Outlook Cina per il 2023: l’ottimismo da riapertura durerà?

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La Cina ha da poco abbandonato la politica covid zero, ma le prospettive di crescita rimangono incerte. Cosa aspettarsi dal 2023? Parola a Capital Group

I primi scorci del 2023 hanno visto i mercati improntati all’ottimismo con la sponda di un’inflazione che sta iniziando a diminuire. Tuttavia le incertezze geopolitiche e sanitarie, l’aria di recessione e il basso livello di fiducia dei consumatori, sono delle incognite in agguato per i prossimi mesi. E questo, secondo Capital Group, è vero anche per la Cina.

La Cina sta ancora portando con sé lo strascico della pandemia e solo verso la fine del 2022 ha abbandonato la politica zero covid. L’8 gennaio ha riaperto i confini al turismo internazionale senza più obbligo di quarantena.

L’impatto delle restrizioni ha pesato in questi anni sull’economia del dragone, la crescita non si è fermata, ma il ritmo è fortemente rallentato. La crescita del PIL del 2022 è stimata ben al di sotto del 2021 (anno di forte crescita, con l’8,11% perché immediatamente successivo alla pandemia). Il Fondo monetario internazionale ha previsto una crescita nel 2022 intorno al 3,2%, mentre il presidente cinese Xi Jinping sembra molto più ottimista, aspettandosi che il PIL annuale abbia superato i 120mila miliardi di yen (17,4mila miliardi di dollari), con dunque una crescita superiore al 4,4%.

Cosa aspettarsi invece dal 2023? Senza dubbio l’abbandono, almeno parziale della politica zero covid aiuterà l’intera economia a rialzarsi, tuttavia, secondo Stephen Green, Asia economist di Capital Group, le previsioni del Fondo monetario internazionale, che immagina una crescita del 4,4% per questo nuovo anno, sono troppo ottimiste. “Per il 2023 mi aspetto una crescita del PIL tra il 3% e il 4% e un’inflazione che raggiungerà il 2,5%, proprio per questo immagino che la crescita nominale si assesterà intorno al 6%”, spiega l’esperto.
Il rallentamento economico dovrebbe impattare anche sulla crescita degli utili che potrebbe deludere le aspettative considerando che il recente passato evidenzia una forte correlazione tra PIL cinese e crescita degli utili. Questo, a detta di Green, potrebbe agire da freno alla ripresa dell’azionario cinese anche se in parte il mercato già sconta uno scenario di debolezza degli utili.

Sebbene il dietrofront sulla politica zero covid agirà da spinta per rilanciare la spesa al consumo, grazie anche al turismo, questo non sarà in grado di risolvere tutti i problemi. Il livello di disoccupazione rimane molto alto, basti pensare che solo a novembre ha raggiunto il 5,7%, dato mai visto prima della pandemia, secondo Statista, il reddito famigliare e la possibilità di avere prestiti sono diminuiti radicalmente e con loro anche il livello di fiducia dei consumatori. Tutto questo sta avendo e ha avuto un impatto molto forte sul mercato immobiliare che, negli ultimi anni, ha inciso direttamente e indirettamente il 25% del Pil della Cina. Se l’obiettivo è quello di modificare questa situazione, è fondamentale alzare gli stipendi, così da dare fiato alla domanda interna. Tuttavia vi sono ancora moltissime incognite.

Per avere una previsione più accurata su cosa possiamo effettivamente aspettarci dal 2023 bisognerebbe capire quanto grave sarà l’ondata di covid di questo inverno: alleggerire le politiche restrittive significa che il virus girerà molto più rapidamente e bisogna anche ricordarsi che, nonostante il 76,6% della popolazione over-80 sia vaccinata, questa è stata unicamente sottoposta alla prima dose, il 65,8% ha ricevuto anche la seconda e solo il 40,4% ha ricevuto anche una dose booster, secondo la Commissione nazionale della salute cinese. È quindi naturale aspettarsi che a livello locale possano essere introdotte nuovamente delle politiche restrittive, per abbassare la curva dei contagi.

Crisi sanitaria che potrebbe comunque allentare la presa dopo l’inverno. “Mi aspetto – conclude Green – che il dragone tornerà vicino alla normalità intorno alla primavera del 2023, tuttavia dubito che la crescita economica rispetterà le alte aspettative”.

di Matilde Sperlinga

Giornalista, in We Wealth si occupa di mercati, con un focus su geopolitica e venture capital. Laureata in Scienze Politiche e Filosofia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.

Domande frequenti su Outlook Cina per il 2023: l’ottimismo da riapertura durerà?

Qual è stato il sentimento prevalente nei mercati all'inizio del 2023, secondo l'articolo?

All'inizio del 2023, i mercati hanno mostrato un certo ottimismo, supportato da segnali di diminuzione dell'inflazione. Questo clima positivo, tuttavia, è stato temperato da diverse incertezze.

Quali sono le principali incognite che potrebbero influenzare l'outlook per la Cina nel 2023?

Le principali incognite includono le incertezze geopolitiche e sanitarie, il rischio di recessione economica e il basso livello di fiducia dei consumatori. Questi fattori rappresentano potenziali sfide per la crescita economica cinese.

Quale politica ha abbandonato la Cina verso la fine del 2022?

Verso la fine del 2022, la Cina ha abbandonato la politica zero Covid, una strategia che aveva avuto un impatto significativo sull'economia e sulla società.

Quale società di investimento è menzionata nell'articolo in relazione all'outlook per la Cina?

Capital Group è menzionata nell'articolo come fonte di analisi e prospettive sull'outlook economico per la Cina nel 2023.

Oltre all'inflazione, quali altri fattori economici sono menzionati come rilevanti per l'outlook cinese?

Oltre all'inflazione, l'articolo menziona la possibilità di una recessione e il basso livello di fiducia dei consumatori come fattori economici rilevanti per l'outlook cinese nel 2023.

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