Le metriche di valutazione: un termometro per la selezione delle azioni

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Immagine divisa con una sezione verde acqua a sinistra che mostra il logo Agorà e il testo "MAURIZIO CASALINI in collaborazione con Pietro Tracanzan", e un ritratto in bianco e nero di un uomo in giacca e cravatta a destra.

Di Pietro Tracanzan e Maurizio Casalini.

Nell’universo degli investimenti, la selezione delle azioni richiede un metodo rigoroso e un’analisi approfondita. La valutazione di un’azienda è un passaggio cruciale per determinare se le sue azioni sono correttamente prezzate rispetto ai suoi fondamentali. Questo processo consente di stimare il valore intrinseco di un’azienda e confrontarlo con il prezzo di mercato, evitando di pagare un premio eccessivo per un’azione sopravvalutata o, al contrario, cogliendo opportunità su titoli sottovalutati. La valutazione si basa su un insieme di metriche finanziarie che permettono di analizzare redditività, efficienza operativa e prospettive di crescita futura. Queste analisi, inoltre, aiutano a mitigare i rischi legati a bolle speculative o a eccessi di pessimismo del mercato. In Absolute Family Office, il processo di valutazione dei titoli si fonda su metriche chiave che ci permettono di individuare opportunità di valore sostenibile nel tempo. Tra gli indicatori principali, il Price/Earnings (P/E), l’Enterprise Value/EBITDA (EV/EBITDA) e il Price/Earnings to Growth (PEG) rappresentano strumenti essenziali per valutare il valore di un’azienda e il suo potenziale di crescita. Il coefficiente Beta e il calcolo del target price attraverso il Discounted Cash Flow (DCF), inoltre, svolgono un ruolo cruciale nell’analisi del rischio e nella definizione delle strategie di investimento.

P/E trailing e forward: una visione comparativa

Il rapporto Price/Earnings (P/E) misura il prezzo di un’azione rispetto agli utili per azione (EPS) dell’azienda. In Absolute Family Office, analizziamo sia il trailing P/E (EPS dei 12 mesi passati), basato sugli utili passati, sia il forward P/E (EPS stimato per i prossimi 12 mesi), che si fonda sulle stime future. Un P/E contenuto rispetto alla media di settore può indicare un titolo sottovalutato, ma è fondamentale contestualizzarlo con il tasso di crescita degli utili e la qualità del business sottostante. Il P/E medio dell’intero mercato permette agli investitori di capire qual è il livello di sottovalutazione/sopravalutazione del mercato. Un P/E forward strutturalmente sopra la media storica ha sempre puntualmente indicato in anticipo bolle speculative come la bolla dot-com del 2000 e la bolla post covid nel 2021.

EV/EBITDA: valutare la capacità operativa

L’EV/EBITDA è una metrica fondamentale per valutare la redditività operativa di un’azienda indipendentemente dalla sua struttura di capitale. A differenza del P/E, che può essere influenzato dalla leva finanziaria, l’EV/EBITDA fornisce un’indicazione più chiara della generazione di cassa operativa. In Absolute Family Office, preferiamo aziende con multipli EV/EBITDA competitivi rispetto ai peer, specialmente se supportati da solidi fondamentali e prospettive di crescita. L’Enterprise Value è calcolato come la somma tra la capitalizzazione di mercato e il debito al netto della liquidità in cassa: una rappresentazione veritiera del valore e della capacità di investimento dell’azienda.

PEG: il valore della crescita

Il Price/Earnings to Growth (PEG) è un affinamento del P/E che incorpora il tasso di crescita degli utili nei 5 anni a venire. Un PEG inferiore a 1,2 può segnalare un’opportunità di acquisto, indicando che l’azienda cresce a un ritmo superiore rispetto alla sua valutazione di mercato. Tuttavia, è essenziale considerare la sostenibilità della crescita. A livello operativo, ci focalizziamo su aziende con un PEG favorevole ma con modelli di business solidi e vantaggi competitivi duraturi.

Il ruolo del Beta nella selezione delle azioni

Il Beta è un indicatore del rischio sistematico di un titolo rispetto al mercato. Un Beta inferiore a 1 suggerisce un titolo meno volatile del mercato, mentre un Beta superiore indica una maggiore sensibilità agli andamenti di mercato, riferendosi nella maggior parte dei casi ad aziende cicliche con alta leva operativa. Nella nostra filosofia di investimento, il Beta viene analizzato in relazione al profilo di rischio-rendimento dell’investitore e alla stabilità finanziaria dell’azienda. L’equity beta riflette la rischiosità del business model e della struttura di capitale.

