Una nuova divisione finanziaria integrata con il business dei pagamenti e un nuovo accento sulla rete commerciale, con una forte leva tecnologica e un nuovo schema di incentivi per migliorare la raccolta sul lato dei prodotti finanziari e assicurativi. Sono questi i noccioli strategici annunciati da Poste Italiane, che ha aggiornato gli obiettivi per il 2026, dopo aver chiuso il 2025 con indicatori tutti a segno più: ricavi di gruppo record a 13,1 miliardi (+4,2% annuo), EBIT adjusted a 3,24 miliardi (+9,6%) e utile netto a 2,22 miliardi (+10,3%).
Dal punto di vista organizzativo, la principale novità in arrivo è l’integrazione tra PostePay e BancoPosta in un nuovo “Hub finanziario”, che permetterà inoltre di riallocare fino al 25% della forza lavoro attuale verso attività a maggiore valore commerciale, a supporto della crescita attesa. Gli obiettivi dichiarati di questa riorganizzazione, attesa per l’inizio del 2027, sono la creazione di nuove opportunità di cross-selling, in particolare verso gli utilizzatori di PostePay, l’indirizzamento più mirato dei bisogni finanziari dei clienti e l’aumento dell’efficienza operativa grazie a economie di scala. “L’integrazione tra pagamenti e servizi finanziari consentirà di massimizzare il valore della nostra piattaforma per una creazione di valore sostenibile”, ha dichiarato l’ad Matteo Del Fante. “La riorganizzazione con l’accorpamento di pagamenti e servizi finanziari è in corso”.
Servizi finanziari: AI e nuovi incentivi per la raccolta
Per il mondo della consulenza finanziaria, Poste ha pianificato una nuova serie di iniziative finalizzate a potenziare le leve distributive. In particolare, si legge nella presentazione, verrà introdotto un nuovo front-end basato su intelligenza artificiale per la profilazione dei clienti, con l’obiettivo di indirizzare in modo più efficace il traffico dalla SuperApp verso i punti fisici della rete. In parallelo, verranno rivisti “gli schemi incentivanti della rete commerciale, orientandoli ai flussi di nuova raccolta”, affiancati al rafforzamento “della formazione specialistica dei consulenti finanziari”. Sul fronte del marketing verranno lanciate nuove campagne “focalizzate su specifiche priorità commerciali”, ma anche “eventi commerciali mirati su segmenti di clientela ad alto potenziale”.
Nel complesso, come osservato nella gran parte delle realtà finanziarie, l’obiettivo è compensare la progressiva normalizzazione dei tassi di interesse rafforzando i ricavi dal portafoglio investimenti e dalla crescita delle commissioni da asset management.
Nel 2026, Poste si aspetta di portare la raccolta netta finanziaria da 2,5 miliardi di euro a oltre 3 miliardi, con 6,8 miliardi di ricavi e 1 miliardo di EBIT (e 0,7 miliardi di utile).
Più servizi (e advisor) per il segmento upper affluent e premium
Sul fronte distributivo, il gruppo intende rafforzare la copertura della clientela cosiddetta Premium e Affluent+ — il segmento che individua la fascia di clientela con maggiori masse investite, collocata sopra il tradizionale perimetro affluent. Nel 2025 Poste ha raggiunto una copertura del 69% su questo bacino, con l’obiettivo di superare l’80% entro il 2027 con un anno di anticipo rispetto al piano. Parallelamente, è previsto un potenziamento della rete dedicata, con i consulenti finanziari specializzati attesi in crescita da 3,1mila a circa 4mila unità e gli operatori di filiale da 2,9mila a 4,7mila. Anche in questo ambito l’attenzione sarà rivolta alla crescita degli asset dei clienti grazie ad un miglioramento del cross-selling, questo sarà possibile sia introducendo nuove soluzioni per attrarre ulteriore liquidità attraverso prodotti di risparmio e investimento.
Assicurazioni: Life stabile, Protection motore di crescita
Come sempre, la gamba assicurativa rappresenterà il motore per la redditività del gruppo, con un maggiore focus sulle polizze legate alla protezione, affiancandole al classico comparto Vita. Nel piano si parla di un mercato italiano che resta sotto-assicurato, con una domanda in aumento. Dall’altro lato, “la base clienti del gruppo — ancora ampiamente non penetrata — rappresenta un bacino rilevante per crescite sopra mercato”, dice Poste, con “opportunità di cross-selling con i prodotti di investimento”. L’obiettivo è portare la Protection a contribuire per oltre il 10% alla redditività complessiva dei servizi assicurativi.
Stabili gli obiettivi per il Vita, la cui “espansione dei margini” sarà “favorita da una maggiore focalizzazione commerciale della rete e da iniziative mirate all’attrazione di nuova liquidità”.
Dopo ricavi assicurativi pari a 1,83 miliardi nel 2025, il gruppo si attende un ulteriore incremento a circa 1,9 miliardi, sostenuto dal contributo combinato delle linee Vita e Protection.
Guidance 2026 e politica di distribuzione
Chiudendo sul fronte finanziario, Poste si attende per il 2026 ricavi complessivi pari a 13,5 miliardi di euro, un EBIT adjusted superiore a 3,3 miliardi e un utile netto di 2,3 miliardi (escludendo il contributo della partecipazione in TIM).
Contestualmente, Poste ha rafforzato la propria politica di distribuzione, impegnandosi a mantenere un payout ratio superiore al 70% dell’utile netto (al netto della partecipazione in TIM), cui si aggiungeranno i dividendi incassati dalla stessa TIM su base cash-for-cash.

