Quali sono gli orologi che sono stati sulla Luna? Una corsa nel tempo e nello spazio pt.2

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Dallo Sturmanskie all’Omega Speedmaster professional (poi incoronato ‘Moonwatch’, l’orologio della Luna): quali sono stati gli orologi che sono riusciti a guardare la Terra dalla Luna?

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Se fino ad adesso abbiamo parlato di orologi progettati per guardare la Luna dalla Terra, facendo “un piccolo passo” non possiamo non citare gli orologi che sono riusciti a guardare la Terra dalla Luna. Era il 12 Aprile del 1961 quando Yuri Gagarin portava con sé, nel primo giro in orbita di un uomo, il suo orologio. Si trattava di un semplice solo tempo, lo  Sturmanskie, unico oggetto non progettato appositamente per compiere un viaggio in orbita di soli 108 minuti. Da quel giorno e per i successivi anni fu un susseguirsi di eventi legati alla conquista della luna da parte dell’Urss e degli Usa che volevano primeggiare in questa gara.

La Nasa e il bando per l’orologio nello spazio

Nel 1964 la Nasa aprì un bando per decidere che orologio mandare nello spazio. Si racconta che già due anni prima l’astronauta Schirra utilizzò un proprio Omega Speedmaster con ref. CK 2998, soprannominato successivamente “FOIS” (First Omega in Space), per le missioni spaziali e che in seguito fu proprio lui a consigliare l’utilizzo di orologi cronografi in quanto molto utili per tenere il tempo durante le attività in spaziali.

Al bando si presentarono quattro maison: Hamilton, che propose un orologio da tasca subito scartato; Longines-Wittnauer, Rolex, che presentò la ref. 6238, un “Pre-Daytona” facente parte dalla linea dei cronografi che successivamente venne nominata “Cosmograph” in omaggio alle imprese spaziali che si augurava di compiere (il destino aveva un altra strada per questo modello, diventato il cronografo più famoso al mondo); ed infine Omega con il suo Speedmaster, linea prodotta dal 1957 che divenne “professional” una volta testata.


Rolex, Chronograph Ref. 6238 “Pre-Daytona”. Courtesy: Davide Parmeggiani

I test furono molto severi e tutti gli orologi ne uscirono molto usurati. Solo uno (c’è comunque da dire, con molte difficoltà e problemi) riuscì a uscirne ancora funzionante. Nel ‘65 la Nasa ordinò 97 Omega Speedmaster ref. 105.003, modello usato anche dal celebre astronauta Ed White dal quale prese il soprannome. Quattro anni dopo, Neil Armstrong e poi Buzz Aldrin, con indosso il loro Omega Speedmaster Professional, posarono i piedi sul suolo lunare per la prima volta nella storia umana.


Buzz Aldrin insieme al primo orologio approdato sulla luna – Omega, Speedmaster Professional, Ref. 105.012

Gli altri orologi sulla Luna

Moltissimi furono gli orologi che in realtà riuscirono ad arrivare in orbita, per vie ufficiali o per scelta degli astronauti. Tra questi è giusto menzionare Bulova con il prototipo del Lunar Pilot, del quale si racconta che la cassa dell’orologio fosse prodotta da Universal Geneve, maison che in quel momento era di proprietà del gruppo Bulova. Questo prototipo venne usato durante la terza passeggiata lunare, dove venne testata la famosa teoria di gravità. Degno di nota è anche il Seiko Ref. A829, uno dei modelli più amati dagli astronauti tra gli anni ’70 e ’90, di cui un esemplare è stato battuto per oltre 20mila euro da Sotheby’s nel 2021 nel corso dell’asta dedicata all’esplorazione spaziale. Questo modello venne successivamente rimpiazzato dal Casio DW5600C e infine ancora da Omega, che nel ‘98 propose una linea di orologi, la X-33, appositamente progettata per le missioni spaziali.


Seiko, Sport 100 Ref. A829-6019. Courtesy: Sotheby’s

Un classico contemporaneo: il Moonwatch e il MoonSwatch

Queste avventure spaziali hanno incoronato l’Omega Speedmaster professional come  “Moonwatch”, l’orologio della luna. Omega nel corso degli anni ha progettato e immesso nel mercato innumerevoli versioni a tiratura limitata di questo modello, come la versione “albina” con il quadrante bianco, solo per il mercato italiano, o quella con Snoopy, diventato un talismano portafortuna delle missioni spaziali. Insomma, un semplice orologio è divenuto un’icona talmente popolare che nel 2022 persino il gruppo Swatch, proprietaria dell’omonimo brand e del marchio Omega dagli anni ’90, ha deciso di dedicare una collaborazione proponendo il MoonSwatch in varie versioni giocando con materiali e colori. Questa soluzione pop si inserisce all’interno di una strategia già adoperata dal brand negli anni ’80 per mantenere alto l’interesse per gli orologi tra i collezionisti in seguito all’arrivo dei movimenti al quarzo, che avevano messo in forte difficoltà il settore di orologeria meccanica.

Illustrazione in bianco e nero di un uomo con i capelli divisi da una riga laterale che indossa una giacca con fantasia e un dolcevita nero. Sta sorridendo leggermente ed è inquadrato da uno sfondo bianco semplice.

di Cosimo Di Lellis

Originario di Milano, Cosimo Di Lellis cresce immerso in un ambiente culturalmente stimolante, che lo spinge fin da giovanissimo a esplorare le molteplici forme dell’arte e del collezionismo. Grazie a una fervida curiosità e a una scrupolosa dedizione alla ricerca, sviluppa una passione particolare per l’orologeria, scaturita dall’eredità di un orologio ricevuto dal nonno. Questo amore improvviso diventa il fulcro della sua carriera nel mondo delle aste. Si specializza infatti presso la rinomata Casa d’Aste Il Ponte di Milano affianco all’esperto Luca Manzoli, con il quale segue ormai da tempo il dipartimento cercando di distinguersi sul territorio nazionale per la conoscenza approfondita e la competenza nel settore.

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