Nell’ultimo trimestre alla guida di Berkshire Hathaway, Warren Buffett ha incrementato la posizione della sua conglomerata in Chevron, aperto una nuova esposizione sul New York Times e alleggerito ancora i titoli Apple e Bank of America. In più ha falciato del 77% la sua esposizione, già non molto grande, in Amazon che ora rappresenta lo 0,19% del portafoglio complessivo. È quanto si apprende dai documenti registrati presso la Sec, un appuntamento periodico sempre molto seguito per comprendere le mosse di Buffett nel trimestre precedente. Se si considerano gli effettivi “pesi” nel portafoglio emergono mosse settoriali abbastanza definite, che allontanano l’esposizione da alcuni comparti più ciclici.
In termini assoluti, i movimenti più rilevanti si concentrano infatti tra tecnologia, bancario e consumo ciclico, con dismissioni che hanno inciso per oltre il 2,5% del valore complessivo del portafoglio solo tra Apple (-0,98% di impatto sull’allocazione), Bank of America (-0,98%) e Amazon (-0,63%). Si tratta dei tre interventi più corposi nella composizione del portafoglio nel trimestre, che vanno a colpire settori accomunati da una maggiore sensibilità al ciclo economico, ai tassi d’interesse e, soprattutto nel caso delle big tech, a multipli legati alla crescita futura degli utili. A fronte di questi tagli, le principali allocazioni in aumento riguardano invece energia e assicurazioni, con un rafforzamento della posizione in Chevron (+0,45%) e in Chubb (+0,33%), ovvero comparti caratterizzati da un pricing power più immediato e da flussi di cassa meno dipendenti da aspettative. Il risultato è una rotazione che riduce l’esposizione a business ad alta intensità di capitale o legati alla duration tecnologica, a favore di attività con ritorni più visibili e contrattualizzati, come quelli derivanti dai premi assicurativi o dall’andamento delle commodity.
I movimenti relativi: le partecipazioni più vendute e più incrementate
Se si guarda invece ai movimenti in termini relativi rispetto alla quota detenuta in precedenza, emergono indicazioni parzialmente diverse. Sul fronte delle vendite, l’intervento più marcato riguarda Amazon, la cui partecipazione è stata ridotta del 77,24%, di fatto un disimpegno quasi totale da una posizione già marginale che ora pesa appena lo 0,19% del portafoglio. Seguono i tagli in Aon (-12,12%), Pool Corp (-11,28%) e Bank of America (-8,94%), oltre alla riduzione del 4,32% in Apple, che pur restando la prima partecipazione di Berkshire ha visto il terzo trimestre consecutivo di alleggerimento. Sul fronte opposto, l’incremento più significativo in termini percentuali riguarda Domino’s Pizza (+12,34%), seguito da Chubb (+9,31%) e Chevron (+6,63%), a indicare un rafforzamento selettivo in business legati rispettivamente ai consumi difensivi, all’assicurativo e all’energia.
Le prime 10 partecipazioni e il riequilibrio del mix settoriale
Alla luce degli aggiornamenti contenuti nel filing alla Sec, la composizione delle prime dieci partecipazioni azionarie di Berkshire Hathaway risulta la seguente:
- Apple – 22,6%
- American Express – 20,46%
- Bank of America – 10,38%
- Coca-Cola – 10,2%
- Chevron – 7,24%
- Moody’s – 4,6%
- Occidental Petroleum – 3,97%
- Chubb – 3,9%
- Kraft Heinz – 2,88%
- Alphabet (Google) – 2,04%
Nel complesso, le prime quattro partecipazioni – Apple, American Express, Bank of America e Coca-Cola – continuano a rappresentare da sole oltre il 63% del portafoglio quotato, confermando l’approccio storico di Buffett: un’elevata concentrazione su pochi nomi ad alta visibilità sui flussi di cassa. Tuttavia, il progressivo alleggerimento di Apple e Bank of America, unito al rafforzamento di Chevron e Chubb, contribuisce a riequilibrare il mix settoriale a favore di energia e assicurazioni, che insieme superano ormai il 15% dell’allocazione complessiva. Ne risulta un portafoglio ancora fortemente esposto a consumi difensivi e servizi finanziari, ma con una minore dipendenza dalla tecnologia e una maggiore incidenza di business legati a premi assicurativi o all’andamento delle commodity — proprio mentre Wall Street riscopre il value, punendo le società tecnologiche dopo anni di corsa forsennata.

