Mercati al giro di boa, quale scenario?

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I mercati finanziari si apprestano ad archiviare la prima parte dell’anno con una performance migliore delle più rosee aspettative e una bassa volatilità. Sebbene lo scenario rimanga favorevole, siamo sicuri che non ci sia nulla di anomalo? L’analisi di Eurizon

Con il giro di boa ormai prossimo, ci si interroga se lo scenario rimarrà favorevole per i mercati finanziari che da inizio anno mostrano una performance positiva e una bassa volatilità. La chiave di lettura, almeno tra le due sponde dell’Atlantico, sembra essere ancora una volta l’inflazione, insieme alla politica monetaria delle banche centrali, mentre il tema geopolitico così come la Cina non presenta elementi di particolare attenzione. A fare il punto sono gli esperti di Eurizon, secondo i quali il contesto di riferimento di medio termine rimane positivo per i mercati finanziari.

Mercati al giro di boa, qualcosa di anomalo?

La tranquillità dei mercati che, per i più dubbiosi, potrebbe nascondere un eccessivo rilassamento degli investitori, secondo la casa di gestione, “prefigura il tipico contesto di metà ciclo quando, scrollatesi di dosso le paure dell’ultima crisi, l’economia e i mercati viaggiano allo loro tipica velocità di crociera”. Tanto che l’andamento di questo periodo viene definito da Eurizon “postura da metà ciclo”.

Nulla di anomalo, quindi, se non per un aspetto, ovvero i tassi a breve termine oggi abbondantemente superiori all’inflazione. Basta guardare agli ultimi dati per rendersi conto di quanto si sia allargato questo divario: i tassi di riferimento (quelli Fed sono al 5,5%) si confrontano con un’inflazione ormai al 2,5% in Eurozona e al 3,5% negli Stati Uniti.

“La discesa dell’inflazione è stata tanto rapida quanto lo era stata la risalita. – sottolineano da Eurizon – Per questo motivo, le banche centrali mostrano cautela nel rimuovere la restrizione monetaria”. Ma è evidente che la via dell’allentamento sia inevitabile. La Bce, nella riunione dello scorso 6 giugno, ha infatti annunciato il taglio del costo del denaro di 25 punti base, come da attese. Ora, per i mesi successivi i future scontano i tassi scendere al 2,7% a fine 2025. Per quanto riguarda invece la Fed la prima sforbiciata potrebbe avvenire a partire dall’autunno, di fronte a una inflazione ancora sopra il target ma non più in risalita, combinata con dati di attività economica ancora solidi, ma non in accelerazione.

Obbligazionario e azionario, quale view?

Il contesto macroeconomico si riflette sui mercati, soprattutto sull’obbligazionario dove persiste l’inversione della curva. “I tassi a lungo termine più bassi di quelli a breve (curve invertite), più che anticipare previsioni di recessione sempre meno supportate dai dati macro, riflettono, invece, la temporaneità dell’attuale livello dei tassi a breve e ne scontano la futura discesa”, spiegano da Eurizon.

Peraltro, i tassi a lunga scadenza risultano attestati su livelli coerenti con l’attuale fase del ciclo economico. E anche per quanto riguarda le obbligazioni corporate con maggior rischio emittente, la casa di gestione ritiene che si possano trovare valutazioni coerenti con l’attuale fase ciclica.

Anche la valutazione dei mercati azionari è da considerarsi corretta per la fase ciclica e “interessante in ottica di medio termine, anche in termini relativi rispetto al mercato obbligazionario”. Secondo Eurizon, il mercato rialzista dovrebbe proseguire e trovare supporto principalmente nella continuazione del ciclo economico e nella crescita degli utili. “Alle valutazioni attuali, si potrebbe concludere che i mercati già scontano appieno gli utili del 2024, con un semestre di anticipo, ma potrebbero ulteriormente salire man mano che andranno a prezzare i profitti 2025-26”.


Insomma, anche questa è una postura tipica da metà ciclo, nell’ipotesi, condivisibile, che proseguirà per il prossimo futuro.

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