Trimestrali: fari sulle Big Tech dopo il tonfo da 1.520 miliardi

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In tre settimane le Magnifiche 7 hanno registrato un calo di capitalizzazione record: per alcuni analisti è una chance di acquisto

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Gli investitori aspettano al varco le trimestrali di quattro fra le Magnifiche sette azioni tecnologiche questa settimana, ma il vento non sembra essere dei più favorevoli.

La crescita economica superiore alle aspettative nel secondo trimestre e il rientro dell’inflazione registrata a giugno hanno spinto gli investitori a riposizionarsi su azioni con valutazioni meno elevate: società più piccole che potrebbero beneficiare in maggior misura di un andamento positivo dell’economia e di un costo del denaro più basso.

Per le Big Tech le aspettative sulla crescita sono fissate molto in alto: la settimana scorsa Alphabet e Tesla hanno deluso le aspettative, registrando ribassi. Martedì sera tocca Microsoft, mercoledì a Meta, giovedì ad Amazon e Apple.

Come sta andando la tecnologia a Wall Street

Per il momento, i dati complessivi indicano che il settore tecnologia si sta rivelando uno dei meno brillanti rispetto alle attese: al 26 luglio il 23,8% delle società tech che hanno riportato i conti del secondo trimestre hanno fatto meno bene del previsto, contro una media del 15% per l’intero S&P 500, ha affermato LSEG sulla base di 206 trimestrali su 500. Molta attenzione sarà rivolta, quindi, ai conti delle Big Tech in uscita questa settimana, dopo che in tre settimane le Magnifiche sette hanno perso la cifra record 1.520 miliardi di dollari in capitalizzazione di mercato.


Gli analisti non sono uniformi nell'interpretare quale potrebbe essere la durata della rotazione verso le società più piccole e se, a questo punto, ci sia una opportunità d'acquisto a prezzi scontati sulla tecnologia.

“Le valutazioni tecnologiche sono diventate nuovamente attraenti”, ha affermato il team di Ubs Wm, guidato da Mark Haefele, “pensiamo che il settore tecnologico dovrebbe trovare supporto nelle prossime settimane e riprendere la sua leadership. In effetti, il recente calo crea un'opportunità di rientro, a nostro avviso, specialmente per quelle aziende con una forte visibilità della crescita degli utili”.

Secondo Ubs la rotazione verso le small cap americane è stata guidata in parte anche da fattori tecnici, in particolare da un aumento significativo nell'acquisto di opzioni call, opzioni che danno il diritto di acquisto a chi le sottoscrive. Le banche o altre istituzioni che vendono queste opzioni call devono coprire le loro posizioni comprando le azioni sottostanti, il che genera un aumento ancor più pronunciato. Fenomeni come questo, però, si diradano dopo circa un mese ha affermato il team di Haefele.

Le difficoltà di sorprendere ancora, e il nodo AI

La crescita economica potrebbe però allargare le prospettive della crescita degli utili aziendali anche per le aziende le cui valutazioni sono rimaste indietro, in un contesto in cui le Big Tech restano ancora “care” in termini assoluti. Nvidia, ad esempio ha un prezzo pari a 35,5 volte gli utili attesi a 12 mesi, Tesla 78,3 volte. Con valutazioni elevate, è più difficile impressionare gli investitori e giustificare un nuovo slancio verso l'alto dei prezzi.


Anche in presenza di forti incrementi negli utili, come nel caso di Alphabet che ha battuto le attese con una crescita del 28%, il mercato può comunque reagire male ad altri dettagli contenuti nei risultati – nel dettaglio sulle spese in conto capitale. Una delle domande che da qualche tempo gravita nelle menti degli analisti, infatti, è quanta parte dei massicci investimenti in AI da parte dei colossi tecnologici potranno tradursi in un'efficace monetizzazione futura. Per gli analisti di Wedbush, la questione non dovrebbe essere assimilata agli investimenti poco felici sul tema metaverso che avevano affossato Meta nel 2022.


"Crediamo che questa svendita di titoli tecnologici sarà di breve durata man mano che il mercato digerirà meglio i risultati e i commenti del settore tecnologico più ampio nelle prossime settimane durante la stagione degli utili”, hanno commentato giovedì gli analisti di Wedbush, "siamo all'inizio… non alla fine di questo mercato rialzista tecnologico a nostro avviso, alimentato da questa ondata di spese legate all'AI che è alle porte”.

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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