Bnp su Axa IM: per il mercato l’M&A conviene più alla compagnia

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Chiude bene in Borsa Axa, che incasserà 5,4 miliardi da Bnp Paribas per Axa IM: valutazione generosa, per gli analisti. Caduta del 7,9% per Bnp Paribas

Indice

La prospettiva di creare il secondo maggior gestore patrimoniale europeo, dietro ad Amundi, non sembra aver convinto gli azionisti di Bnp Paribas sull’acquisizione del 100% di Axa IM, l’asset manager del gruppo assicurativo Axa, che gestisce masse per 850 miliardi di euro. All’indomani dell’annuncio di questo accordo, che porterà nelle casse di Axa complessivamente 5,4 miliardi di euro, il titolo Bnp Paribas ha ceduto il 7,9%, mentre l’assicuratore ha visto un balzo dell’1,45%. Al termine dell’operazione, prevista per l’estate 2025, Axa eseguirà un riacquisto di azioni proprie per un valore di circa 3,8 miliardi di euro, in una mossa finalizzata a mantenere invariata la solvibilità del gruppo.

Prezzo caro, impatto modesto sugli Eps

Uno dei nodi principali è il prezzo dell’accordo: secondo gli analisti di Ubs, la valutazione che Bnp Paribas ha fatto di Axa IM è “del 45% superiore rispetto alla nostra valutazione precedente“. Gli analisti di Barclays aggiungono che il prezzo attribuito ad Axa IM è “più alto rispetto all’11x P/E a cui trattano i gestori patrimoniali tradizionali, e molto più alto rispetto al P/E di circa 6x previsto per il 2025 per le azioni di Bnp”.

Per Bnp Paribas, gli effetti sugli utili per azione di questa acquisizione sarebbero “limitati”, secondo gli analisti di Barclays, con un aumento degli Eps di circa il 2-3%. “Se Bnp utilizzasse 1,8 miliardi di euro di capitale per avviare un riacquisto di azioni proprie, l’incremento degli Eps sarebbe anch’esso del 2-3%, ma sarebbe immediato e senza rischi di esecuzione“, aggiungono. Tuttavia, per Barclays rimane una mossa sensata per Bnp rafforzarsi nel settore assicurazioni/gestione patrimoniale, “considerando che queste attività hanno un basso consumo di capitale e forniscono un alto Roe (superiore alla media del gruppo)”.

La creazione del secondo colosso dell’AM europeo

Dal punto di vista delle dimensioni, il gestore che nascerà da questa operazione diventerà il maggior asset manager europeo dietro ad Amundi, con un totale di 1.500 miliardi di euro in gestione. Bnp Paribas detiene 600 miliardi di euro in gestione, che aumentano a 865 miliardi di euro aggiungendo le masse gestite da Bnp Paribas Cardif, la compagnia assicurativa del gruppo. “Pensiamo anche che abbia senso acquisire scala in questo business, il che dovrebbe aiutare a generare ulteriori efficienze”, affermano da Barclays.

Bnp Paribas prevede che questa transazione genererà un ritorno sul capitale investito superiore al 18% nel terzo anno, dopo il completamento del processo di integrazione. Gli analisti sono meno incerti sul buon affare dal lato di Axa. Dopo questo ultimo accordo, dichiarano da Ubs, “Axa rimane il nostro assicuratore multi-ramo preferito, scambiando a un prezzo utili di 8,1 volte previsto per il 2025”.

A suggellare l’accordo, è stata inserita anche la firma di una partnership a lungo termine della durata di 15 anni, in cui Bnp Paribas fornirà servizi di gestione degli investimenti ad Axa.

Il gruppo assicurativo francese, nel frattempo, ha annunciato anche l’acquisizione dell’italiana Nobis, un’assicurazione P&C (proprietà e infortuni), per 423 milioni di euro. Nobis ha generato 0,5 miliardi di euro di premi lordi e 35 milioni di euro di utile netto nel 2023. Secondo Barclays, questa mossa aumenterà la quota di mercato in Italia di circa un punto percentuale, posizionando Axa tra le prime quattro compagnie nel mercato P&C italiano.

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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