Con l’IA il lavoro umano nelle imprese aumenta (e migliora)
L’IA è un fattore di minaccia per il lavoro nelle imprese? Non esattamente. L’evidenza che emerge dalla terza edizione dell’osservatorio ECM AI di Irtop Consulting e Banca Generali (formano il campione le pmi quotate su Euronext Growth Milan, più qualche startup privata), racconta una storia diversa. Gli occupati nel settore sono complessivamente 6.320, in crescita del 12,1% rispetto ai 5.640 dipendenti occupati dalle medesime società nel 2024. Di crescente «qualità del capitale umano e crescente proiezione internazionale delle nostre startup» parla del resto Maria Ameli, head of wealth advisory in Banca Generali: «Dalla III edizione dell’Osservatorio emerge un ecosistema AI italiano che ha compiuto un salto qualitativo decisivo: non più un settore emergente, ma una leva strategica per la competitività del Paese. L’ascesa dell’Agentic AI segna un cambio di paradigma reale».
È inoltre rilevante osservare che il 61,1% dei rispondenti dichiara che i dipendenti guardano all’implementazione dell’IA in azienda con «entusiasmo e partecipazione attiva». Apparentemente, solo l’11,1% delle imprese con pesante utilizzo di IA dichiara un timore dei dipendenti per una possibile loro sostituzione nel lavoro.
I dati economici principali sulle pmi italiane ad alta intensità di IA
Nel 2025 il mercato dell’AI in Italia ha raggiunto un valore di circa 1,8 miliardi di euro (+50% sul 2024), con una diffusione crescente nei processi aziendali e nei servizi. La domanda di soluzioni AI si concentra principalmente nelle grandi imprese (oltre il 60% della spesa complessiva), mentre cresce il contributo della Pubblica Amministrazione, a causa degli investimenti in digitalizzazione. E le piccole e medie imprese? L’impatto dell’IA sulle pmi è più contenuto, ma in evoluzione, con livelli di adozione ancora prevalentemente sperimentali. Il fattore di traino della crescita del mercato è l’IA generativa. L’IA, con il suo corredo infrastrutturale e di tecnologie abilitanti, è in generale l’obiettivo di investimento principale dei venture capitalist, con una quota superiore al 25% degli investimenti complessivi (480 miliardi di dollari la raccolta del mercato VC lo scorso anno)
Quali sono le piccole e medie imprese che hanno l’intelligenza artificiale nell’attività principale?
Delle 206 quotate su Euronext Growth Milan al 30 aprile 2026 (capitalizzazione complessiva di 1,2 miliardi di euro), in 28 società l’Intelligenza Artificiale è presente in modo rilevante. Cinque presentano l’AI nel proprio “core business”, ossia le aziende che offrono in modo prevalente prodotti/servizi basati su tecnologia AI (Creactives Group, Cyberoo, Datrix, Expert.ai, Metriks AI).
Le loro performance
Anna Lambiase, ceo di Irtop Consulting e coordinatore scientifico dell’osservatorio ECM AI: «Le 28 società quotate su Euronext Growth Milan in cui l’Intelligenza Artificiale è presente in modo rilevante generano ricavi aggregati superiori a 1 miliardo di euro, in crescita del 16,3%, e rappresentano il 14% del mercato».
Dal 2024 l’indice “AI Index by IRTOP Consulting” (i 28 titoli azionari delle società AI ponderati per capitalizzazione di mercato) ha sovraperformato il FTSE Italia Growth. Nel 2024 l’AI Index ha registrato un +22,4% contro il -4,8% del FTSE Italia Growth, evidenziando un crescente interesse degli investitori verso le aziende dell’AI. E nel 2025, nonostante la volatilità iniziale legata alle tensioni macroeconomiche e geopolitiche, l’indice ha confermato il suo trend: +16,6% vs +9,0% dell’FTSE Italia Growth. Nel 2026, continua a mostrare resilienza (+10,8% vs +4,9% alla data dello studio).
