Consulenti alla ricerca dello studio associato

04 Marzo 2019 · 3 min

Cosa succede alla professione del consulente con Mifid2? Risponde Felice Graziani, consigliere nazionale di Anasf

Con l’avvento della Mifid2, la consulenza finanziaria subisce un’altra accelerazione, che sicuramente porterà a una selezione nel mercato dei consulenti che realmente offrono un valore aggiunto. Sicuramente questo comporterà una concentrazione da parte della distribuzione e una scrematura per quanto riguarda gli operatori del settore, ma anche un innalzamento della qualità che andrà a beneficio dei clienti e dei risparmiatori.

Quali sono le richieste dei consulenti?

Sono due le richieste principali dei consulenti. La prima è il ricambio generazionale, perché la nostra è una categoria che sta invecchiando velocemente. Quest’ultimo si può fare soltanto attraverso lo studio associato e la persona giuridica. La persona giuridica, in particolare, può essere veramente di stimolo, perché un giovane che entra all’interno di uno studio associato con consulenti che hanno esperienza e possono trasferire la loro esperienza, può portare freschezza, novità e tecnologia. Il secondo punto è che la remunerazione del consulente adesso è ancora molto legata ai rebate che le reti percepiscono dalle società di gestione, che non sono esattamente specificati nei prospetti e nella rendicontazione. Pertanto, potrebbe accadere che il cliente pensi che tutti i soldi che vengono prelevati per il costo della gestione vadano in tasca al consulente. Questo non è vero, ed è un vulnus a cui bisogna trovare una soluzione.

Perché il modello dello studio associato di consulenza stenta a decollare?

Il sistema delle reti funziona da tanti anni sempre allo stesso modo. Nessuno prova a cambiarlo, perché il cambiamento comporta delle difficoltà. Credo che il controllo sulla produttività del consulente può venire meno perché il lavoro viene sviluppato in team, e valutare la produzione di un team è molto più difficile che valutare la produzione di un singolo. L’industria deve ripensarsi perché, essendo un unicum nel mondo, sottintende a regole che non sono più attuali.