Ania: settore danni colpito dal Covid-19

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Il lato danni assicurativo soffre, causa coronavirus. A dirlo è la stessa Ania con il suo report sul primo trimestre del 2020

Dopo un triennio di crescita, alla fine del I trimestre 2020 i premi totali del portafoglio diretto italiano nel settore danni sono risultati in lieve calo (-0,5%)

Secondo il report Ania, questo inversione nel trend di crescita è legata al diffondersi del virus Covid-19, che ha condizionato i processi di vendita e l’operatività delle imprese di assicurazione

Il settore danni risente della crisi del coronavirus. A dirlo sono gli ultimi dati pubblicati dall’Associazione nazionale delle assicurazioni (Ania).
Dopo un triennio di crescita, alla fine del I trimestre 2020 i premi totali del portafoglio diretto italiano nel settore danni sono risultati in lieve calo (-0,5%) rispetto alla fine del I trimestre del 2019 e il volume raccolto è risultato pari a 9,4 miliardi. Secondo il report Ania, questo inversione nel trend di crescita è legata al diffondersi del virus Covid-19, che ha condizionato i processi di vendita e l’operatività delle imprese di assicurazione. E infatti nel solo mese di marzo 2020 si è infatti registrata una contrazione dei premi di circa il 7% per il totale danni rispetto al mese di marzo 2019.

Ma entriamo nel dettaglio nel settore premi. Sono proprio i broker a rappresentare il secondo canale di distribuzione dei premi danni con una quota pari al 9,7%. Oltre a quelli già menzionati, i rami in cui l’intermediazione dei broker è molto rilevante sono il ramo merci trasportate (51,4%), corpi veicoli ferroviari (49,4%) e malattia (22,4%).

Va evidenziato, comunque, che la quota di mercato dei broker è sottostimata, in quanto non considera una parte importante di premi (stimata per il totale danni, nel 2018, in 23,4 punti percentuali) che tali intermediari raccolgono ma che presentano alle agenzie e non direttamente alle imprese. Assumendo che questa incidenza sia applicabile anche per il primo trimestre 2020, la quota degli agenti per il totale settore danni scenderebbe a 48,9% mentre quella dei broker salirebbe a 33,1%. Gli sportelli bancari con una quota di mercato del 7,8% (7,7% alla fine di marzo 2019), rappresentano un canale di distribuzione in forte crescita e sono stati maggiormente coinvolti nella commercializzazione dei premi nei rami Perdite pecuniarie (46,5%) e Credito (34,7%).

Ruolo importante (e in crescita) anche nei rami malattia (13,4%), infortuni (16,2%), tutela legale (11,6%) e incendio (12,4%). Attenzione alla vendita diretta che nel suo complesso, a fine marzo 2020 registra un’incidenza del 9,9% (era 9,4% la quota rilevata alla fine di marzo 2019). Facendo riferimento alle singole modalità di distribuzione della vendita diretta, risulta che le agenzie in economia, gli intermediari a titolo accessorio che operano su incarico dell’impresa e i produttori diretti, pesavano per il 5,2%, mentre per il 3,5% il canale internet. La quota relativa ai premi veicolati attraverso i preventivatori online è stabile e pari all’1,5%.

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