A cinque anni dalla Laudato Sii: gli investimenti etici per un mondo sostenibile

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Non è facile prevedere il futuro, ma certamente con le nostre azioni possiamo renderlo più sostenibile e anche il nostro modo di investire può fare la differenza

Nel medio e nel lungo periodo, le aziende che rispettano determinati criteri di sostenibilità possono offrire un maggiore potenziale di crescita

Si può iniziare oggi a rendere migliore il domani

Ho avuto il piacere di partecipare in presenza, la settimana scorsa, all’evento organizzato da Radio Vaticana e da SudTirol Bank, in collaborazione con una serie di società di gestione.

Il titolo dell’evento era: “A cinque anni dalla Laudato Sì. Gli investimenti etici per un mondo sostenibile.”

L’obiettivo dell’incontro è stato quello di dare un servizio agli enti ecclesiastici curando quelli sono i dettami della “Laudato Sì”, enciclica che riprende il Cantico delle Creature di San Francesco.

 

Fra i vari interventi che si sono susseguiti da parte di istituzioni finanziarie ed ecclesiastiche, mi ha colpito quando il Cardinal Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, ha raccontato questo brano tratto da un testo arabo: «Dio creò il mondo come un giardino rigoglioso, fitto di alberi, pullulante di sorgenti, costellato di prati e di fiori. Là aveva deposto gli uomini e le donne ammonendoli: “A ogni cattiveria che commetterete io lascerò cadere un granello di sabbia”. Ma gli uomini e le donne, indifferenti e frivoli, si dissero: “Che cos’ è mai un grano di sabbia in una così immensa distesa di verde?”. E si misero a vivere in modo fatuo e vano, perpetrando allegramente piccole e grandi ingiustizie. Essi non s’ accorgevano che, a ogni loro colpa, il Creatore continuava a calare sul mondo i granelli di sabbia aridi.

“Per questo” ha concluso il Cardinal Ravasi “il mondo sta diventando un deserto. Non ci sono due crisi separate, bensì una sola grande crisi socio-ambientale.”

Anche le persone che sono totalmente lontano dal concetto di finanza sostenibile, si rendono perfettamente conto che la finanza deve diventare strumento per la crescita e la sostenibilità.

Dalle relazioni è emerso chiaramente il merito principale della “Laudato Sì”: quello di avere evidenziato che il problema ambientale non è la malattia, ma la conseguenza di una visione antropologica deviata, la quale a sua volta da luogo a degli stili di vita, dei comportamenti deviati anche in relazione all’ambiente.

Per noi operatori del settore è apparso evidente, al termine dell’incontro, che il nostro lavoro può aiutare a collegare la finanza all’economia reale, investendo in società caratterizzate da modelli di business innovativi, che offrono soluzioni alle problematiche ambientali e sociali.

E’ un modo di fare business in cui credo fermamente: unire sempre più sostenibilità e performance finanziaria, investire per uno sviluppo sostenibile e su progetti di valenza sociale. Si può iniziare oggi a rendere migliore il domani. 

Non è facile prevedere il futuro, ma certamente con le nostre azioni possiamo renderlo più sostenibile e anche il nostro modo di investire può fare la differenza.

Sono stati fatti alcuni esempi di soluzioni tematiche innovative e di strategie che impattano maggiormente sull’avvenire dell’uomo: la scarsità delle risorse, i cambiamenti climatici, le dinamiche di crescita della popolazione, quelle strategie che si occupano di economia circolare, quel sistema economico pensato per potersi rigenerare da solo e pianificato per riutilizzare i materiali in successivi cicli produttivi come, ad esempio, la valorizzazione degli scarti, l’estensione del ciclo di vita dei prodotti o l’utilizzo di fonti rinnovabili.

Nel medio e nel lungo periodo, le aziende che rispettano determinati criteri di sostenibilità possono offrire un maggiore potenziale di crescita. Per questo motivo, nelle scelte di investimento, la ricerca del rendimento e la responsabilità dell’azienda, non sono più due opzioni separate o in contrasto.

di Calini Bernardo

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