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Sempre più Etf investono in marijuana ma il trend non durerà

Sempre più Etf investono in marijuana ma il trend non durerà

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Livia Caivano
Livia Caivano

26 Luglio 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Secondo i dati Morningstar, il più importante Etf americano sulla cannabis arriva a gestire un patrimonio di 1,07 miliardi di dollari

  • In generale le attività gestite nel settore europeo degli Etf a giugno sono aumentate di 25,4 miliardi

Sale a cinque il numero degli Etf quotati in Usa che investono in cannabis e le valutazioni crescono di giorno in giorno. In molti sostengono però che non siano realistiche e che il tema della legalizzazione sia più controverso di quanto possa sembrare

I risparmiatori investono sempre più negli Etf sulla marijuana, specie negli Stati Uniti. Ma i numeri non sostengono la crescita e in futuro lo faranno sempre meno. Sono cinque gli Etf sulla marijuana quotati negli Stati Uniti, sei in Canada, dove la droga leggera è del tutto legale. Secondo i dati Morningstar, il più importante Etf americano sulla cannabis, arriva a gestire un patrimonio di 1,07 miliardi di dollari.

Sono però in molti a sostenere che le valutazioni non siano realistiche. Potrebbe trattarsi di una crescita che potrebbe sgonfiarsi una volta che il prodotto smetterà di essere una novità. Nei fatti, negli Stati Uniti solo 11 stati (più Washington D.C.) hanno legalizzato l’erba per uso ricreativo. Secondo Daniel Straus, della Banca nazionale del Canada, la preoccupazione principale è che “si tratta di un’industria molto acerba. Gran parte del mercato si basa interamente su casi di crescita speculativa, che vanno dall’ottimista all’improbabile”. Secondo EventShares molte compagnie produttrici di cannabis non hanno guadagni, ed è difficile valutarli. La società americana ritiene che tra il 20% e il 30% di loro non saranno in attività tra cinque anni.

Le previsioni dicono che in futuro altri stati americani saliranno a bordo del treno della legalizzazione ma nel frattempo la legge federale continua a vietare l’uso di marijuana. E l’illegalità federale  rende difficile per le aziende che la producono ottenere servizi bancari, perché le banche non vogliono mettersi nei guai. In molti comunque ritengono che la legalizzazione non è necessariamente positiva per il settore che investe in cannabis. Il via libera alla produzione e al commercio della marijuana significherebbe un aumento dell’approvvigionamento, quindi dell’offerta, che spingerebbe i prezzi verso il basso. Questo non farebbe che compromettere i guadagni delle aziende produttrici.

In Italia, al momento il problema non si pone neanche e la vendita di cannabis rimane illegale anche nella versione ‘light’.

Il mercato degli Etf a giugno

Grazie alla performance positiva dei mercati del mese di giugno, le attività gestite nel settore europeo degli Etf sono andate aumentando. Le attività nel vecchio continente sono aumentate da 721,4 miliardi di euro del 31 maggio 2019 a 746,7 miliardi a fine giugno. L’aumento di 25,4 miliardi è stato trainato dall’andamento dei mercati sottostanti (+22,5 miliardi di euro), mentre le vendite nette hanno contribuito alla raccolta gestita nel segmento Etf europeo di 2,9 miliardi di euro.

Per quanto riguarda il numero complessivo di prodotti, i fondi azionari (510,8 miliardi di euro) detengono la maggior parte delle attività, seguiti dai fondi obbligazionari (203,9 miliardi di euro), prodotti di materie prime (19,3 miliardi di euro), prodotti Oicvm alternativi (6,4 miliardi), fondi del mercato monetario (4,5 miliardi), fondi misti (1,8 miliardi) e fondi “altri” (0,2 miliardi di euro).

Livia Caivano
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