Bce taglia i tassi, ma a ottobre in pausa

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La Bce ha operato le mosse previste dagli analisti: taglio da 25 punti base, e limature sulle previsioni economiche. Ma prevale la cautela sulla prossima mossa

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La Bce ha ridotto di 25 punti base il tasso sui depositi, come previsto, e ha effettuato un taglio più consistente sui tassi delle operazioni di rifinanziamento principali, portandolo dal 4,25% al 3,65%. La riduzione della differenza tra i due tassi, annunciata già a marzo, mira a incentivare ulteriormente l’erogazione di credito da parte delle banche, grazie a un costo più conveniente di approvvigionamento del capitale. Inoltre, rispetto al taglio operato a giugno, questa mossa dovrebbe avere un impatto più deciso nel far scendere l’Euribor e, di conseguenza, anche le rate dei mutui a tasso variabile, grazie a un taglio da 60 punti base del tasso sulle operazioni di rifinanziamento. Tuttavia, è opportuno sottolineare come questa variazione fosse del tutto prevista e già prezzata dai future sull’andamento dell’Euribor, il tasso di riferimento per i mutui.

Le previsioni sull’inflazione generale sono rimaste invariate, mentre quelle sull’inflazione sono state riviste lievemente al rialzo. Al contrario, le previsioni sulla crescita del Pil sono state limate. Su questi aggiustamenti, ha spiegato la nota del Consiglio direttivo, è il fatto che “l’inflazione interna resta elevata in quanto i salari continuano a crescere a un ritmo sostenuto”.


Tuttavia, ha aggiunto la nota “le pressioni sul costo del lavoro si stanno allentando e i profitti stanno parzialmente attenuando l’impatto sull’inflazione dell’aumento delle retribuzioni. Le condizioni di finanziamento rimangono restrittive e l’attività economica resta contenuta, di riflesso alla debolezza dei consumi privati e degli investimenti”.

Lo staff della Bce prevede che l’inflazione media si attesterà al 2,5% nel 2024, al 2,2% nel 2025 e all’1,9% nel 2026, come nelle proiezioni di giugno – mentre l’inflazione di fondo è stimata, rispettivamente, al 2,9%, 2,3% e al 2,0%.


Per quanto riguarda la crescita si prevede un tasso dello 0,8% nel 2024, dell’1,3% nel 2025 e dell’1,5% nel 2026, “con una lieve revisione al ribasso rispetto alle proiezioni di giugno, principalmente per effetto del minore contributo della domanda interna nei prossimi trimestri”.

La piena realizzazione delle attese della vigilia ha avuto un impatto di mercato limitato nei minuti successivi alla pubblicazione delle decisioni della Bce, con un euro rimasto stabile e un lieve ribasso nei rendimenti del Btp decennale. Nel corso della conferenza della presidente della Bce, Christine Lagarde, l’approccio ancora dipendente dai dati, in relazione alle successive mosse della banca centrale ha contribuito a far salire l’euro sul dollaro dello 0,22% a un massimo di 1,1042. “Non stiamo prendendo impegni a un particolare percorso sui tassi” di qui in avanti, ha dichiarato Lagarde, ribadendo sul punto le posizioni già espresse nelle scorse settimane.

“Gli investitori si aspettavano una Bce più dovish con maggiori indicazioni su prossimi tagli nei prossimi mesi. Le proiezioni economiche confermano le nostre attese, ovvero una Bce che proseguirà gradualmente con tagli di interesse, probabilmente uno a trimestre”, ha affermato il senior market strategist di IG Italia, Filippo Diodovich, “rimane sempre l’incognita delle variabili macroeconomiche e delle scelte della Federal Reserve che potrebbero modificare gli scenari anche per l’istituto di Francoforte.”

“Prevediamo un altro taglio dei tassi a dicembre e altri tre nella prima metà del 2025 a sostegno dell’economia e ci aspettiamo che i tassi si aggirino intorno al 2,5% a metà del prossimo anno”, ha commentato Kaspar Hense, Senior Portfolio Manager di RBC BlueBay.

Dello stesso avviso anche l’analista di Ebury, Matthew Ryan: “Le dichiarazioni rilasciate oggi sono coerenti con la nostra opinione secondo cui la Bce, si atterrà per ora a tagli trimestrali, il prossimo dei quali non arriverà prima di dicembre… La probabilità di un ritmo graduale dei tagli della Bce potrebbe fornire un ulteriore rialzo all’euro, in particolare se la Fed dovesse avviare un ciclo di allentamento aggressivo nei prossimi mesi”.

Riforme Ue, Lagarde sta con Draghi

“La relazione di Mario Draghi include così tante importanti riforme strutturali che saranno responsabilità dei governi, e che richiederanno la guida della Commissione e dei leader europei determinati a rafforzare l’Europa, darle più sovranità e maggiore capacità”, ha dichiarato Lagarde in conferenza stampa, tornando a più riprese sul rapporto dell’ex premier italiano, presentato questa settimana. “Sono veramente certa che la politica monetaria farà ciò che deve fare, ovvero garantire la stabilità dei prezzi e adempiere al suo mandato, mentre le riforme strutturali non sono responsabilità di una banca centrale, ma dei governi”.


di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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