Outlook mercati: per i bond spiragli di luce con Fed meno aggressiva

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La Federal Reserve ha finito il 2022 rallentando il ritmo forsennato di rialzo dei tassi. Guardando al 2023 l’inflazione rimane un problema, a cui si aggiunge il rischio concreto di una recessione. I gestori di portafoglio fixed income di Capital Group si sono chiesti quali siano in tale contesto le prospettive per le obbligazioni

Quello che va a concludersi è stato un anno decisamente difficile per i mercati obbligazionari, con le banche centrali che hanno velocemente riportato in alto il livello dei tassi di interesse al fine di contrastare gli elevati livelli di inflazione. Dopo ben sette rialzi consecutivi da parte della Federal Reserve, che a dicembre ha portato il costo del denaro ai massimi a 15 anni, la fine della fase di stretta monetaria appare più vicina e gli investitori si interrogano sulla possibilità che il 2023 porterà in dote una minore volatilità dell’obbligazionario. 

I funzionari Fed nell’ultimo meeting del 2022 hanno rallentato il ritmo di rialzo dei tassi, sottolineando però che continueranno ad aumentare i tassi fino a circa il 5% il prossimo anno. L’inflazione è sì in rallentamento, ma resta ostinatamente elevata. In aggiunta l’attività economica è vista in deciso rallentamento con concreti timori recessivi.

Nel caso, quanto ampia o profonda sarà la recessione? Le banche centrali di tutto il mondo continueranno ad alzare i tassi per contenere l’inflazione anche con l’attività economica in contrazione?

L’impatto degli aumenti dei tassi si vedrà nei prossimi mesi, probabilmente sotto forma di maggiore disoccupazione, minori opportunità di lavoro e calo delle vendite al dettaglio”, afferma Ritchie Tuazon, fixed income portfolio manager di Capital Group

Finora l’economia USA ha tenuto sorprendentemente bene, ma questo potrebbe tradursi in un effetto boomerang lato inflazione. “I problemi delle catena di approvvigionamento sembrano essersi risolti da soli, ma la carenza di manodopera e la persistente crescita salariale potrebbero mantenere l’inflazione al di sopra del target del 2% della Fed per qualche tempo”, afferma Tuazon. In aggiunta i rischi geopolitici potrebbero ulteriormente minare gli sforzi della Fed. 

L'inflazione rimane alta nei vari paesi



Risvolti di una possibile stagflazione 

Il rischio è che si vada verso una fase di stagflazione. Il tanto temuto mix di crescita economica stagnante, elevata disoccupazione e prezzi alle stelle richiede un approccio attivo agli investimenti obbligazionari. Gli esperti fixed income di Capital Group vedo opportunità specifiche all’interno della curva dei rendimenti dei Treasury e tra i titoli di Stato indicizzati all’inflazione”.

Il ruolo del reddito fisso come zavorra di portafoglio quando le azioni sono in calo non è stato di aiuto, in quanto la Fed ha continuamente spinto al rialzo le aspettative sui tassi.

Quello che è successo quest’anno, con azioni e obbligazioni cadute in tandem, è un evento abbastanza raro. Il 2022 è l’unica volta che si è verificato da 45 anni. Questo perché la Fed ha fatto rialzi aggressivi in un momento in cui i tassi erano vicini allo zero. 

Nel 2023 la musica dovrebbe cambiare con un disaccoppiamento tra azioni e bond in concomitanza con il calmarsi dell’inflazione. “Una volta che la Fed avrà rivisto la sua politica monetaria molto aggressiva, le obbligazioni di alta qualità dovrebbero nuovamente offrire stabilità relativa e un reddito maggiore”, argomenta Pramod Atluri, gestore di portafoglio di capital Group.

Il nuovo anno dovrebbe vedere le paure legate alla recessione prendere il centro della scena. Il rallentamento della crescita e la moderazione dell’inflazione sono una buona cosa per il reddito fisso di alta qualità e dovrebbero portare a rendimenti più bassi e a prezzi delle obbligazioni più alti. Restare in disparte potrebbe dire rinunciare al potenziale per un rendimento totale ancora più elevato. Le valutazioni sono attraenti secondo Atluri e quindi il consiglio è un aumento selettivo sul credito societario. 


