Credit Suisse: il wealth management brilla

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La prima trimestrale dell’anno mette in risalto il segmento del wealth management del gruppo elvetico, Crediti Suisse. Chiude con un’utile in crescita del 75% rispetto all’anno scorso

Il coronavirus e il cambio dell’amministratore delegato a capo del gruppo non hanno indebolito Credit Suisse. I numeri parlano chiaro

Un primo trimestre all’insegna del wealth management che segna un +3% arrivando a toccare i 537 milioni

Credit Suisse mantiene le promesse e non delude nella prima trimestrale dell’anno. Il segmento del wealth management fa bene, arrivando a +537 milioni. Dato in rialzo del 3%. Positivi anche i global markets con 342 milioni (+21%) e l’area dell’Asia pacifico con un +38% (252 milioni).
Guardano i dati più nell’insieme si nota come ci sia stato un’utile in crescita del 75% su base annua a 1,3 miliardi di franchi. L’utile ante-imposte si è attestato a 1,20 miliardi, in crescita del 13%. Da ricordare i 268 milioni di franchi derivanti dalla conclusione della vendita della piattaforma Investlab ad Allfunds e di piccoli accantonamenti per vertenze giuridiche rilevanti, spiega la nota. I ricavi sono saliti del 7% su base annua, a 5,78 miliardi di franchi, mentre rispetto al quarto trimestre sono scesi del 7%. La raccolta netta di fondi è stata pari a 5,8 miliardi nei primi tre mesi dell’anno, a fronte di 9,9 nel trimestre precedente. I patrimoni in gestione sono però scesi a fine marzo a 1’371 miliardi dai 1’507 miliardi di fine 2019.

“Il primo trimestre sotto la mia guida quale amministratore del gruppo è stato caratterizzato da un contesto difficile con effetti incisivi in seguito alla pandemia di Covid-19″, ha affermato il presidente della direzione Thomas Gottstein in una videoconferenza. Quando ha preso le redini del gruppo il 14 febbraio, succedendo a Tidjane Thiam, l’ex direttore della divisione svizzera non aveva ancora nessuna idea di come il mondo sarebbe cambiato nel giro di appena un mese. Nonostante la difficile situazione la banca ha realizzato un risultato trimestrale solido.

La nota del gruppo sottolinea come nei risultati positivi pesano molto quanto fatto dal lato private banking, in crescita del 9% se si vanno a guardare i dati dell’anno scorso. “A fronte di un periodo difficile del mercato i nostri private benking hanno registrato un aumento dei ricavi” sottolinea il gruppo. Dato anche questo in crescita del 31% su base annua.

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