L’orientamento conservatore della Corte Suprema non è bastato a salvare i dazi imposti nel corso del 2025 dall’amministrazione Trump: con voto di 6-3, il più alto organo giudiziario statunitense ha dichiarato illegali le due tipologie di dazi imposte dalla Casa Bianca tramite ordine esecutivo, senza passare dal voto del Congresso.
Il presidente degli Stati Uniti, infatti, non ha il potere di varare leggi commerciali in autonomia: ogni ordine esecutivo può, con precise limitazioni, introdurre restrizioni commerciali solo appoggiandosi a quanto prevede una legislazione già esistente (nello specifico, i dazi si reggevano su una legge del 1977 relativa a poteri d’emergenza).
Per l’amministrazione Trump l’annullamento dei dazi non incide solo sul passato, ma anche sulle relazioni internazionali future: la minaccia dei dazi commerciali, infatti, è stata la principale leva negoziale utilizzata in politica estera – il che ha consentito agli Usa, data l’importanza del mercato di sbocco americano, il raggiungimento di accordi con diverse aree economiche, inclusa l’Unione europea. La ratifica di tale accordo, prevista in Commissione commercio internazionale dell’Eurocamera il 24 febbraio, è quindi saltata, riferiscono fonti parlamentari.
Per reintrodurre le restrizioni commerciali, la Casa Bianca potrebbe percorrere nuove strade legali, appoggiando nuovi ordini esecutivi ad altre leggi. Questo permetterebbe di tenere in piedi la svolta inaugurata lo scorso aprile con il Liberation Day, tuttavia, affermano gli osservatori sulla stampa americana le altre leggi “percorribili” porrebbero vincoli più stringenti. La stretta commerciale, insomma, rischia di uscirne trasformata. Inoltre, questo riattiverebbe un nuovo iter di controllo legale il cui esito potrebbe portare a un nuovo annullamento.
La decisione avrà anche una ripercussione diretta sui conti pubblici: il gettito incassato tramite i dazi annullati andrebbe rimborsato, con complessità tecniche e significativi impatti sui conti federali. “La decisione della Corte probabilmente genererà altre gravi conseguenze pratiche nei prossimo futuro”, ha dichiarato uno dei tre giudici dissidenti, il conservatore Brett Kavanaugh, “na delle questioni saranno i rimborsi: i rimborsi di miliardi di dollari avranno significative conseguenze per il Tesoro Usa”.
In un breve commento rilasciato alla Cnn il presidente Trump ha commentato la decisione della Corte Suprema definendola una “vergogna” e anticipando un “piano di riserva”
La reazione dei mercati ha subito premiato, fuori dagli Usa, i settori orientati alle esportazioni negli Usa che avevano subito l’impatto dei dazi doganali: è il caso dell’automotive, con titoli come Stellantis che hanno immediatamente reagito con un balzo del +2%. Anche il mercato azionario americano non sembra temere il colpo d’immagine politico è procede spedito, con il Nasdaq composite in avanzata dell’1%.

