La statunitense Nuveen ha proposto di acquisire in contanti la britannica Schroders. La proposta, divenuta ufficiale in data 12 febbraio 2026, ammonta a 9,9 miliardi di sterline (oltre 11 miliardi di euro) in contanti per la società UK e dovrebbe perfezionarsi entro l’ultimo trimestre dell’anno, dopo le autorizzazioni regolamentare di rito. L’acquisizione dello storico colosso britannico (fondato a Londra dal tedesco Johann Heinrich Schröder nel 1804) darebbe il via a una entità combinata con masse in gestione pari a circa 2.500 miliardi di dollari (gli oltre 1.400 di Nuveen più i 1.000 di Schroders), con una presenza in oltre 40 mercati. Alla notizia, la quotazione di Borsa dell’asset manager londinese è schizzata di circa il 29%.
I primi dettagli dell’accordo Nuveen – Schroders
L’accordo proposto valuta Schroders a 6,12 sterline per azione, compreso il dividendo. Ossia include un premio rispetto alle 4,53 sterline cui era quotata la società prima dell’annuncio. Gli analisti di Morningstar definiscono “opportunistica” l’offerta di Nuveen, giacché arriva proprio nel momento in cui “la società sta riprendendo slancio” e il sistema finanziario britannico appare ricco di liquidità. L’annuncio fa seguito infatti a qualche anno di risultati non brillanti per l’asset manager britannico, che come altri ha pagato lo scotto di una fase di “declino secolare” della gestione attiva nel Regno Unito, con un generalizzato ribasso delle commissioni, con margini in diminuzione di un terzo negli ultimi 10 anni.
L’inizio del 2026 è però caratterizzato per Schroders da una ripresa degli afflussi e delle quotazioni. E, a dispetto del sostegno del board per l’offerta, solo il 41% dei soci ha dato il suo appoggio irrevocabile. Premesse che fanno pensare a un possibile rialzo del prezzo di acquisizione.
«Il consiglio ritiene che i termini dell’operazione rappresentino un valore interessante e certo per gli azionisti, con un multiplo interessante e premi che riflettono sia il valore che sarebbe stato altrimenti realizzato nel tempo con l’attuazione della strategia autonoma di Schroders, sia il valore immediato dei significativi benefici che si prevede deriveranno dalla combinazione con Nuveen nel lungo termine» è il commento ufficiale di Schroders.
Di quanto salirà il prezzo che Nuveen pagherà a Schroders (ammesso che salga)?
Sempre Morningstar aumenta il fair value stimato di Schroders a 5,50 sterline per azione, il che riflette una probabilità del 75% che l’operazione si concluda a 5,90 sterline e una probabilità del 25% che la stessa fallisca. In quest’ultimo caso, dicono gli analisti, la stima tornerà a 4,25 sterline. Permane tuttavia ottimismo fra gli esperti “dopo la forte performance della seconda metà dell’anno”, dato che il modello di business di Schroders continua a essere “altamente redditizio”, continuando ad attrarre nuovi afflussi netti superiori alla media del settore, nonostante l’asset manager non abbia “né le dimensioni per competere con i giganti globali, né sia una boutique snella focalizzata determinate nicchie” (sempre Morningstar).
Dopo 222 anni, un cambiamento storico per il “banker della Regina”
Per l’asset management britannico si tratta di un vero e proprio cambiamento storico. Dopo 222 anni, la famiglia Schroders, detentrice di circa il 45% dell’azienda, sembra che voglia rinunciare al suo pacchetto azionario. Nell’opinione pubblica del Regno Unito questo marchio di asset management si lega alla gestione del patrimonio “della Regina”. Perché? Nel 2013, Schroders acquisisce Cazenove Capital, il broker ufficiale della Regina Elisabetta II. Uno dei presidenti storici della società, David Ogilvy, 13° Conte di Airlie (1926-2023), era inoltre un suo storico amico. A lui va il merito di aver modernizzato le finanze di Elisabetta, che presenziò – era il 2018 – all’inaugurazione delnuovo quartier generale di Schroders a London Wall Place (foto apertura).
Ma i legami con Buckingham Palace sono ancora più remoti: nel 1892, la Regina Vittoria concesse a Sir John Henry Schröder il titolo di “Baronetto” del Regno Unito, permettendogli di usare il titolo tedesco di “Barone” anche in Gran Bretagna.
Secondo quanto comunicato, alla guida di Schroders resterà il ceo Richard Oldfield, che riporterà a William Huffman, ceo di Nuveen. Nel 2000, Schroder aveva già preso la storica decisione di vendere la sua divisione di investment banking a Citigroup, per concentrarsi esclusivamente sulla gestione del risparmio.

