Mercati e wealth management 2026: la bussola tra crescita e AI

Mercati, ricchezza e consulenza: la bussola del 2026

Mercati in crescita, ma con più complessità. Luca Bonansea Head of Private Banking & Wealth Management di BNL BNP Paribas racconta la view per il 2026 e i driver che stanno cambiando la regia della ricchezza

Qual è la sua view per il 2026 sul fronte del mercato?

Ci aspettiamo una crescita positiva in USA e Europa nel 2026, nonostante l’incertezza legata a rischi geopolitici e commerciali. Secondo l’FMI, l’economia americana crescerà oltre il 2%, mentre l’area euro si attesterà intorno all’1,3%, con una ripresa differenziata. L’inflazione dovrebbe restare vicino al target BCE del 2%, mentre negli USA il rientro sarà più complesso. Politiche monetarie accomodanti negli USA e tassi invariati al 2% per la BCE. A livello globale, la ricchezza finanziaria continuerà a crescere, con un CAGR del 6% fino al 2029, trainata da Asia ed Europa occidentale. In Italia, si prevede una crescita moderata della ricchezza delle famiglie (+3,5% annuo nel 2026-2027), con un aumento del risparmio gestito (+8,5% annuo) e degli strumenti assicurativi (+8,1%). Questo scenario offre opportunità per il wealth management, con una crescente richiesta di soluzioni sofisticate, diversificazione globale e consulenza evoluta per rispondere alle esigenze di clienti, famiglie e imprese.

Quali saranno i trend del settore per il 2026? E quale sarà la relativa strategia di BNL e di BNP Paribas?

Quattro saranno i driver chiave. Il primo è orientare i portafogli verso asset class capaci di generare rendimento reale, aumentando la diversificazione e allungando l’orizzonte temporale di investimento. Il secondo riguarda la longevità e il “great wealth transfer” generazionale, un’opportunità che richiede consulenza specializzata per accompagnare transizioni familiari complesse. Un modello di consulenza integrato tra finanza, governance e pianificazione intergenerazionale diventa cruciale, specialmente in un contesto dove molte aziende familiari non hanno ancora un piano di successione. Il terzo driver è l’emergere delle nuove generazioni, come i digital founder e gli imprenditori della NextGen, che stanno prendendo un ruolo sempre più attivo nella gestione dei patrimoni familiari. Infine, l’innovazione tecnologica, con l’adozione di piattaforme evolute, data intelligence e AI, diventerà decisiva per migliorare l’esperienza del cliente e supportare il lavoro del banker, rendendo l’AI una leva fondamentale per la trasformazione del private banking. Noi di BNL BNP Paribas Private Banking & Wealth Management siamo pronti a rispondere a questi cambiamenti, con una piattaforma internazionale, investimenti continui nelle nuove tecnologie e un’attenzione particolare allo sviluppo delle competenze dei nostri professionisti. Il nostro obiettivo è accompagnare al meglio i clienti di oggi e supportare i profili più giovani, digitali e sofisticati, in un contesto che diventa ogni anno più complesso e articolato.

Il tema del momento è l’AI, in tutti i campi, su questo siete già avanti? E quali saranno i vantaggi che porteranno le nuove tecnologie per clienti e banker?

L’AI è indubbiamente centrale per noi e per il Gruppo BNP Paribas: dà l’opportunità di ridisegnare e arricchire il modo in cui generiamo valore aggiunto per il cliente,
richiedendo capacità di investimento in infrastrutture, dati, piattaforme e competenze e trasformando dei “proof of concept” in nuove modalità operative scalabili. Abbiamo ormai centinaia di casi d’uso nell’AI con una componente interessante anche nell’area del wealth management. Per il cliente significa una consulenza basata su comprensione molto più profonda di bisogni, comportamenti finanziari e obiettivi. Per il banker, l’AI è un abilitatore strategico. Automatizza attività a basso valore aggiunto, libera tempo da dedicare alla relazione e offre strumenti che migliorano la qualità delle interazioni. Per noi è una leva strategica che rafforza la qualità della consulenza, amplia la capacità di generare valore e ci permette di accompagnare i clienti in una fase di mercato più complessa, con strumenti evoluti ed efficaci nel soddisfare le loro esigenze.

Una donna con i capelli lunghi, che indossa una camicetta arricciata, siede sorridente e tiene in mano un blocco per appunti. Lo sfondo è semplice e di colore chiaro. L'immagine è in bianco e nero.

di Chiara Samorì

Direttore editoriale di We Wealth e responsabile per l’area multimediale. Giornalista professionista, è laureata in Psicologia. Nel passato ha collaborato, tra gli altri, con il Corriere della Sera, l’agenzia di stampa Italpress, Ingenio, Reteconomy e Pop Economy.

Domande frequenti su Mercati e wealth management 2026: la bussola tra crescita e AI

Quali sono le previsioni di crescita economica per il 2026 negli Stati Uniti e nell'area euro?

Per il 2026, si prevede una crescita positiva negli Stati Uniti, superiore al 2%, mentre l'area euro dovrebbe attestarsi intorno all'1,3%. Queste stime tengono conto dell'incertezza legata a rischi geopolitici e commerciali.

Come si prevede che evolverà l'inflazione nel 2026?

L'inflazione dovrebbe rimanere vicina al target del 2% della BCE nell'area euro. Negli Stati Uniti, il rientro dell'inflazione è considerato più complesso.

Quali fattori potrebbero influenzare le politiche monetarie nel 2026?

Le politiche monetarie negli Stati Uniti sono attese essere accomodanti, mentre nell'area euro si prevedono tassi in linea con il target di inflazione.

Quali sono i principali rischi menzionati per il mercato nel 2026?

I principali rischi che potrebbero influenzare il mercato nel 2026 sono legati all'incertezza geopolitica e alle dinamiche commerciali internazionali.

Come si prospetta la ripresa economica nell'area euro per il 2026?

La ripresa economica nell'area euro per il 2026 è attesa essere differenziata tra i vari paesi, con una crescita complessiva stimata intorno all'1,3%.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

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