Trump vs Fed: quando la politica mette le mani sulla finanza

Edificio in marmo bianco con alte finestre, colonne e bandiera americana sul tetto. In primo piano è visibile un albero autunnale con foglie arancioni. Il cielo è limpido e azzurro.

Mentre Trump minaccia di licenziare Powell, la Fed si prepara a un cambiamento di vertice. A maggio 2026, infatti, un nuovo Presidente arriverà alla Banca Centrale statunitense. Cosa potrebbe cambiare per l’economia? Vediamolo insieme

Sono mesi ormai che Donald Trump sta espressamente chiedendo alla Federal Reserve di tagliare i tassi di interesse, con il tycoon che accusa Jerome Powell di rallentare l’economia, costando una fortuna agli americani. E così, non ha sorpreso troppo quando il Presidente ha riunito nello Studio Ovale una decina di parlamentari del Partito Repubblicano, ha scritto il New York Times, e ha mostrato loro una lettera chiedendo se avrebbe dovuto mandarla. Non una lettera qualunque, ma una bozza di lettera di licenziamento proprio per Powell, il presidente della Fed.

Trump ha smentito subito l’esistenza della lettera ma ha confermato di aver chiesto se dovesse licenziare Powell.

Fed: un organo autonomo, non ancora per molto

La Federal Reserve ha sempre agito come organo autonomo e indipendente rispetto al colore del governo. Pur non essendo totale, questa autonomia ha permesso alla Fed di operare senza subire pressioni politiche dirette. Le sue decisioni sono state guidate dal bene dell’economia statunitense, più che dalle esigenze dei governi in carica. Eppure questo equilibrio sta evidentemente iniziando a crepitare.

Nel frattempo il mandato di Powell si sta avvicinando alla fine ed è lecito chiedersi come cambierà la Federal Reserve, se proseguirà con una politica più accomodante nei confronti del governo o meno. In ogni caso, la selezione del presidente della banca centrale americana non è tutta nelle mani di Trump: il processo di conferma del Senato offre una certa protezione contro la nomina dei candidati non convenzionali. Ad esempio, durante il primo mandato del tycoon, quando era stato selezionato Powell, il Senato aveva bocciato ben tre nomi: Herman Cain, Stephen Moore e Judy Shelton. Non resta che aspettare e vedere la reazione del Senato a nuovi nomi tra cui, il più quotato, Scott Bessent, l’attuale ministro del Tesoro.

Tre scenari per la Fed di domani

Negli anni successivi all’intreccio tra la Federal Reserve e il Tesoro durante la Seconda guerra mondiale, e dal periodo di alta inflazione degli anni ’70, la Fed ha acquisito credibilità come organo di controllo del più grande mercato obbligazionario del mondo. Qualsiasi evoluzione del mandato della Fed nel corso del prossimo anno sarà fondamentale da comprendere per gli investitori obbligazionari.

Ecco allora tre possibili scenari che hanno immaginato gli esperti di Capital Group

  • L’indipendenza della Federal Reserve continua

Cambiare presidente non significa per forza abbandonare lo status quo. Infatti, così come ha fatto Powell, è possibile che il nuovo candidato continui a resistere alle pressioni politiche, mentendo l’indipendenza della banca centrale. In un simile scenario, l’economia non farebbe grandi salti in avanti, ma beneficerebbe di una crescita più sostenibile nel lungo termine grazie a una comunicazione chiara e coerente. In un simile scenario, “la fiducia del mercato nell’indipendenza della banca centrale dovrebbe essere rafforzata, portando a condizioni di investimento stabili”, spiegano gli esperti.

  • La Fed perde la sua indipendenza, ma non del tutto

La seconda opzione, forse quella più probabile, è che il nuovo presidente della banca centrale statunitense punti sull’equilibrio. Cercando di placare, almeno in parte, le richieste politiche, senza però rinunciare completamente all’indipendenza. In questo scenario, i tassi di interesse potrebbero scendere più rapidamente, puntando anche su strumenti di bilancio solitamente riservati alla recessione. In generale, una Fed più accomodante spingerebbe l’economia nel breve termine, aumento però l’inflazione.

  • Federal Reserve e Governo: due braccia dello stesso corpo

La Fed e il Governo statunitense non sono sempre stati due enti autonomi. Durante il periodo degli shock petroliferi, la casa Bianca esercitò più volte una forte pressione affinché la Banca centrale mantenesse bassi i tassi di interesse nonostante l’aumento dell’inflazione. Con la nomina di Paul Volcker, eletto nel 1979, il mercato si è abituato in fretta alla stretta connessione tra Fed e governo. Se una situazione simile succedesse di nuovo, allora l’economia potrebbe registrare un boom nel breve termine, ma instabilità nel lungo periodo, oltre ad una profonda diminuzione della fiducia.

di Matilde Sperlinga

Giornalista, in We Wealth si occupa di mercati, con un focus su geopolitica e venture capital. Laureata in Scienze Politiche e Filosofia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.

Domande frequenti su Trump vs Fed: quando la politica mette le mani sulla finanza

Qual è la principale richiesta di Donald Trump alla Federal Reserve?

Donald Trump sta chiedendo espressamente alla Federal Reserve di tagliare i tassi di interesse. Accusa il presidente Jerome Powell di rallentare l'economia americana, con costi significativi per i cittadini.

Quale azione ha intrapreso Donald Trump riguardo alla sua richiesta alla Fed?

Il Presidente Trump ha riunito parlamentari repubblicani per mostrare loro una lettera, chiedendo consiglio se inviarla alla Federal Reserve. Questo suggerisce un'intenzione di esercitare pressione diretta sull'istituzione.

Come viene descritta la Federal Reserve nell'articolo in relazione alla sua autonomia?

L'articolo suggerisce che la Federal Reserve, pur essendo un organo autonomo, potrebbe non esserlo 'per molto' tempo. Questo implica una potenziale minaccia all'indipendenza dell'istituzione.

Quali sono le implicazioni economiche delle richieste di Trump alla Fed?

Le richieste di Trump mirano a stimolare l'economia attraverso tassi di interesse più bassi. Tuttavia, l'articolo suggerisce che queste pressioni politiche potrebbero avere conseguenze negative sull'autonomia della Fed e sulla stabilità finanziaria.

Quali sono i possibili scenari futuri per la Federal Reserve menzionati nell'articolo?

L'articolo fa riferimento a 'Tre scenari per la Fed di domani', indicando che il futuro dell'istituzione e della sua autonomia è oggetto di dibattito e potenziali cambiamenti. Questi scenari potrebbero riguardare l'influenza politica sull'operato della Fed.

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