Andrea Orcel ha compiuto un’altra mossa nella partita a scacchi con il governo tedesco e il board di Commerzbank: un’offerta pubblica di scambio con cui UniCredit punta a superare il 30% dell’istituto tedesco, scavalcando una soglia che, secondo la normativa nazionale, impedisce attualmente alla banca italiana di acquistare ulteriori quote sul mercato. UniCredit oggi detiene il 26% di Commerzbank, più un ulteriore 3,3% sotto forma di derivati, ed è già il primo azionista della banca tedesca. L’offerta sarà formalmente avviata all’inizio di maggio, con un periodo di adesione di quattro settimane.
Per il momento, l’obiettivo dichiarato di UniCredit non è “acquisire il controllo di Commerzbank”, ha chiarito l’ad in una conference call con gli analisti, bensì “avviare un dialogo costruttivo con la banca e con tutti gli stakeholder” – un rimando implicito al governo tedesco, che detiene ancora una quota del 12,1%.
Berlino e Commerzbank chiudono alla scalata
La risposta di Commerzbank continua a essere di netta chiusura: l’offerta di acquisizione non è stata coordinata, ha dichiarato la banca, e non contiene “ulteriori informazioni sui punti cardine di un’operazione che crei valore… queste informazioni sarebbero la base necessaria per qualsiasi potenziale discussione”. Anche il ministero delle Finanze tedesco ha ribadito che una scalata ostile di UniCredit sarebbe inaccettabile, confermando l’intenzione di preservare l’indipendenza di Commerzbank – che è la seconda banca tedesca in termini di attivi, alle spalle di Deutsche Bank, e impiega oltre 36mila persone.
Nonostante le cautele, in Borsa la reazione del titolo Commerzbank è stata vicina a un rialzo dell’8,4%, il che sembra avvalorare l’ipotesi di un rilancio da parte di Piazza Gae Aulenti: con il titolo UniCredit a 63,83 euro, il rapporto di concambio previsto (pari a 0,485 azioni Ucg per ogni titolo Commerzbank) implica una valorizzazione di circa 30,96 euro per azione, mentre il titolo tedesco scambia lunedì a 32,21 euro, circa il 4% sopra il valore dell’offerta.
Un’offerta “tecnica” per superare il vincolo normativo
Secondo Jerome Legras, head of research di Axiom Alternative Investments, quella di UniCredit è “un’offerta più ‘tecnica’ volta a gestire la questione del codice tedesco sulle acquisizioni”, dato che la banca italiana “è vicina al raggiungimento della soglia del 30% con il regolamento fisico dei derivati”. A dimostrarlo sarebbe il premio “modesto” del 4% rispetto alla chiusura di venerdì, che non consentirebbe facilmente di raggiungere una posizione di controllo: “con quel premio non supereranno di molto il 30%”, ha scritto Legras. “Si tratta anche di una leggera pressione per portare la parte tedesca al tavolo delle trattative… stanno anche dimostrando che non rinunciano alle loro ambizioni in Germania”.
“Il nostro obiettivo con questa operazione è superare la soglia del 30% prevista dalla normativa”, ha chiarito lo stesso Orcel. “Possiamo raggiungere tale obiettivo solo attraverso un’offerta pubblica volontaria che, come previsto dalla legge tedesca, sia rivolta a tutti gli azionisti per il 100% delle azioni”. In seguito, “saremo liberi di comprare azioni sul mercato come ogni altro investitore, senza limiti e senza la necessità di lanciare un’ulteriore offerta”.
Inoltre, si legge nella nota ufficiale diramata da Piazza Gae Aulenti, superare la soglia del 30% tramite offerta pubblica “consentirebbe a UniCredit di evitare di aggiustare costantemente la propria partecipazione per rimanere al di sotto della soglia del 30%, in ragione del programma di acquisto di azioni proprie in corso da parte di Commerzbank”.
A maggio sarà convocata un’assemblea straordinaria per ottenere l’autorizzazione necessaria all’aumento di capitale a servizio dell’offerta, si legge nella nota, mentre il regolamento dell’operazione è previsto entro la prima metà del 2027, a seguito dell’ottenimento di tutte le necessarie autorizzazioni regolamentari.

