Finint Private Bank entra nella capogruppo: wealth asse strategico

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Un uomo anziano con gli occhiali e un completo si trova all'aperto, rivolto verso la macchina fotografica e con un leggero sorriso. L'immagine è in bianco e nero, con alberi e un sentiero sfocati sullo sfondo.

Finint integra la Private Bank nella capogruppo e accelera sul wealth management, aggiornando il piano strategico con nuovi obiettivi al 2026.

La luce verde della Banca d’Italia era l’ultimo tassello mancante: entro fine novembre Finint Private Bank confluirà all’interno della capogruppo, prendendo forma come divisione interna guidata dall’attuale ad Paolo Tenderini. “Con questa fusione, il Gruppo Banca Finint compie un passo decisivo verso la costruzione di una realtà sempre più integrata – afferma il presidente Enrico Marchi (in foto) – l’integrazione delle diverse competenze e strutture aziendali dà slancio a un modello operativo unitario, capace di rafforzare la nostra capacità di governo strategico e di rispondere in modo ancora più rapido, efficiente e sostenibile alle esigenze di clienti e partner”.

Un’evoluzione sostenuta da numeri in accelerazione: nel primo semestre 2025 il Gruppo ha registrato un margine di intermediazione di 71,5 milioni di euro (+3%), con un margine finanziario in crescita del 240% e commissioni a 51 milioni (71% del totale). Gli attivi in gestione e consulenza hanno raggiunto 12,9 miliardi, di cui 5,7 miliardi nell’asset management, 4,3 nel private banking e 3 miliardi nella consulenza istituzionale. La solidità patrimoniale resta elevata, con un Total Capital Ratio al 16,3%, un Liquidity Coverage Ratio al 177% e un Net Stable Funding Ratio al 145%.

Oltre all’efficienza operativa, la fusione consentirà una maggiore focalizzazione sulle attività di private banking, integrando le rispettive reti commerciali e contenendo complessivamente i costi dell’organizzazione. “Questa operazione conferma la capacità del Gruppo Banca Finint di integrare competenze, reti e piattaforme in modo coerente all’interno di un ecosistema in evoluzione e sviluppo – commenta l’ad del gruppo Lucio Izzi – il nostro obiettivo è proseguire il percorso di crescita sostenibile tracciato dal Piano Strategico, con al centro le nostre persone: la valorizzazione dei talenti e il loro pieno coinvolgimento nelle strategie di Gruppo”.

La nuova divisione specializzata nella gestione dei grandi patrimoni, “Group Wealth Management & Private Banking”, spiega il suo responsabile in pectore Tenderini, potrà “liberare nuove energie, accedere a competenze trasversali e moltiplicare le occasioni di relazione con i clienti, valorizzando al massimo le complementarità tra i business. Con questa integrazione rafforziamo la nostra identità, valorizziamo le nostre competenze e ci poniamo in una posizione ancora più forte per cogliere le sfide del futuro, con determinazione, ambizione e un senso rinnovato di appartenenza”.

Oltre all’integrazione delle reti, verranno messi a fattor comune anche altri progetti. Tech-LA – società fondata nel 2024 per sviluppare soluzioni avanzate che integrano tecnologia, dati e advisory dedicate a banche e compagnie di assicurazione – passerà sotto il controllo diretto di Banca Finint. L’osservatorio e newsletter dedicato all’attualità di mercato “The Lighthouse” diventerà “centro di analisi e ricerca di Gruppo sugli scenari economici e di mercato per tutte le asset class, con un focus sul segmento liquido del fixed income”, supportando con contenuti indipendenti e personalizzati le decisioni di investimento di clienti privati e istituzionali.

Una volta ultimata la fusione, Finint lavorerà all’aggiornamento del proprio piano strategico alla luce del nuovo assetto organizzativo, con l’obiettivo di presentarlo ufficialmente all’inizio del 2026


Correzione: una prima versione dell’articolo indicava il completamento dell’operazione per fine ottobre, la tempistica è stata corretta.

Domande frequenti su Finint Private Bank entra nella capogruppo: wealth asse strategico

Qual è l'obiettivo principale della fusione tra Finint Private Bank e la capogruppo?

L'obiettivo principale è la costruzione di una realtà sempre più integrata all'interno del Gruppo Banca Finint. Questa integrazione mira a dare slancio all'azienda attraverso la combinazione di diverse competenze e strutture aziendali.

Quando è prevista la conclusione del processo di integrazione di Finint Private Bank nella capogruppo?

L'integrazione di Finint Private Bank nella capogruppo è prevista entro la fine di novembre. Questo passaggio è stato reso possibile dopo aver ottenuto la luce verde dalla Banca d’Italia.

Chi guiderà la divisione interna che nascerà dalla fusione di Finint Private Bank?

La divisione interna che prenderà forma dalla fusione sarà guidata dall’attuale amministratore delegato di Finint Private Bank, Paolo Tenderini. La sua leadership sarà centrale nella gestione della nuova struttura.

Quale ruolo strategico assume la gestione del patrimonio (wealth) in seguito a questa operazione?

La gestione del patrimonio (wealth) assume un ruolo strategico fondamentale per il Gruppo Banca Finint. L'integrazione di Finint Private Bank mira a rafforzare questa area, considerata un asse portante per lo sviluppo futuro.

Qual è il significato di questa operazione per la struttura complessiva del Gruppo Banca Finint?

Questa operazione rappresenta un passo decisivo verso la creazione di una realtà aziendale più coesa e sinergica. L'integrazione delle competenze e delle strutture mira a ottimizzare le performance e a rafforzare la posizione sul mercato.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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