Servizi finanziari e bancari cross border, con un approccio olistico-glocal

È l’innovazione nei servizi finanziari e bancari cross border che permette di risolvere alcuni trade off posti finora alla clientela, specialmente se dalle esigenze complesse come hnw e uhnw

Offrire servizi finanziari e bancari cross border, ma con un approccio olistico-glocal. Mitigare il rischio paese, gestendo al contempo le difficoltà logistiche derivanti dall’assenza di un intermediario domestico con cui poter interagire liberamente e frequentemente. Mantenere alta l’attrattività della propria consulenza, non penalizzata dalla mancanza di personalizzazione, specialmente per una clientela dalle esigenze complesse come quella high net worth e ultra high net worth. Trade off cui l’investitore fiscalmente residente in Italia ma con detenzione di asset all’estero potrà ora non essere più costretto, nel pieno rispetto dei framework regolamentari e fiscali locali e internazionali. Il merito va all’innovazione, capace di rispondere a necessità finora inascoltate. Ne parla Objectway in una conferenza dedicata.
L’innovazione nei servizi cross border in ambito finanziario e bancario sarà oggetto della conferenza dal titolo “Innovazione nei Servizi Cross Border per il Private Banking” che si terrà mercoledì 15 settembre, ore 09:00 al MiCo – Milano Congressi, in occasione del Salone del Risparmio.

I trade off nei servizi cross border, finora

La Borsa Italiana definisce il rischio paese come il rischio di insolvenza di operatori pubblici e privati legato all’area geografica di provenienza, indipendente dalla loro volontà e dipendente, invece, da variabili politiche, economiche e sociali. Un rischio “cui non sembrano essere sottoposte alcune piazze finanziarie nel mondo, la cui buona reputazione si è sedimentata attraverso una costante prova di stabilità e affidabilità nel tempo”, spiega Gianbattista Geroldi, CEO di Objectway Italia. La conseguenza? “Per la clientela UHNW, in particolare, è possibile accedere a investimenti cross border, gestendo una parte del patrimonio in altri paesi e garantendo al contempo importante diversificazione del rischio senza particolari oneri”. Le implicazioni? “Ci sono alcuni elementi da considerare nella costruzione e nella messa in esercizio di un modello cross border correlato ai servizi di consulenza patrimoniale: disporre di una piattaforma tecnologica in grado di uniformare i processi operativi ed evolvere secondo i trend globali, operare in piena conformità ai requisiti regolamentari e fiscali locali e internazionali, ed evitare le conseguenze negative in termini di efficacia dell’attività di consulenza”.

Una conferenza dedicata

Come risolvere i trade off nei servizi cross border? “È possibile, ma molto complesso da un punto di vista organizzativo”, continua l’esperto di Objectway. Anzitutto è richiesta la presenza di realtà affermate e autorizzate sia nel paese di domicilio che nel paese estero. Tuttavia, “la complessità di progettazione, sviluppo organizzativo e di adeguamento dell’infrastruttura tecnologico-applicativa a supporto del business model rende necessario l’ingaggio di un partner altamente qualificato in grado di valorizzare gli elementi distintivi delle istituzioni finanziarie che partecipano al modello abilitandone il potenziale sinergico. Un interlocutore esperto e competente non solo sulle componenti di sviluppo applicativo e sull’interpolazione di differenti quadri normativi e requisiti internazionali, ma anche e soprattutto riconosciuto per esperienza e innovazione nella progettazione di modelli di business all’avanguardia, con una metodologia già collaudata in contesti simili, per limitare il rischio operativo e disporre di best practice che consentano di ridurre i tempi di realizzazione”, conclude Geroldi.
Al ruolo dell’innovazione nei servizi finanziari e bancari cross border sarà dedicata la conferenza Innovazione nei Servizi Cross Border per il Private Banking, organizzata da Objectway durante l’edizione 2021 del Salone del Risparmio. Nell’incontro sarà illustrato come Cassa Lombarda e PKB Privatbank, con l’importante contributo di Objectway, stiano sviluppando un nuovo Target Operating Model a supporto dei servizi di consulenza e gestione patrimoniale, in un confronto sulle sfide necessarie per rispondere alle necessità regolamentari, organizzative e di integrazione tecnologica.

 

SPECIALE EVENTO

Partecipa alla conferenza di Objectway
Mercoledì 15 settembre 2021 – ore 09:00-10:00
Sala Yellow 1, MiCo Milano Congressi – via Gattamelata 5, 20149 Milano
Clicca qui per iscriverti
(evento riservato esclusivamente
a investitori professionali.
I posti sono limitati)

di Giulia Bacelle

Laureata in Economia e Gestione dei beni culturali e dello spettacolo presso l’Università Cattolica di Milano. Per We Wealth scrive di finanza, arte e beni da collezione, e gestisce progetti ed eventi in questi settori

Domande frequenti su Servizi finanziari e bancari cross border, con un approccio olistico-glocal

Quali sono le principali sfide che i servizi finanziari e bancari cross border devono affrontare attualmente?

I servizi cross border devono mitigare il rischio paese e gestire le difficoltà logistiche dovute all'assenza di intermediari domestici. Inoltre, devono mantenere alta l'attrattività della consulenza, evitando penalizzazioni dovute alla mancanza di personalizzazione per clienti con esigenze complesse.

Come si può mantenere l'attrattività della consulenza finanziaria cross border per clienti high net worth e ultra high net worth?

L'attrattività della consulenza cross border si mantiene assicurando che la personalizzazione non venga penalizzata, nonostante le sfide logistiche. Questo è cruciale per soddisfare le esigenze specifiche di una clientela con patrimoni elevati.

Qual è l'approccio proposto per migliorare i servizi finanziari e bancari cross border?

L'approccio proposto è 'olistico-glocal', che mira a integrare una visione globale con un'attenzione specifica alle realtà locali. Questo permette di affrontare i trade-off esistenti in modo più efficace.

Quali sono i 'trade off' menzionati nell'articolo riguardo ai servizi cross border?

I trade off riguardano la necessità di bilanciare la gestione del rischio paese con le difficoltà logistiche, e di mantenere l'attrattività della consulenza senza penalizzare la personalizzazione per clienti complessi.

Qual è l'impatto dell'assenza di un intermediario domestico sui servizi cross border?

L'assenza di un intermediario domestico crea difficoltà logistiche significative per i servizi cross border. Questo rende più complesso interagire liberamente e frequentemente, influenzando l'efficienza operativa.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

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