La diffidenza verso gli investimenti in conto capitale di SpaceX, un indicatore costantemente sotto il torchio degli analisti, ha messo in ombra la forte crescita dei ricavi registrata nella prima trimestrale successiva all’Ipo. Il titolo ha perso oltre il 10% in apertura a Wall Street mercoledì, scendendo a 109,8 dollari, ben al di sotto dei 135 dollari fissati per la quotazione. Gli investimenti di SpaceX hanno raggiunto 18,4 miliardi di dollari nel trimestre, rispetto ai 2,8 miliardi dell’anno precedente. A poco è servito comunicare ricavi in aumento del 92%, a 7,8 miliardi di dollari, e perdite nette in calo. Gli utenti di Starlink, il servizio di connessione Internet satellitare, sono intanto raddoppiati a 12 milioni, mentre i ricavi del segmento sono cresciuti del 66%, a 4,3 miliardi di dollari.
Musk si è detto molto ottimista sulle prospettive di quella che, per il momento, è l’unica attività profittevole di SpaceX: “Non è escluso che, a un certo punto, Starlink possa trasportare la maggior parte del traffico Internet mondiale. Non stiamo parlando di un futuro infinitamente lontano. Accadrà in meno di dieci anni”.
Alla vigilia della trimestrale, il prezzo obiettivo medio degli analisti per la compagnia spaziale di Elon Musk si attestava a 236 dollari, oltre il doppio rispetto al valore a cui il titolo era scambiato al momento della pubblicazione. Nelle attese è incorporata la prospettiva di utili in crescita grazie alla combinazione di due tendenze che SpaceX si candida a cavalcare simultaneamente: l’espansione delle attività spaziali e lo sviluppo dell’intelligenza artificiale attraverso xAI. Il contributo della società di AI acquisita a febbraio resta ancora secondario rispetto a Starlink, ma nel trimestre i suoi ricavi sono più che triplicati, raggiungendo 2,6 miliardi di dollari grazie a nuovi contratti nei servizi cloud. I documenti di quotazione di SpaceX fanno ampia leva sul potenziale futuro dell’intelligenza artificiale, indicando per questo mercato un valore complessivo stimato in 25.500 miliardi di dollari.
La valutazione scommette su un futuro ancora da dimostrare
“Oggi il mercato valuta SpaceX non sulla base degli utili correnti, ma del suo potenziale futuro”, ha dichiarato Pawel Majtkowski, market analyst di eToro. “Gli investitori ritengono che la società costruirà un’infrastruttura destinata a diventare il fondamento della prossima rivoluzione tecnologica, sia nello spazio sia nell’intelligenza artificiale. La portata di queste aspettative è ben illustrata dal confronto tra SpaceX e Nvidia. Nel solo primo trimestre del 2026, Nvidia ha generato un utile netto di 58,3 miliardi di dollari, oltre tre volte superiore ai ricavi totali di SpaceX per l’intero 2025. La storia dei mercati dei capitali dimostra, tuttavia, che anche la visione più spettacolare deve prima o poi essere convalidata dai risultati finanziari”.
Per il momento, il mercato delle azioni spaziali nel suo complesso si è decisamente sgonfiato rispetto al clima di euforia che ha preceduto l’Ipo di SpaceX. Dal massimo del 28 maggio al 4 agosto, l’S&P Kensho Space Index ha ceduto il 17,4%, mentre l’S&P 500 ha guadagnato il 2,3%. In poco più di due mesi, il comparto spaziale ha così sottoperformato il mercato statunitense di quasi 20 punti percentuali, penalizzando soprattutto chi è entrato nella fase di massimo fermento per lo sbarco di SpaceX a Wall Street.
Nel frattempo, il 4 agosto l’S&P 500 ha aggiornato i propri massimi storici, lasciando sul tavolo la questione di una possibile bolla dell’AI, al momento passata in secondo piano dopo una stagione di trimestrali fra le migliori mai registrate in termini di sorprese positive. “In ultima analisi, la qualità del modello di business sottostante resta il fattore decisivo”, ha dichiarato a We Wealth Maximilian Wienke, market analyst di eToro. “Per questo motivo, è difficile sostenere che il settore tecnologico si trovi in una classica bolla. Le principali società tecnologiche continuano a crescere rapidamente, generano profitti consistenti e mantengono bilanci solidi. Il mercato di oggi premia le aziende che hanno già dimostrato di saper trasformare gli investimenti nell’intelligenza artificiale in ricavi, utili e flussi di cassa”.
Starship: un nuovo razzo per i data center spaziali e i satelliti Starlink
Nel caso di SpaceX, oggi è soprattutto Starlink a svolgere questo ruolo. Per il futuro, invece, buona parte delle sorti della società è legata al nuovo razzo Starship, la cui maggiore capacità di carico consentirà di mettere in orbita una versione più grande dei satelliti Starlink, denominata “V3” dalla società.
Il razzo non è cruciale soltanto per potenziare il servizio Internet satellitare, ma anche per il progetto, ancora più ambizioso, di installare nello spazio data center dedicati all’intelligenza artificiale. La capacità di trasportare carichi molto più pesanti e di ridurre il costo per chilogrammo inviato in orbita rappresenta infatti una condizione essenziale per rendere economicamente credibile il dispiegamento su larga scala di infrastrutture di calcolo spaziali. È questa la scommessa su cui Elon Musk sta concentrando una parte importante dei progetti futuri di SpaceX.

