Tra crisi e momenti di ripresa: come si muove la ricchezza degli italiani?

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Le disuguaglianze nella distribuzione dei redditi e della ricchezza hanno fatto in quest’ultimo trentennio la loro ricomparsa

Tasse e trasferimenti pubblici nel corso delle crisi hanno impedito un sostanziale aumento della concentrazione dei redditi

Soprattutto a seguito dello scoppio della pandemia, risulta in crescita l’interesse verso i mercati azionari e il trading online; parimenti, è aumentato l’interesse verso le cripto-attività

Il reddito esprime la ricchezza prodotta o realizzata da un certo soggetto tributario in un determinato tempo. Esso identifica l’utile percepito in funzione dell’esercizio di una professione, di un’impresa o di altra attività economica.
E invero, il reddito, in quanto indice della capacità contributiva e del flusso di ricchezza, è sensibile ai cambiamenti economici, sociali e normativi che, più o meno ciclicamente, investono una certa società e, conseguentemente, la sua distribuzione muta (cresce, si stabilizza, si contrae) al manifestarsi o al mutare di certi fenomeni.
Questo è vero, ad esempio, se si guarda al modo in cui la distribuzione del reddito, dunque, della ricchezza, ha seguito l’andamento delle crisi che, ricorsivamente, negli ultimi anni, hanno coinvolto dapprima i mercati e poi, successivamente, le comunità: le disuguaglianze di reddito si sono fatte più marcate nella crisi valutaria di inizio anni ’90; si sono poi stabilizzate prima della crisi finanziaria del 2008-09 e poi, ancora, prima della crisi del debito sovrano del 2011-13.

Benché siano ancora pochi i dati raccolti, nella crisi economico-sanitaria del Covid-19, come rilevato dalla Consob nel documento “Rapporto sulle scelte di investimento delle famiglie italiane”, in prima battuta, nel 2020, si è registrato un calo dei salari medi (pari al -6%), mentre, successivamente, nel 2021, il reddito disponibile è tornato a crescere.

E invero, stando a quanto pubblicato dall’Osservatorio sui Conti Pubblici nel report “Come è cambiata la distribuzione del reddito in Italia dagli anni Ottanta?”, negli ultimi anni la distribuzione del reddito è diventata più diseguale per la popolazione lavorativa, mentre è rimasta stabile per le persone con più di 65 anni. Dalle stime della Banca d’Italia e da quelle dell’Ocse, inoltre, emerge che la disuguaglianza nella distribuzione del reddito sarebbe aumentata soprattutto per i redditi dei non pensionati rispetto a quella dei pensionati.

Ebbene, in questo scenario, è interessante comprendere in che modo i fenomeni che incidono sulla distribuzione della ricchezza, influiscono sulla propensione al risparmio e all’investimento delle famiglie italiane.

Come rilevato nel report Consob pubblicato lo scorso dicembre, nel 2021 il tasso di risparmio delle famiglie italiane si è alzato rispetto ai livelli precrisi. In Italia, come in tutta l’Eurozona, persiste ancora una forte preferenza per la liquidità, che nell’ultimo quinquennio ha visto accrescere il suo peso nel portafoglio delle famiglie raggiungendo a giugno 2021 il 34% delle attività finanziarie totali (32% in Italia).

A fine giugno 2021, la ricchezza netta delle famiglie dell’area euro risultava lievemente superiore al dato di fine 2020, grazie soprattutto all’aumento dei risparmi e del valore degli assets finanziari: a seguito della crisi le scelte di risparmio, anche in Italia, risultano associate soprattutto alla riduzione delle spese (in particolare tra coloro che hanno registrato un incremento nel livello dei risparmi) e, dopo lo scoppio della pandemia, è notevolmente aumentato l’interesse verso i mercati azionari e il trading online; parimenti, è aumentato l’interesse verso le cripto-attività. Nel confronto europeo, però, la ricchezza finanziaria italiana rimane ancora al di sotto di quella dei maggiori Stati, soprattutto della Germania e Francia.

È opportuno evidenziare che l’intervento dello Stato, attraverso la tassazione e i trasferimenti pubblici, così come attraverso la previsione di misure fiscali agevolative, ha permesso alla forbice delle disuguaglianze di non allargarsi troppo rapidamente, mitigando gli effetti negativi che le numerose crisi – e in particolare quella sanitaria – hanno riversato sulla distribuzione del reddito.

di Nicola Dimitri

Collaboratore dell’area Fiscal & Legal di We Wealth. In precedenza ha lavorato nell’ambito del diritto tributario e della fiscalità internazionale presso primari studi legali

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