Come affrontare la volatilità, parla Merian Global Investors

21 Marzo 2019 · 3 min

Quali strategie adottare sul fronte equity e su quello obbligazionario? Risponde Cristiano Busnardo, country head Italy di Merian Global Investors

Da un punto di vista di mercato equity, si parla di un’elevata volatilità, ci sono alcuni temi ancora aperti e, di conseguenza, l’esigenza di affrontare il mercato con processi innovativi con un lungo track record. Mi riferisco al caso ad esempio dei global equity piuttosto che degli us equity, che devono essere affrontati con un processo sistematico che prevede un’allocazione che prescinde dallo stile gestionale specifico ma che noi definiamo “per tutte le stagioni”, ovvero che vada al di là dei temi del value, del growth o del momentum. Tuttavia, proprio in questa fase in cui abbiamo assistito a un evidente deterioramento del mercato dal punto di vista del sentiment e di aumento della volatilità, stiamo aumentando la componente di fondamentali delle aziende. Infatti, abbiamo adottato un approccio più difensivo, aumentando la componente di quality nell’ambito dei value a scapito della componente growth che, secondo noi, non è idonea in questa fase di mercato, ma non è detto che non lo possa essere in fasi successive.

Quali strategie proponete sul fronte obbligazionario?

Per quanto riguarda i prodotti obbligazionari, suggeriamo soluzioni all-weather, uncostrained, che possono sia investire in un ampio spettro di strumenti – inflation, governativi, emerging markets, credito – ma anche strumenti che possono andare corti con operazioni di tipo short, particolarmente idonei in un ambiente di aumento dei tassi come il 2018. Da questo punto di vista, considerando lo scenario che prevede una normalizzazione delle politiche monetarie rispetto al contesto economico, riteniamo che nell’ambito di questi strumenti sia opportuno avere una posizione positiva sugli emerging market, credito e inflation link, mentre siamo leggermente sottopesati sulla componente governativa. Siamo sovrappesati, inoltre, anche sul tema dei CoCo fund, i cosiddetti financial contingent capital, ovvero strumenti ibridi di debito sui quali abbiamo lanciato nella metà del 2017 anche un comparto specifico.