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Colloqui di lavoro 3.0: chi recluta nel metaverso (e come funziona) | WeWealth

Colloqui di lavoro 3.0: chi recluta nel metaverso (e come funziona)

Rita Annunziata
28.2.2023
Tempo di lettura: 3'
PwC scommette sul metaverso per attrarre nuovi talenti. Ecco come cambiano i colloqui di lavoro. E quali sono le altre aziende che hanno già puntato sulle “selezioni” virtuali

Luca Ruggi, PwC: “Il nostro modello di recruiting non rende mai preponderante la tecnologia rispetto alle interazioni umane ma ne è complementare e le integra”

Attraverso l’utilizzo di visori e joystick, i candidati potranno muoversi in uno spazio virtuale, prendere appunti ed esprimere le proprie reazioni attraverso l’utilizzo di emoji

Nel 2022 anche Crédit Agricole Vita Assicurazioni aveva iniziato a sperimentare una soluzione di recruitment nel metaverso

Sedersi virtualmente al tavolo con un potenziale cliente e mettere alla prova le proprie conoscenze in fase di colloquio di lavoro? Nel metaverso si può. PwC ha lanciato un nuovo iter di selezione per entrare in contatto con i professionisti del futuro, attrarre nuovi talenti, migliorare l’immagine del brand e trasformare il ruolo dei professionisti delle risorse umane in chiave digitale. Un progetto, in fase di sperimentazione, che consiste in un processo di recruiting ibrido che si svolge in parte nel metaverso e in parte direttamente nelle sedi della società di revisione. Ecco come funziona. E quali sono le altre aziende che hanno già scommesso sulle “selezioni” virtuali.


“Abbiamo scelto di portare i nostri processi di assunzione anche sul metaverso perché nell’ultimo anno abbiamo dato il benvenuto a circa 3mila colleghi, di cui la maggior parte sono brillanti neolaureati provenienti dalle principali università del territorio nazionale”, spiega Luca Ruggi, hr director di PwC Italia. “È chiaro che il metaverso risulta a tutti gli effetti uno strumento efficace per entrare in dialogo con le nuove generazioni. Il nostro modello di recruiting, tuttavia, non rende mai preponderante la tecnologia rispetto alle interazioni umane ma ne è complementare e le integra. Sfruttando al massimo le nostre conoscenze e competenze in ambito tecnologico, raggiungiamo con maggior successo il nostro scopo: incontrare i giovani talenti e testare le loro skill, in un ambiente virtuale ma realistico, sottoponendoli a dei veri e propri business case da risolvere”. Un modo, continua, anche per aiutarli a orientarsi nella realtà lavorativa attraverso una modalità “decisamente più innovativa ed esperienziale”.


PwC scommette sul metaverso: come avviene la selezione

Il nuovo processo di recruiting nel metaverso consente ai candidati di vivere una tipica giornata di lavoro nella società di consulenza, interagendo con un potenziale cliente e confrontandosi nel concreto nella risoluzione di un business case. Nel dettaglio, attraverso l’utilizzo di visori e joystick, potranno muoversi in uno spazio virtuale, sedersi, prendere appunti ed esprimere le proprie reazioni attraverso l’utilizzo di emoji. Inizialmente, avranno a disposizione 15 minuti per creare il proprio avatar e compiere i primi passi nel metaverso, per poi sedersi virtualmente al tavolo con un cliente impersonato da un collega esperto. Rivestendo i panni di membri del team del progetto, potranno raccontare le proprie esperienze per poi presentare una soluzione relativa al caso discusso anche tramite la proiezione di slide.



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Le altre aziende (anche in finanza) che reclutano nel metaverso

Il caso di PwC non resta tuttavia isolato. Come annunciato nell’ottobre 2022 da Adnkronos, anche Crédit Agricole Vita Assicurazioni aveva iniziato a sperimentare una soluzione di recruitment nel metaverso. Un progetto pilota, spiegava Alessandro Castelli, direttore hr e comunicazione di Crédit Agricole Vita Assicurazioni, per “testare l’uso di questa nuova tecnologia” integrandola nei processi core dell’azienda. In quel caso, non era necessario scaricare software aggiuntivi o indossare i visori, ma era sufficiente che i potenziali candidati disponessero di un pc, un tablet o uno smartphone per creare il proprio avatar e presentarsi negli uffici virtuali della società. Un altro esempio è quello di Carrefour, che lo scorso anno ha acquistato un terreno virtuale su The Sandbox creando un campus in cui le persone in cerca di lavoro potevano interagire, entrare in contatto con l’azienda e sostenere colloqui. Per attrarre la Generazione Z (i nati tra il 1997 e il 2012) Capgemini Invent ha invece lanciato la METavers talent experience, ponendo i candidati di fronte alla risoluzione di diverse sfide legate alla sostenibilità per valutarne la capacità di lavorare in team anche a distanza.

Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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