DCF: uno strumento chiave per il target price

Infine, la determinazione del target price attraverso il metodo del Discounted Cash Flow (DCF) è una pratica importante nella nostra analisi. Il DCF consente di stimare il valore intrinseco di un’azienda scontando i suoi flussi di cassa dei prossimi 5 o 10 anni, tenendo conto del costo del capitale e del rischio associato. Questo approccio permette di identificare se un titolo è scambiato a sconto o a premio rispetto al suo valore fondamentale, supportando decisioni di investimento consapevoli. Un prerequisito fondamentale nella redazione del DCF è un’approfondita analisi del business model e del settore di riferimento, utile nella stima dei flussi di cassa futuri.

In Absolute Family Office, la selezione azionaria è guidata da un’analisi rigorosa e dall’utilizzo di metriche di valutazione avanzate. Il nostro obiettivo è individuare aziende che non solo presentano valutazioni attraenti, ma che siano anche in grado di generare valore nel lungo termine, in un contesto di rischio controllato e strategia di investimento ben definita.

Domande frequenti su Le metriche di valutazione: un termometro per la selezione delle azioni

Qual è lo scopo principale della valutazione di un'azienda secondo l'articolo?

La valutazione di un'azienda serve a determinare se le sue azioni sono correttamente prezzate rispetto ai suoi fondamentali. Questo processo permette di stimare il valore intrinseco dell'azienda e confrontarlo con il suo prezzo di mercato.

Cosa si intende per 'valore intrinseco' di un'azienda nel contesto della selezione azionaria?

Il valore intrinseco rappresenta il valore reale di un'azienda, basato sui suoi fondamentali economici e finanziari. Confrontare questo valore con il prezzo di mercato è fondamentale per evitare decisioni di investimento errate.

Quali sono i rischi che si evitano attraverso un'analisi di valutazione rigorosa?

Un'analisi di valutazione rigorosa aiuta a evitare di pagare un premio eccessivo per azioni sopravvalutate. Permette inoltre di identificare opportunità di acquisto quando le azioni sono sottovalutate rispetto al loro valore intrinseco.

Perché la valutazione è considerata un passaggio cruciale nella selezione delle azioni?

La valutazione è cruciale perché fornisce una base oggettiva per decidere se un'azione è un buon investimento. Senza questa analisi, si rischia di basare le decisioni su percezioni errate del mercato o su informazioni incomplete.

Quali sono i requisiti fondamentali per una corretta selezione delle azioni secondo l'articolo?

La selezione delle azioni richiede un metodo rigoroso e un'analisi approfondita. La valutazione dell'azienda, intesa come stima del suo valore intrinseco, è un passaggio essenziale in questo processo.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Maurizio Casalini

Maurizio Casalini è nato a Bari il 26 agosto 1965. Nel 1990 si laurea in Economia presso l’Università di Bari e dal 1991 al 1992 frequenta il Master International Business presso il Consorzio Mib di Trieste.

 

Dopo una breve esperienza come analista fidi in Banca d’America e d’Italia, nel 1992 entra in un primario studio professionale a Treviso. Dal 1994 al 1995 è consigliere delegato di Fiduciaria Sant’Andrea (Gruppo Deutsche Bank).

Nel 1999 fonda lo studio legale tributario Casalini & Zambon a Vicenza, di cui è attualmente partner. Contemporaneamente, dal 1999 al 2002 è professore a contratto di Gestione Finanziaria e Valutaria presso la facoltà di economia dell’Università di Bari. Negli anni dal 2002 al 2008 riveste vari ruoli all’interno del Gruppo Banco Popolare (oggi BancoBpm), tra cui Amministratore Delegato di Aletti Fiduciaria.

 

Nel 2010, a seguire il crack di Lehman Brothers e le difficoltà del sistema bancario, fonda A.B. Solute Family Office, assumendone il ruolo di presidente del Cda. Attività, tra le tante, oggi principale. Nel 2013 viene nominato consigliere di amministrazione di Banca Popolare di Marostica, diventandone poi vicepresidente nel 2014. Sempre sostenitore dell’importanza della formazione, è stato prima formatore interno per il personale del Gruppo Deutsche Bank e poi di Banca Aletti.

 

Dal 2001 è docente presso la Fondazione Cuoa nella faculty dell’Mba per Imprenditori (Mapi) e della divisione Finance, in materia di diritto degli intermediari finanziari, fiscalità, pianificazione e protezione patrimoniale.

Dal 2018 membro del consiglio direttivo dell’associazione Il Trust in Italia. Relatore in conferenze e autore di varie pubblicazioni di diritto societario, diritto tributario, trust e attività fiduciaria.

 

Sposato dal 1999 con Elena, ha un figlio di 22 anni. Da giovane ha sempre praticato sport a livello agonistico (pallavolo ed equitazione). Attualmente dedica il suo tempo libero alla sua moto e alla vela. Nel 2014 ha attraversato l’oceano Pacifico in barca a vela, 3.000 miglia no stop senza scalo. Ama il buon vino, il buon rhum e i sigari Habana.

Email: [email protected]

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