La luce verde della Banca d’Italia era l’ultimo tassello mancante: entro fine novembre Finint Private Bank confluirà all’interno della capogruppo, prendendo forma come divisione interna guidata dall’attuale ad Paolo Tenderini. “Con questa fusione, il Gruppo Banca Finint compie un passo decisivo verso la costruzione di una realtà sempre più integrata – afferma il presidente Enrico Marchi (in foto) – l’integrazione delle diverse competenze e strutture aziendali dà slancio a un modello operativo unitario, capace di rafforzare la nostra capacità di governo strategico e di rispondere in modo ancora più rapido, efficiente e sostenibile alle esigenze di clienti e partner”.
Un’evoluzione sostenuta da numeri in accelerazione: nel primo semestre 2025 il Gruppo ha registrato un margine di intermediazione di 71,5 milioni di euro (+3%), con un margine finanziario in crescita del 240% e commissioni a 51 milioni (71% del totale). Gli attivi in gestione e consulenza hanno raggiunto 12,9 miliardi, di cui 5,7 miliardi nell’asset management, 4,3 nel private banking e 3 miliardi nella consulenza istituzionale. La solidità patrimoniale resta elevata, con un Total Capital Ratio al 16,3%, un Liquidity Coverage Ratio al 177% e un Net Stable Funding Ratio al 145%.
Oltre all’efficienza operativa, la fusione consentirà una maggiore focalizzazione sulle attività di private banking, integrando le rispettive reti commerciali e contenendo complessivamente i costi dell’organizzazione. “Questa operazione conferma la capacità del Gruppo Banca Finint di integrare competenze, reti e piattaforme in modo coerente all’interno di un ecosistema in evoluzione e sviluppo – commenta l’ad del gruppo Lucio Izzi – il nostro obiettivo è proseguire il percorso di crescita sostenibile tracciato dal Piano Strategico, con al centro le nostre persone: la valorizzazione dei talenti e il loro pieno coinvolgimento nelle strategie di Gruppo”.
La nuova divisione specializzata nella gestione dei grandi patrimoni, “Group Wealth Management & Private Banking”, spiega il suo responsabile in pectore Tenderini, potrà “liberare nuove energie, accedere a competenze trasversali e moltiplicare le occasioni di relazione con i clienti, valorizzando al massimo le complementarità tra i business. Con questa integrazione rafforziamo la nostra identità, valorizziamo le nostre competenze e ci poniamo in una posizione ancora più forte per cogliere le sfide del futuro, con determinazione, ambizione e un senso rinnovato di appartenenza”.
Oltre all’integrazione delle reti, verranno messi a fattor comune anche altri progetti. Tech-LA – società fondata nel 2024 per sviluppare soluzioni avanzate che integrano tecnologia, dati e advisory dedicate a banche e compagnie di assicurazione – passerà sotto il controllo diretto di Banca Finint. L’osservatorio e newsletter dedicato all’attualità di mercato “The Lighthouse” diventerà “centro di analisi e ricerca di Gruppo sugli scenari economici e di mercato per tutte le asset class, con un focus sul segmento liquido del fixed income”, supportando con contenuti indipendenti e personalizzati le decisioni di investimento di clienti privati e istituzionali.
Una volta ultimata la fusione, Finint lavorerà all’aggiornamento del proprio piano strategico alla luce del nuovo assetto organizzativo, con l’obiettivo di presentarlo ufficialmente all’inizio del 2026
Correzione: una prima versione dell’articolo indicava il completamento dell’operazione per fine ottobre, la tempistica è stata corretta.

