Mercato del lavoro Usa: il dilemma dell’occupazione

Quattro bandiere americane a stelle e strisce sono allineate in primo piano, con uno sfondo di legno grigio sfocato alle loro spalle.

Dati rassicuranti dal mercato del lavoro Usa. Tasso di disoccupazione migliore delle attese e nuovi posti di lavoro creati a maggio dal settore non agricolo privato. Wall Street vola: massimo storico del Nasdaq, che neutralizza così l’effetto Covid. E’ tornato il momento di investire nelle imprese a stelle e strisce?

Colpo di scena sul mercato del lavoro a stelle e strisce: a maggio, l’economia americana ha creato 2,5 milioni di nuovi occupati nel settore non agricolo (non farm payrolls), contro un’attesa di contrazione pari a 8,33 milioni (che rappresenta circa l’80% dei lavoratori che contribuiscono al Pil statunitense). Non solo: il tasso di disoccupazione, atteso a ridosso del 20%, si è rivelato migliore anche della rilevazione di aprile (14,7%), attestandosi al 13,3%.
Più che positiva la risposta di Wall Street: l’indice tecnologico Nasdaq ha toccato nella seduta di venerdì 5 giugno un nuovo massimo storico, neutralizzando così l’effetto pandemia. Meglio ha fatto in termini percentuali il Dow Jones, che ha chiuso gli scambi a +3,15% (+2,6% l’S&P500).

Mercato del lavoro Usa oltre tutte le stime

I dati presentati venerdì dal Bureau of Labor Statistics hanno in parte restituito fiducia alla prima economia del mondo che sembra aver ricominciato ad alzare la testa. Entrando nello specifico della rilevazione, di quei 2,5 milioni di nuovi posti di lavori, circa 3 milioni sono stati creati dal settore privato (nei comparti dell’ospitalità, delle costruzioni, del commercio retail, dell’education e della sanità), mentre il settore pubblico ne ha persi circa mezzo milione.
Sebbene il 13,3% sia un numero monstre se paragonato al trend di inizio anno (a febbraio l’unemployment rate toccò il minimo degli ultimi 50 anni al 3,5%) e risulti ancora superiore al picco registrato nel corso della crisi 2008 (10% circa), gli operatori iniziano a guardare al secondo semestre dell’anno con maggior fiducia, quando il lockdown dovrebbe avere ormai allentato le proprie maglie.

Particolarità dei dati

Una particolarità sui dati: generalmente l’indagine sulle famiglie è condotta attraverso interviste sia di persona che telefoniche. Per questioni di sicurezza causa covid-19, le interviste di persona sono state sospese. Il tasso di risposta dell’indagine sulle famiglie a maggio, pertanto, è stato pari al 67 percento, inferiore di circa 15 punti percentuali rispetto ai mesi precedenti la pandemia.

Quali misure stanno prendendo le aziende americane?

Da un lato, il mondo del lavoro, dall’altro, specchio del primo, il mondo delle aziende, piegate dal virus e costrette a ricorrere a misure straordinariie per preservare maggiore liquidità.
Secondo Damien McCann, gestore di portafoglio reddito fisso di Capital Group, a fronte della contrazione registrata da ricavi e flussi di cassa, complessivamente “gli utili del secondo trimestre saranno terribili, ma la maggior parte delle aziende dovrebbe aver già toccato il fondo”. I dati più attesi, a questo punto sono quelli del terzo e quarto trimestre, che dimostreranno la capacità delle singole aziende a dimostrarsi resilienti.
“Le aziende stanno adottando misure volte ad ampliare la liquidità. In altre parole, stanno cercando di accumulare denaro per sopravvivere a questo periodo”. Fra le misure varate per aumentare le proprie disponibilità cash vi sono “il taglio delle spese operative e degli esborsi di capitale, la riduzione o sospensione dei dividendi, il riacquisto di azioni e la raccolta di capitale. Su quest’ultimo punto” ha continuato l’esperto, “l’iniezione di liquidità da parte della Fed e le sue sottoscrizioni dirette di obbligazioni societarie hanno ripristinato l’ordine sui mercati e permesso alle società investment grade e ad alcune realtà high yield di tornare a contrarre prestiti”.

Le aziende sui mercati: come si stanno comportando?

“La combinazione di sostegno della Fed ai mercati del credito e gravità e incertezza della recessione ha determinato di recente un record di emissioni di obbligazioni investment grade. Alcune società, come Disney, hanno sfruttato il mercato obbligazionario più volte negli ultimi mesi. E persino le aziende “nell’occhio del ciclone – compresi alcuni emittenti dei settori viaggio e tempo libero – sono riuscite ad accedere ai mercati.”

Ci sono rischi di default?

“Data la gravità della contrazione economica, mi aspetto un aumento dei default e dei downgrade rispetto ai cicli precedenti. In effetti, secondo i dati di Standard & Poor’s, nel primo trimestre i declassamenti delle società statunitensi sono schizzati al livello massimo in oltre un decennio”.

E’ il momento di acquistare?

“Siamo convinti che le prospettive di ripresa saranno molto specifiche a livello aziendale, settoriale e geografico. Restiamo molto selettivi nelle nostre decisioni d’investimento, che prendiamo analizzando singolarmente ogni titolo. Questo approccio è particolarmente importante nel contesto attuale, in cui i downgrade e i default sono sempre più frequenti. Sapere cosa si acquista aiuta a mitigare i rischi del mercato creditizio in generale”.

Domande frequenti su Mercato del lavoro Usa: il dilemma dell’occupazione

Qual è stata la variazione inattesa nel numero di occupati nel settore non agricolo negli Stati Uniti a maggio?

A maggio, l'economia americana ha creato 2,5 milioni di nuovi posti di lavoro nel settore non agricolo, un dato sorprendente rispetto alle previsioni che indicavano una contrazione di 8,33 milioni di posti di lavoro. Questa variazione positiva ha sorpreso gli analisti e gli osservatori del mercato del lavoro.

Come si è comportato il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti rispetto alle aspettative e al mese precedente?

Il tasso di disoccupazione si è attestato al 13,3%, un valore migliore sia rispetto alle previsioni che lo stimavano vicino al 20%, sia rispetto al dato di aprile, che era del 14,7%. Questo miglioramento indica una ripresa parziale del mercato del lavoro.

Qual è l'importanza del settore non agricolo (non farm payrolls) per l'economia statunitense?

Il settore non agricolo rappresenta circa l'80% dei lavoratori che contribuiscono al PIL statunitense, rendendolo un indicatore chiave della salute economica complessiva del paese. Le variazioni in questo settore hanno un impatto significativo sulla crescita economica.

L'articolo fornisce indicazioni specifiche su quali settori hanno contribuito maggiormente alla creazione di nuovi posti di lavoro?

L'articolo menziona la creazione di 2,5 milioni di nuovi occupati nel settore non agricolo, ma non specifica quali settori abbiano contribuito maggiormente a questa crescita. Fornisce solo il dato aggregato.

L'articolo fornisce una risposta definitiva alla domanda se sia il momento di acquistare?

L'articolo pone la domanda 'E' il momento di acquistare?', ma non fornisce una risposta definitiva. L'articolo si limita a presentare i dati sul mercato del lavoro e il comportamento delle aziende, lasciando al lettore la valutazione della situazione.

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