Mercati: nel 2023 le parole d’ordine sono flessibilità e agilità

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Per i mercati il nuovo anno inizia con alcuni importanti interrogativi e rischi. Ecco perché gli investitori dovranno essere pronti a reagire in maniera flessibile e proattiva ai rapidi mutamenti di scenario. Insieme a PGIM Wadhwani scopriamo quali sono e come affrontarli

Recessione, here we go again? Appurato che la domanda non è più “se” andremo incontro a una recessione ma piuttosto “quanto durerà”, il 2023 inizierà portando con sé alcuni importanti interrogativi. In particolare, a far aggrottare le sopracciglia agli investitori vi è, da un lato, il corso che la Federal Reserve statunitense vorrà dare alla propria politica dei tassi e, dall’altro, quale strategia adottare in un contesto di recessione. Ne parliamo con Sushil Wadhwani, Cfo di PGIM Wadhwani.

Tenersi pronti per un ‘atterraggio di emergenza’

Nel 2023 un interrogativo chiave a cui gli investitori cercheranno risposta è quello relativo alla capacità della Federal Reserve di raggiungere o meno un cosiddetto ‘atterraggio morbido’ e di riportare l’inflazione verso la soglia target senza causare una recessione. Porsi questa domanda è cruciale, perché uno scenario di recessione influisce notevolmente sulle prospettive degli utili societari e, conseguentemente, delle azioni. La risposta breve a questa domanda, secondo il Cfo di PGIM, è ‘probabilmente no’. “Sulle base delle nostre analisi, riteniamo che una recessione negli Stati Uniti sia probabile per oltre il 70% e riteniamo che la probabilità di una recessione nell’Eurozona e nel Regno Unito sia persino superiore”.

Attenzione ai rischi sull’equity

Un secondo interrogativo che probabilmente sarà popolare nel 2023 è quello relativo alla strategia da adottare per mitigare il rischio azionario sui portafogli di investimento. Perché non bisogna dimenticare che muoversi sui mercati implica necessariamente essere pronti ad affrontare circostanze sconosciute, le cui conseguenze possono avere effetti importanti sulle diverse asset class.

Negli ultimi anni, infatti, i titoli a reddito fisso (in particolare quelli sovrani) hanno aiutato gli investitori a compensare gli effetti avversi legati alle performance negative della componente equity. Ma nel 2022 le strategie bilanciate non hanno potuto assolvere il proprio ruolo difensivo: le obbligazioni hanno infatti sofferto a causa dell’elevato livello di inflazione e ciò potrebbe continuare durante il 2023. “Azioni e obbligazioni – spiega Wadhwani – sono state scambiate insieme per gran parte di quest’anno, rivelando carenze nei tradizionali sforzi di diversificazione long-only, che realizzano un guadagno solo in funzione di un rialzo del mercato sottostante. Ciò ha fatto sì che le obbligazioni si rivelassero più una zavorra che un salvagente rispetto alle azioni”.

La flessibilità e l’agilità possono aiutare ad affrontare le fonti di incertezza. strategico assumere posizioni short nel primo semestre Innanzitutto occorre ricordare che anche in caso di recessione è possibile cogliere interessanti opportunità e goderne i benefici. “Affinché ciò possa verificarsi – spiega il CFO di PGIM – pensiamo sia strategico assumere posizioni short nel primo semestre. Ove le condizioni di mercato dovessero migliorare nella seconda parte dell’anno, sarà cruciale essere flessibili, passando in maniera reattiva all’acquisto di titoli”. Secondo l’esperto, infatti, l’adozione di strategie direzionali e la diversificazione dei titoli in portafoglio possono migliorare gli sforzi per differenziare le fonti di rendimento.

Un’altra caratteristica con la quale gli investitori dovranno costruire le proprie strategie sarà l’agilità con cui reagire al contesto geopolitico. “Ad esempio, il 2022 è stato ovviamente influenzato in modo significativo dal conflitto russo-ucraino: non dovremmo quindi escludere la possibilità che un accordo di pace possa cambiare radicalmente l’entità e la durata della recessione”, conclude il gestore.

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