Posizionarsi già prima che la Fed ultimi il lavoro

Storicamente, investire prima dell’ultimo aumento dei tassi in un ciclo ha ripagato. Negli ultimi 40 anni, ci sono stati sei cicli di aumento che offrono cinque anni di dati di rendimento. L’acquisto regolare di obbligazioni per un anno a partire da sei mesi prima dell’ultimo rialzo del tasso della Fed in ciascuno di questi cicli avrebbe reso tra il 3,3% e l’1,2% nei primi 12 mesi. A lungo termine, quell’investimento su base annuale avrebbe fornito un rendimento totale annuo a cinque anni tra il 5,9% e il 15,6%. 

Tornando alla situazione attuale, nonostante il contesto incerto, i consumatori continuano a spendere. “Ciò ha contribuito a mantenere i bilanci societari in condizioni piuttosto buone”, afferma Damien McCann, responsabile dei portafogli a reddito fisso di Capital Group. Il potenziale di rendimento per le obbligazioni societarie investment grade ai livelli attuali risulta quindi allettante, anche se gli esperti fixed income di Capital Group si aspettano che la qualità del credito si indebolisca con il rallentamento dell’economia. In questo contesto, i settori difensivi come l’assistenza sanitaria, l’edilizia e la vendita al dettaglio si fanno preferire. 

Anche le obbligazioni ad alto rendimento appaiono interessanti rispetto a un rallentamento economico, e i loro prezzi sono scesi drasticamente. Inoltre il mercato ha già sconta l’incremento dei default, che potrebbe ancora aumentare in caso di profonda recessione. “La qualità del credito sottostante della classe di attivi è notevolmente migliorata dal 2008. Mi aspetto che i fondamentali si indeboliscano d’ora in poi, quindi sto posizionando i fondi che gestisco per avere meno esposizione ai titoli ciclici di consumo come l’automobile e il tempo libero, poiché la domanda dei loro prodotti e servizi probabilmente si attenuerà”, spiega David Daigle, gestore obbligazionario di Capital Group. 

In conclusione, dopo un anno difficile per le obbligazioni, quali sono le ragioni per essere ottimisti? L’inflazione si è moderata, e gli aumenti dei tassi della Fed probabilmente toccheranno il picco in un futuro non troppo lontano. In aggiunta, rimarca Capital Group, i rendimenti più elevati e lo spettro di una recessione potrebbero far tornare gli investitori alle obbligazioni in cerca di relativa stabilità e reddito. Gli odierni rendimenti iniziali offrono un punto di ingresso allettante per gli investitori e forniscono un cuscinetto ad un’ulteriore volatilità.

di Titta Ferraro

Giornalista professionista dal 2006, laureato in Economia presso l’Università Bocconi di Milano. In We Wealth scrive di mercati, economia e investimenti, curando anche i progetti editoriali legati agli Etf.

Domande frequenti su Outlook mercati: per i bond spiragli di luce con Fed meno aggressiva

Qual è stato il principale fattore che ha influenzato negativamente i mercati obbligazionari nell'ultimo anno?

L'aumento rapido dei tassi di interesse da parte delle banche centrali, implementato per contrastare l'inflazione elevata, ha rappresentato una sfida significativa per i mercati obbligazionari.

Qual è la prospettiva futura per i mercati obbligazionari, secondo l'articolo?

L'articolo suggerisce che la fine della fase di stretta monetaria da parte della Federal Reserve potrebbe rappresentare un 'spiraglio di luce' per i mercati obbligazionari, aprendo nuove opportunità per gli investitori.

Quale azione specifica ha intrapreso la Federal Reserve che viene menzionata nell'articolo?

La Federal Reserve ha effettuato sette rialzi consecutivi dei tassi di interesse, portando il costo del denaro ai massimi degli ultimi 15 anni entro dicembre.

Quale interrogativo si pongono gli investitori riguardo alla Federal Reserve?

Gli investitori si chiedono se la Federal Reserve stia per terminare la sua politica di inasprimento monetario, dato che la fine della fase di stretta appare più vicina.

Quale strategia di investimento viene suggerita implicitamente nell'articolo?

L'articolo suggerisce di 'posizionarsi già prima che la Fed ultimi il lavoro', implicando che potrebbe essere vantaggioso investire prima che la politica monetaria diventi meno restrittiva.

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