranno 20.000 entro il 2027), nonché «fabbriche di prodotto assicurative e dell’asset management interamente controllate per circa 1.400 miliardi di euro di aum presso il gruppo. Alla struttura “Wealth Management Divisions” riportano le preesistenti divisioni Private Banking, Asset Management e Insurance. Lo scopo è quello di avere un presidio unitario delle attività di wealth management, con l’obiettivo di accelerarne la crescita e favorire una maggiore integrazione delle fabbriche prodotto. Carlo Messina presiede direttamente la cabina di regia “Fees & Commissions”, che Isp ha costituito nel primo trimestre 2024 con il fine di aumentare i ricavi da commissioni di tutte le divisioni del gruppo.

Carlo Messina (Isp) sul risiko bancario in corso: “Non siamo interessati alla confusione del mercato”

Inevitabile il commento sulle mosse attualmente in atto nello scacchiere bancario italiano. Il ceo di Intesa Sanpaolo ribadisce che il gruppo non è più intenzionato a operazioni di acquisizione e di «non essere interessato alla confusione del mercato». Ha aggiunto poi che «quella che hanno lanciato (Mps su Mediobanca, ndr) è un’operazione di mercato» e che «il mercato è decisivo salvo considerazioni che riguardano la Vigilanza». Il numero uno di Intesa Sanpaolo poi si dice «non preoccupato della presenza dello Stato in uno di questi operatori», anche se poi, a tendere, la presenza dello Stato «dovrebbe tendere a essere ridotta il più possibile». In quanto «devono essere gli investitori a giudicare la bontà del progetto».

Passando dal lato degli azionisti, Messina comunica che, con la loro approvazione, Isp lancerà un nuovo programma di riacquisto di azioni proprie da due miliardi di euro. Aggiunge inoltre: «Abbiamo già distribuito 24,6 miliardi di euro agli azionisti (2021-2024), contro i 22 miliardi di obiettivo per il periodo dell’intero piano d’impresa 2022-2025. Per il 2025 prevediamo una distribuzione di oltre 6 miliardi di euro in dividendi cash. Inoltre, ci sarà un’ulteriore distribuzione da quantificare alla fine dell’anno». Poi sottolinea che la banca sta generando «sinergie significative facendo leva sul nostro potenziale interno, senza il bisogno di acquisizioni che comportano rischi di esecuzione, l’assorbimento di tempo manageriale e ritardi tecnologici dovuti all’integrazione dei sistemi. Allo stesso tempo siamo in grado di attrarre talenti».

Non solo finanza

Infine l’amministratore delegato di Ca’ de Sass ricorda che la solida performance societaria permette al gruppo di supportare la lotta a povertà e disuguaglianze. «Nel 2024 abbiamo ulteriormente rafforzato la nostra posizione ai vertici mondiali per impatto sociale con 340 milioni di euro di contributo investito». Gallerie d’Italia restano il fiore all’occhiello di tutto il gruppo Intesa Sanpaolo. Con le sue quattro sedi e una superficie complessiva di 30.000 metri quadrati, il museo di Intesa Sanpaolo a Milano, Napoli, Torino e Vicenza, ha avuto 754.000 visitatori nel 2024, per un totale di quasi due milioni di persone dal 2022.

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

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