Satispay, ora l’Italia ha due unicorni: quale sarà il prossimo?

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Al termine di un nuovo round da 320 milioni Satispay diventa il secondo unicorno italiano dopo Scalapay: il successo dell’app torinese

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La applicazione per i pagamenti “smart” Satispay è la seconda startup italiana a raggiungere una valutazione da un miliardo di euro. La società, potrà fare così compagnia a quello che dallo scorso febbraio era diventato il primo unicorno della Penisola, Scalapay, un’altra app dedicata al mondo dei pagamenti. 

Satispay, nata nel 2013 a Torino, ha raggiunto l’ambito status di unicorno al termine di un nuovo round di investimenti da 320 milioni di euro guidato da Addition e seguito da Greyhound Capital, Lightrock, Block, Coatue Management, Mediolanum gestione fondi e Tencent. “E’ un momento importante, perché ci permette di accelerare la nostra missione: diventare il super network europeo dei pagamenti digitali, semplificando il modo in cui le persone pagano e supportando gli esercenti con soluzioni di pagamento convenienti e indipendenti dalle carte”, ha affermato il post ufficiale dell’azienda, che ha dato la notizia.

La chiave del successo di Satispay

La ricetta del successo di Satispay fra consumatori ed esercenti sta nella possibilità di effettuare pagamenti elettronici al di fuori dai circuiti di pagamento come Visa e Mastercard, abbattendo i  relativi costi – che per tanto tempo hanno frenato i pagamenti via Pos per piccoli importi. La app regola il pagamento trasferendo i crediti caricati in precedenza dall’utente, con una commissione di 20 centesimi solo sugli importi superiori ai 10 euro.  

Satispay è da tempo sotto i riflettori di numerosi classifiche sulle startup più promettenti d’Europa. Nel settembre 2021 CB Insights, una società di ricerca specializzata, aveva inserito Satispay fra le startup più finanziate d’Europa e al primo posto fra quelle italiane. Oggi utilizzano la app 3 milioni di persone e 200mila negozi.   

“Siamo molto soddisfatti perché, a seguito di questo round, sentiamo di avere tutti gli strumenti e le risorse necessarie per realizzare la nostra visione: creare il prossimo network di pagamento leader in Europa”, ha dichiarato il co-fondatore Alberto Dalmasso. “Non solo sentiamo di avere i capitali necessari, ma anche esperienza e competenze”, ha proseguito, “negli ultimi due anni siamo cresciuti moltissimo, più che raddoppiando la nostra customer base e lanciando in tre altri paesi europei”. 

Il prossimo unicorno italiano?

Quale potrebbe essere il prossimo unicorno italiano? E’ una domanda cui aveva cercato risposta, lo scorso agosto, la testata Sifted (sponsorizzata dal Ft). La lista delle startup papabili di allora includeva, ovviamente, anche Satispay – benché non in testa alla classifica. Sulla base delle valutazioni condivise dallo stesso fondatore Giorgio Tinacci, la startup italiana più vicina al traguardo del miliardo sarebbe Casavo – una proptech specializzata nella compravendita di immobili che permette di rendere più liquido questo mercato. Dopo l’ultimo round di investimenti da 100 milioni di euro in equity (e 300 milioni a debito), annunciato lo scorso luglio, Casavo avrebbe raggiunto una valutazione da oltre 500 milioni di euro e potrebbe presto puntare a nuovi round, ha affermato Sifted.

Le altre startup che potrebbero avvicinare il traguardo sono Everli, attiva nella consegna della spesa a domicilio, valorizzata 469 milioni da Dealroom; Prima assicurazioni (330 milioni); la challenger bank AideXa (fino a 297 milioni); la società attiva nelle consegne di frutta e verdura Cortilia (187 milioni); e la società di forecasting Vedrai (176-264 milioni). 

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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