Ethereum Merge: l’evento crypto dell’anno è andato in porto

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Il complesso passaggio di Ethereum alla proof of stake, rimandato più volte dal 2016, è stato completato con successo: ecco cosa cambia per chi investe

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L’effetto immediato sul prezzo dell’ether è stato negativo, in linea con i movimenti di Bitcoin. Ma gli effetti della svolta si vedranno nel tempo

E’ una “svolta epocale”, ha dichiarato a We Wealth Alessandro Ronchi co-ceo dell’exchange italiano Cryptosmart, la Fusione “permetterà alla rete ethereum di essere totalmente green riducendo i consumi di eletricita’ del 99,9%, ma soprattutto aprirà la strada ad un notevole incremento delle performance in termini di transazioni per secondo che la rete ethereum può supportare”

Il giorno della Fusione di Ethereum e del suo definitivo passaggio al sistema di validazione proof of stake è definitivamente avvenuto con successo. Considerata l’attesa attorno all’evento da parte della comunità crypto sarebbe stato lecito osservare qualche scossone sul prezzo dell’ether, che però si sta muovendo nel solco del Bitcoin, in questo momento (ore 15 circa) in calo dello 0,7%. 

 Le difficoltà tecniche che prevedevano “l’innesto” della vecchia blockchain Ethereum, resa sicura dal mining e dal sistema proof of work nato con il Bicoin, sulla sua nuova, versione ecosostenibile sono state superate. Ci sono voluti anni, da quando questo avvenimento era stato per la prima volta discusso dal fondatore, Vitalik Buterin, nel 2014. E’ stato proprio lui a confermare via Twitter che la missione “Merge” è stata portata a compimento: “Questo è un grande momento per l’ecosistema Ethereum”.

L’evento della Fusione è stato seguito in diretta da sviluppatori e appassionati in diretta Youtube, raggiungendo un’audience massima di 41mila persone. 

A differenza della blockchain su cui si basa Bitcoin, Ethereum è la base per una pluralità di applicazioni (circa 3.500 app decentralizzate) che offrono diversi servizi, compresi quelli di tipo finanziario – come le rendite passive e le attività di credito. Secondo i fautori della Fusione, la nuova veste di Ethereum non sarà solo più ecosostenibile (con un taglio pressoché totale delle sue emissioni), ma anche più efficiente e scalabile. Insomma, sarebbe in grado eseguire più operazioni e meglio di prima. 

E’ una “svolta epocale”, ha dichiarato a We Wealth Alessandro Ronchi co-ceo dell’exchange italiano Cryptosmart, la Fusione “permetterà alla rete ethereum di essere totalmente green riducendo i consumi di eletricita’ del 99,9%, ma soprattutto aprirà la strada ad un notevole incremento delle performance in termini di transazioni per secondo che la rete ethereum può supportare“.

Con il tempo, la Fusione consentirà di “portare sulla rete Ethereum nuove tecnologie come ad esempio gli zksnarks e lo sharding che aumenteranno di 100.000 volte il numero di transazioni al secondo che la rete ethereum può effettuare.

“Un altro punto da notare al riguardo è quello che con il passaggio al proof of stake l’inflazione di ethereum”, ossia l’incremento annuo delle monete in circolazione, “diminuirà del 90%”, ha dichiarato Ronchi, “insieme al burn delle fees, porteranno l’inflazione ad essere vicina allo zero o addirittura ad essere negativa, cosa che dovrebbe avere un impatto positivo sul prezzo degli ether nel prossimo futuro”.

Ethereum 2.0: cosa cambia per gli investitori 

La Fusione di Ethereum potrebbe essere un’innovazione interessante per i grandi possessori di ether. Il sistema proof of stake, infatti, affida ai possessori della criptovaluta nativa di Ethereum, di volta in volta estratti casualmente, il compito di validare un blocco del registro blockchain. Quando questo avviene, si ottiene in cambio ether di nuova emissione. Più ether si posseggono, più le probabilità di essere estratti e di poter ottenere il premio aumentano – un po’ come avviene quando si dispone di maggiore potenza di calcolo in un sistema basato sul mining (proof of work).

Da ora in avanti, come spiegato dall’agenzia Bloomberg, l’ether sarà più simile a un titolo fruttifero – genererà un rendimento stimato del 5,2% (pagato in criptovaluta). Pertanto, “questo dovrebbe rendere la moneta di Ethereum più interessante per gli investitori”. 

A questo aspetto favorevole si aggiungerà il ritorno di immagine che da adesso in avanti distinguerà Ethereum dalla criptovaluta ancora al primo posto in termini di capitalizzazione: Bitcoin. Mentre l’abbandono del mining da parte di Ethereum è stato paragonato in termini energetici allo “spegnimento” dei consumi della Finlandia, Bitcoin continuerà ad inquinare. Secondo l’osservatorio dedicato a questo tema dell’università di Cambridge, la criptovaluta per eccellenza, al 15 settembre, ha un consumo energetico annualizzato di oltre 94Twh – superiore a quello dell’intero Kazakistan. “Credo che il Merge possa davvero convincere le persone che erano interessate a Ethereum, ma scettiche sull’impatto ambientale, a venire a sperimentarlo”, ha dichiarato a CoinDesk uno degli sviluppatori della fondazione Ethereum, Tim Beiko.

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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