Il dollaro perde smalto: verso un cambio di paradigma

La scena è quella di un cimitero con in primo piano un grande simbolo di un dollaro bianco che si staglia in modo evidente sulle altre croci delle tombe. L’allusione va all’eredità, cosa succede quando una persona muore senza figli?

Mentre l’incertezza commerciale sta attraversando tutte le economie, è il dollaro statunitense a frenare bruscamente la sua corsa. La sua epoca di egemonia è ormai arrivata agli sgoccioli?

I timori di aprile che la volatilità americana travolgesse tutti i mercati affondandoli oggi sembrano solo un ricordo sbiadito. Non solo i mercati azionari hanno recuperato le perdite, ma in alcuni casi hanno anche toccato nuovi massimi storici, non solo negli Stati Uniti.

D’altro canto, la nuova ondata di ottimismo non ha attraversato tutti i settori e anzi, c’è un asset specifico che non solo non ha visto la ripresa, ma sembra tornato a vent’anni fa: il dollaro americano. Guardando ai dati, l’indice del biglietto verde, il DXI, è crollato del 10% rispetto al suo picco di gennaio, mentre invece le valute emergenti crescono, con l’Asia Dollar Index che ha segnato un rally del 3,5% rispetto al dollaro.

L’egemonia del dollaro è forse arrivata alla sua fine? Per quanto ancora il biglietto verde verrà utilizzato come bene rifugio? La realtà è che parlare della fine dell’epoca d’oro della valuta statunitense potrebbe essere ancora fin troppo prematuro. Come sottolineato da Talib Sheikh, gestore di portafoglio di Fidelity International, “il 54% del valore dei beni esportati, il 57% delle riserve in valuta estera e l’88% del trading globale in valuta estera restano o continuano ad avvenire in dollari”.

Il dollaro cambia rotta: cosa sta succedendo

Il ritorno di Trump alla Casa Bianca ha, senza dubbio, portato nuova volatilità sul mercato e indebolito il dollaro, ma queste tendenze erano già in atto ben prima delle elezioni dello scorso anno. Sheikh sposa la tesi secondo cui già “il sequestro delle riserve russe nel 2022 avesse sollevato dubbi sulla sicurezza degli asset in dollari”. Ma in generale, a contribuire a questo cambiamento di rotta, oggi sono tre fattori principali:

  • Politiche commerciali aggressive da parte degli Stati Uniti, che minacciano di interrompere il riciclaggio di capitali
  • Una valuta già ampiamente sopravvalutata
  • Un mutamento nelle preferenze, il biglietto verde non è più la prima scelta degli investitori

Negli ultimi mesi l’equilibrio economico sta cambiando, riaprendo le porte al protezionismo e alla chiusura con cui gli Stati erano stati obbligati a convivere nel 2019. Ora però la causa non è più da cercare in una pandemia, ma nelle decisioni dei grandi leader politici globali, Trump in prima linea. Un mondo globalizzato, con i beni importanti finanziati da consistenti afflussi verso gli asset statunitensi, aveva messo il biglietto verde sotto i riflettori, ma oggi non è più così. Che sia chiaro, immaginarsi un’inversione di questa tendenza pluriennale nel breve periodo è impensabile, ma un rallentamento è innegabile: “il dollaro ha perso parte della sua eccezionalità”.

Dal dollaro all’oro: gli investitori cambiano le preferenze

Nei periodi di instabilità e incertezza il dollaro è sempre stato visto come valuta rifugio, perfetta per diversificare il portafoglio. Storicamente, infatti, nei periodi di avversione al rischio, il biglietto verde tende ad apprezzarsi, ma ad aprile questo pattern si è invertito. Dopo l’annuncio del Liberation Day, azioni, obbligazioni e dollaro sono cadute simultaneamente, rendendo gli Stati Uniti il vero e proprio epicentro dell’incertezza.

“Ma non saltiamo a conclusioni affrettate. Gli Stati Uniti sono ancora il mercato dei capitali più liquido e profondamente integrato a livello globale. Le aziende statunitensi non hanno mai smesso di innovare”, sottolinea l’esperto. Nel frattempo, le discussioni su una possibile proroga delle scadenze obbligazionarie, le penalizzazioni previste per gli attori non statunitensi, il deficit crescente e un’inflazione ancora persistente sembrano suggerire che il momento d’oro del dollaro – e degli Stati Uniti nel loro complesso – stia volgendo al termine.

di Matilde Sperlinga

Giornalista, in We Wealth si occupa di mercati, con un focus su geopolitica e venture capital. Laureata in Scienze Politiche e Filosofia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.

Domande frequenti su Il dollaro perde smalto: verso un cambio di paradigma

Qual è la situazione attuale del dollaro americano rispetto ai mercati azionari?

Mentre i mercati azionari, inclusi quelli statunitensi, hanno recuperato le perdite di aprile e toccato nuovi massimi storici, il dollaro americano non ha beneficiato di questa ondata di ottimismo. Sembra aver subito un arretramento significativo, tornando a livelli che non si vedevano da vent'anni.

Cosa suggerisce il comportamento del dollaro americano riguardo alle preferenze degli investitori?

Il fatto che il dollaro americano non stia seguendo la ripresa degli altri mercati suggerisce un possibile cambiamento nelle preferenze degli investitori. Questo potrebbe indicare un minore interesse verso il dollaro come asset di investimento sicuro o redditizio.

Quali erano i timori di mercato ad aprile e come si sono evoluti?

Ad aprile, i timori principali riguardavano la volatilità americana che avrebbe potuto affondare tutti i mercati. Tuttavia, questi timori sembrano ora un ricordo sbiadito, dato il recupero e i nuovi massimi toccati dai mercati azionari.

Il recente ottimismo sui mercati ha interessato tutti gli asset allo stesso modo?

No, il nuovo ottimismo non ha attraversato tutti i settori in modo uniforme. In particolare, il dollaro americano è un asset specifico che non ha visto la ripresa, mostrando un andamento contrario rispetto ad altri mercati.

Quali dati vengono menzionati come rilevanti per comprendere la situazione del dollaro?

L'articolo fa riferimento a dati specifici per analizzare la situazione del dollaro americano. Sebbene non vengano forniti dettagli sui dati stessi, si sottolinea la loro importanza per comprendere il recente indebolimento della valuta.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

Come diversificare il portafoglio ora che il dollaro non è più un bene rifugio?

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