Sulla base dei bilanci 2025 approvati, le 28 società AI quotate sul mercato EGM hanno generato un giro d’affari complessivo pari a 1,078 miliardi di euro, in crescita del 16,3% rispetto ai 927 milioni registrati nel 2024. Mediamente, nel 2025 la società AI su EGM presenta ricavi pari a 39,9 milioni di euro (34,3 milioni nel 2024), un EBITDA margin del 14% (15% nel 2024). Lambiase, spostando la lente d’analisi all’anno in corso: «La sovraperformance di 6 punti percentuali dell’AI Index su EGM da gennaio 2026 rispetto al mercato Euronext Growth indica che l’Italia sta emergendo come uno dei cluster più dinamici per le società AI‑driven in Europa».
Quali le pmi che hanno l’IA nella propria “proposizione di valori”?
Le altre 23 hanno l’AI nella propria “value proposition”, ossia integrano tecnologie di AI all’interno di un’offerta più ampia (Allcore, Circle, Cloudia Research, Digitouch, Doxee, E-Novia, eVISO, Fae Technology, gAIn360, IDNTT, MAPS, Mare Group, Reti, SIAV, Simone, Solid World Group, Sostravel.com, Star 7, Tecma Solutions, Tecno, Vantea Smart, Websolute, Yakkyo). Non sono invece state considerate le imprese che usano e basta l’IA, senza trasferire l’innovazione ai propri clienti.
Le regioni più rappresentate sul mercato EGM per le aziende AI
La Lombardia che si conferma al primo posto sia per le società AI (11 società, il 39% del totale AI) che per l’intero mercato EGM (70 società al netto delle AI, il 39% del totale). Seguono Emilia-Romagna (4 società, pari al 14% del totale AI) e Campania e Veneto (entrambe con 3 società, pari all’11% del totale AI).
I temi IA più importanti per le imprese studiate, al di là del lavoro
Si conferma l’importanza di una corretta governance dell’AI; il 64,7% dei rispondenti presidia gli sviluppi AI con funzioni interne dedicate (il 41,2% è provvisto di un comitato IA interno). Aumentano gli investimenti annuali delle imprese in IA: il 35,3% dei rispondenti investe tra i 500.000 e i 2 milioni di euro all’anno. La quota sale al 50% dei rispondenti se si allarga l’orizzonte temporale ai prossimi tre anni. Le principali fonti di finanziamento risultano essere investitori istituzionali e corporate (38,9% dei casi) e nonché capitale proprio (33,3% dei casi). Infine, oltre il 60% dei rispondenti utilizza l’intelligenza artificiale agentica, mentre il 27,8% di costoro la utilizza già in maniera strutturata e integrata con i processi aziendali. Le principali aree di utilizzo? Riguardano, come intuibile, “Database e repository documentali aziendali”, oltre che “Sistemi ERP/CRM/HRW”.
Per chi vuole investire in IA in Italia (e per chi vuole quotarsi)
Rivela Lambiase che «il mercato sta già prezzando un ciclo di crescita strutturale del settore: è un momento favorevole per chi vuole costruire posizioni precoci su pmi ad alto potenziale». A tal proposito rivela che Irtop ha lanciato un tool proprietario che «permette alle pmi di misurare il proprio livello di preparazione alla quotazione, combinando parametri quantitativi e qualitativi dell’azienda con le logiche di investimento dei fondi istituzionali».
Chiosa Maria Ameli: «La dinamicità delle imprese si riflette nella robusta domanda di risorse da destinare agli investimenti: il 54% delle aziende intervistate prevede di organizzare un round di finanziamento entro i prossimi 12 mesi. La sfida ora è accompagnare questa maturazione con una governance adeguata e un accesso strutturato ai capitali. Un percorso in cui il private banking può svolgere un ruolo da protagonista, aiutando a convogliare il risparmio verso gli investimenti in economia reale e affiancando imprenditori e imprese».

