Esg, i consulenti finanziari al test delle nuove regole

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Il caos regolamentare Esg mette alla prova le big della consulenza. Imponendo la definizione di nuovi modelli di business sostenibili

Indice

Il 90% delle reti prevedeva corsi di formazione per i propri consulenti già prima dell’entrata in vigore della revisione della Mifid 2

Carozzi: “Considerare la sostenibilità come il tema del futuro significa formare a monte i consulenti, affinché stimolino scelte virtuose negli investitori”

La revisione della Mifid 2, entrata in vigore lo scorso agosto, impone agli intermediari finanziari di tenere conto delle preferenze di sostenibilità dei clienti nel corso del processo di profilazione delle necessità finanziarie e di valutazione dell’adeguatezza dell’offerta. Una novità che si innesta all’interno di un framework normativo a livello europeo ancora in divenire. E che ha visto le reti, alle prese con l’ultra-trasparenza (e l’ultra-responsabilità), sviluppare nuovi modelli di business sostenibili.

Secondo una recente ricerca condotta da Assoreti in collaborazione con McKinsey e presentata in occasione della conferenza Sfdr: le reti alle imprese con l’ultra-trasparenza (e l’ultra-responsabilità) moderata dal responsabile ufficio studi di ET.Group Fabrizio Guidoni nell’ambito della VI edizione del salone.SRI, il 90% delle reti prevedeva corsi di formazione per i propri consulenti già prima dell’entrata in vigore delle norme modificative della Mifid 2 e il 45% ha già aggiornato i questionari. L’88% dell’industria, considerando la sostenibilità una delle priorità strategiche, ha dato il via a iniziative a favore della comunità o dell’uguaglianza di genere, ma c’è anche chi ha aderito a obiettivi fissati da organizzazioni internazionali o implementato strumenti di educazione (57%) o piattaforme (43%). 

“Considerare la sostenibilità come il tema del futuro significa formare a monte i consulenti, consulenti che devono stimolare scelte virtuose negli investitori che li aiutino a evitare di inciampare in bias comportamentali”, spiega infatti Angela Maria Carozzi, responsabile ufficio legale e normativa di Assoreti. “Anche perché il posizionamento rispetto ai prodotti Esg (Environmental, social, governance) è abbastanza rilevante. Basti pensare che gli asset under management in Europa negli ultimi cinque anni sono cresciuti del +17%”.

Mifid 2: novità e scadenze per le reti di consulenza

Quanto alla Mifid 2, continua Carozzi, i consulenti finanziari sono tenuti a raccogliere le preferenze di sostenibilità di tutti i clienti a partire dal 2 agosto. Per i clienti già esistenti, dovranno aggiornare tali preferenze “alla prima occasione utile” e comunque “entro agosto 2023”. Nel dettaglio, spiega l’esperta, nella fase precontrattuale gli intermediari dovranno “illustrare chiaramente e in modo semplice cosa sono le preferenze di sostenibilità”. A quel punto, si apriranno due scenari: qualora i clienti si dichiarino disinteressati e dunque “neutri dal punto di vista sostenibile”, gli intermediari dovranno adottare un atteggiamento proattivo in modo da includere anche prodotti sostenibili nella rosa dei prodotti da raccomandare; qualora si dichiarino interessati, invece, i consulenti dovranno individuare quanto intendono investire (la minimum proportion, ndr) e raccomandare prodotti in linea con le loro preferenze.

Banca Generali: le leve dell’Esg? Innovazione e semplicità

A intervenire nell’ambito della tavola rotonda anche Elena Leonardi, head of group sustainability di Banca Generali, che racconta come il percorso dell’istituto verso la sostenibilità sia iniziato nel 2018. “Fin da subito ci siamo ispirati ai 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Onu (i cosiddetti Sdgs, ndr)”, spiega Leonardi. “In questo senso siamo stati degli innovatori, perché per la prima volta concetti che rimanevano fino ad allora astratti sono stati fisicizzati in informazioni molto concrete. Con MainStreet Partners, abbiamo deciso infatti di parlare di sostenibilità ai nostri clienti in modo molto semplice. Quando spieghiamo che un determinato prodotto finanziario implica una certa emissione di Co2, trasformiamo questa misura in viaggi in macchina tra Milano e Roma, per esempio. Sulla nostra piattaforma di consulenza evoluta abbiamo sviluppato in particolare un modulo di sostenibilità che consente di costruire un portafoglio sulla base delle preferenze dei clienti. I clienti possono cliccare sull’Sdg al quale si sentono più vicini e in automatico ricevere una shortlist di strumenti finanziari che ottimizzino il loro portafoglio sulla base di quell’obiettivo”. 

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

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